Lunedì, 15 Luglio 2024
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"Rispetto a 25 anni fa vedo una Brindisi migliore. E questo G7 può essere un volano"

Il summit sta per iniziare, i grandi della terra si riuniscono qui. L'intervista al prefetto Luigi Carnevale: "La città ha vissuto pagine dolorose, ma adesso, è questo l'augurio di tutti, dimostrerà di essere anche efficiente"

BRINDISI - Piazza Santa Teresa è assolata, in giro pochi turisti, poche auto nei parcheggi. Il palazzo che ospita la Prefettura sembra placido, ma è solo apparenza. Il giorno dopo, per usare un'espressione abusata ma non per questo meno veritiera, Brindisi sarà sotto i riflettori del mondo. Una troupe esce dal portone. L'agente di guardia spiega che sono giornalisti di un'emittente televisiva tedesca. Prima c'erano colleghi inglesi, francesi, eccetera. Il prefetto Luigi Carnevale mancava dal capoluogo adriatico da 25 anni. Già all'indomani della nomina, aveva la scrivania piena di dossier, non solo virtuali. In cima, quello sul G7. A 24 ore dal vertice, il prefetto Carnevale ha concesso un'intervista a BrindisiReport (è stata realizzata ieri, mercoledì 12 giugno 2024).

Fra qualche giorno il summit sarà finito. Cosa resterà al cittadino brindisino?

"Io credo che, se dovessimo ragionare solo in termini di clic, il nome 'Brindisi' sul web in questo momento forse è il più cercato. Inutile negarlo: il mondo sa che a Brindisi c'è un G7 e sono presenti esponenti di altri Stati come India, Argentina, Turchia, di Paesi emergenti. C'è il presidente Zelens'kyj, a rappresentare uno Stato che sta subendo una guerra devastante. C'è il Pontefice. Sarà comunque una tre-giorni in cui gran parte dei leader del pianeta saranno presenti su questo territorio. Quando ho lavorato qui, 25 anni fa, ci si poteva chiedere cosa sarebbe rimasto a Brindisi alla fine del contrabbando, alla fine degli sbarchi albanesi. Su queste coste ci sono stati i primi fenomeni di sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Sono coste che hanno vissuto pagine dolorose. Al contrario, adesso resterà il nome di una città, di una provincia che - come tutti ci auguriamo - sarà stato in grado di ospitare al meglio questo evento e quindi di porsi all'attenzione del mondo per efficienza. E anche per spirito di sopportazione. L'ho detto sempre: stiamo chiedendo tanta pazienza alla popolazione brindisina, e non solo di Brindisi città. L'ho detto anche al presidente della Provincia, anche noi abbiamo utilizzato l'espressione Stp. Non nel senso della società di trasporto, ma come acronimo del motto che abbiamo fatto nostro, 'Serve tanta pazienza'".

Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) ci sono state diverse proteste, da parte di sigle che rappresentano varie forze dell'ordine, per quanto riguarda gli alloggi. Che risposta si può fornire?

"La nave è stata posta sotto sequestro con un decreto dell'autorità giudiziaria. Si è aperta quindi una vicenda giudiziaria. È stata una brutta pagina, sicuramente, sotto il profilo organizzativo. Si valuterà anche in sede penale cosa sia successo in questa circostanza. Il compito nostro, anche a partire dal questore, dagli altri comandanti provinciali, è stato quello di trovare nell'immediatezza soluzioni alternative. Stiamo ultimando adesso il trasbordo nella nuova imbarcazione arrivata. E quindi entro stasera (ieri sera per chi legge, ndr) contiamo di risolvere questo problema che ci ha sottratto energie e procurato anche dispiacere. Perché chi è impegnato in servizi come questi merita di essere meglio considerato. Quello che è successo sarà oggetto anche di riflessioni successive".

Ci sono fondati timori di disordini per i prossimi giorni?

"Noi non abbiamo né timori, né preoccupazioni. Noi abbiamo attenzione per tutto quello che si può muovere ai margini di questo evento, dunque prestiamo la massima attenzione a tutti i segnali che ci possono giungere".

Lei è qui da relativamente poco tempo, com'è stato anche sul piano umano il rapporto con le altre istituzioni?

"Devo dire la verità: tutti i preparativi per mettere a terra questo piano di sicurezza per il G7 mi hanno permesso di avere continui rapporti con tutti i rappresentanti degli enti locali, della Provincia, dei Comuni, di Fasano ad esempio, di Brindisi in primis, con lo stesso unico rappresentante del parlamento, onorevole D'Attis. Ho trovato in tutti un grande spirito di collaborazione, a prescindere dal colore politico, e grande disponibilità e desiderio di fare parte di una squadra, la più ampia possibile, che non solo ha a cuore questo territorio, ma che si prodiga anche con magistratura, forze dell'ordine, mondo della scuola. Quest'ultimo l'ho visto molto attivo, predisposto a una crescita progettuale degli adulti del futuro. Ho avuto quindi una bella sensazione e mi sento confortato anche per le iniziative future, che dovremo seguire con molta attenzione. Mi auguro che, tra le cose che questo G7 lascerà, ci sia questo spirito di squadra, di collaborazione, che dev'essere un modello da coltivare e da seguire per il futuro".

La scelta, dal punto di vista logistico e territoriale, sta pagando? I due "punti focali", Brindisi e Fasano, sono sulla costa.

"Noi non ci poniamo il problema della preferenza di un'area o di un'altra. Il nostro compito è essere duttili, adeguarsi alle esigenze. E farlo al meglio. La scelta di Brindisi si presta maggiormente al controllo, mentre Borgo Egnazia, con stradine strette e una viabilità particolare, può creare più problemi. Però, ci siamo organizzati anche per affrontare queste difficoltà".

Lei se n'è andato da Brindisi 25 anni fa. Come è cambiata la città ai suoi occhi?

"Ho trovato una città migliore. La Brindisi di 25 anni fa era in fondo a tutte le graduatorie di vivibilità. Non c'era nulla che poteva essere apprezzato, come servizi, come offerte, anche per la popolazione, per i bambini. Io avevo un figlio piccolo. Non sapevo dove portarlo, per farlo divertire. Ed era anche una città martoriata da emergenze ambientali, da situazioni un po' delicate. Il porto era vivibile solo a livello commerciale. I turisti stavano lì solo per imbarcarsi. Brindisi è stata recuperata, anche in tante sue opere architettoniche, è stata valorizzata la sua storia. Vedo che finalmente c'è più amor proprio, più amore per la propria storia, per il patrimonio culturale che può essere valorizzato ancora di più. E vedo più consapevolezza nei brindisini, per crescere ulteriormente. Questa candidatura a Capitale della cultura italiana è una bella occasione. Anche il G7, speriamo sia una sorta di volano, che lasci una scia positiva".

Può condividere qualche ricordo, aneddoto, legato a Brindisi?

"Il ricordo più bello è che qui è nata mia figlia. Vuol dire tanto. Ho un debito di riconoscenza verso questa città, che ha permesso di coronare un desiderio mio e di mia moglie. Noi ci siamo sempre detti che nostra figlia è la 'brindisina' di casa. È stato bello averla qui il 2 giugno, anche per lei è stato emozionante. C'è un attaccamento particolare a questa città, anche se non è stato un bel periodo quello che abbiamo vissuto, sia professionalmente, sia per altre questioni. Proprio perché a volte certe esperienze ti prendono emotivamente, non si può non sentirsi legati a quei luoghi. E quei luoghi, nel mio caso, sono Brindisi e la sua provincia".

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