La Brexit vista da una brindisina a Londra: “Per noi cambia poco”

La storia di una francavillese che vive in Inghilterra da 8 anni: “Dal 2021 sarà più difficile trasferirsi”

“Hanno voluto la Brexit per paura degli immigrati ma, di fatto, per chi già viveva qui da anni non è cambiato nulla”. Terry Serpentino è arrivata a Londra otto anni fa, doveva rimanerci pochi mesi, giusto il tempo di migliorare il suo inglese.  Estetista francavillese, 37 anni, Terry a fine gennaio ha ottenuto il settled status, la residenza permanente per i cittadini non britannici che vogliono continuare a vivere in Gran Bretagna.

E’ notizia di questi giorni che la maggioranza dei sudditi di Sua Maestà si è pentita del referendum sulla Brexit. A fine anno scadrà il periodo di transizione. Ma cosa cambia per gli immigrati che già vivono in UK? Ben poco, come spiega Terry Serpentino: “Per ottenere il settled status devi dimostrare di essere residente in Gran Bretagna da almeno cinque anni. Poi, scansioni il passaporto, scarichi una app, rispondi ad alcune domande, ti chiedono il tuo estratto conto e la residenza e in meno di un mese, se rientri nei parametri, ottieni il diritto di permanenza. Io ho fatto richiesta a ottobre, la risposta positiva è arrivata dopo tre mesi perché i sistemi hanno ricevuto tantissime domande”.

Di fatto, per i lavoratori regolari non ci sono problemi. E non ci sono problemi neanche per coloro che vivono in Uk da meno di cinque anni, per loro c’è il pre-settled status. Il 1 febbraio del 2020 la Gran Bretagna ha lasciato ufficialmente l’Unione Europea, ma è stato concordato un periodo di transizione che terminerà a fine anno. “Da quel momento sarà molto più difficile entrare in Gran Bretagna e rimanerci per lavorare – spiega Terry – Capisco che molta gente voglia venire qui. Il mio caso è emblematico: io sono arrivata a Londra otto anni fa, non prevedevo di rimanere così tanto. Ma ho subito notato alcune differenze, si trova lavoro più facilmente e c’è molto ricambio. Io lavoravo come estetista a Francavilla Fontana, anche qui faccio lo stesso mestiere, con un guadagno decisamente diverso, più alto. C’è più meritocrazia, ma ci sono anche le eccezioni”.

Di tornare in Puglia, per ora non se ne parla, nonostante le manchi il calore degli abitanti – i londinesi non sono celebri per l’espansività – e il clima. Londra è ormai la casa di Terry Serpentino, qui ha trovato anche l’amore: Luca, un ragazzo siciliano. Insieme hanno vissuto le paure degli immigrati dopo il referendum pro-Brexit. “All’inizio – dice Terry – non capivamo cosa sarebbe successo, ovviamente eravamo un po’ in pensiero. Qualcuno, precipitosamente, ha preferito lasciare l’Inghilterra senza attendere l’evolversi degli eventi. Ora che la situazione si è chiarita, siamo più tranquilli. Ripeto: per chi vive qui da anni, la situazione non cambia, i problemi saranno seri per chi vorrà trasferirsi qui dal 2021 in poi”.

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