Versalis, Cna: "Salute valore primario, ma non si dia colpo di grazia all'industria"

Il vice presidente regionale del Cna: "Il futuro – anche quello immediato – va costruito su scelte condivise"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del vice presidente della Cna regionale, Franco Gentile, riguardo all’ordinanza di sospensione delle attività dell’impianto di cracking di Eni Versalis disposta dal sindaco di Brindisi. 

Gli accadimenti delle ultime ore creano un ulteriore motivo di preoccupazione per chi ha a cuore le sorti di questo territorio. Emissioni odorigene particolarmente forti hanno indotto il sindaco di Brindisi ad assumere una decisione importante come quella di sospendere l’attività della Versalis e, di conseguenza, dell’intero Petrolchimico. In un primo momento abbiamo ipotizzato che una decisione così drastica fosse la conseguenza di dati inoppugnabili che avrebbero legato la responsabilità della stessa Versalis ai problemi di carattere ambientale avvertiti negli ultimi giorni.

E’ emerso, invece, che l’ordinanza sindacale sarebbe stata emessa prima ancora che l’Arpa concludesse la sua ispezione all’interno del Petrolchimico e soprattutto prima che analizzasse gli elementi raccolti. Circostanza, quest’ultima, ribadita ufficialmente da Versalis che in una nota esclude qualsiasi responsabilità relativa alle emissioni riscontrate in città.

E’ evidente, che la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente di questo territorio viene prima di ogni cosa; da troppi anni questa città attende che si realizzi un sistema efficace di monitoraggio ambientale e, allo stesso tempo, che si potenzi la risposta sanitaria in termini di prevenzione e di ricerca delle possibili patologie rivenienti dall’inquinamento ambientale,  ma questo non  può passare attraverso provvedimenti estremi, forse affrettati, dalle conseguenze imprevedibili, soprattutto dal punto di vista economico ed occupazionale.

Gli uffici territoriali dell’Arpa, d’altro canto, attendono da troppo tempo un potenziamento di uomini e mezzi per fronteggiare una richiesta di interventi immediati e non ci pare che la risposta della politica sia stata soddisfacente visto che negli ultimi anni è stato fatto ben poco in questa direzione. La conseguenza è che in questo modo si finisce per andare per tentativi, con decisioni improvvisate e in alcun modo giustificate dal punto di vista tecnico e scientifico, determinando danni irreparabili al sistema industriale brindisino, già colpito da una crisi senza precedenti, e aggravata ancor di più dal lockdown per l’emergenza sanitaria.

Il futuro – anche quello immediato – va costruito su scelte condivise. Non facciamo l’errore di considerare  le ragioni della salute contrapposte a quelle dello sviluppo economico. Le contrapposizioni hanno già determinato troppi danni negli ultimi decenni e le conseguenze sono riscontrabili proprio sulle statistiche legate ai nuovi investimenti ed ai dati occupazionali. Il comparto produttivo di questo territorio è pronto a raccogliere la sfida, ma le istituzioni sono chiamate a voltare pagina rispetto a ciò che accade anche in questi giorni, con le aziende considerate inspiegabilmente delle semplici “controparti” e non comprimarie nei processi di sviluppo.

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