La parola agli edicolanti: "Boom di vendite di Settimana enigmistica e rotocalchi rosa"

Abbiamo intervistato alcuni proprietari delle edicole di Brindisi e provincia e ciò che è emerso è lo spirito umano della comunità. Leggete perché

Ai tempi del coronavirus, della chiusura obbligatoria di alcune attività commerciali e del tempo di cambiare le nostre abitudini, ci siamo chiesti se i cittadini hanno rinunciato o meno al diritto all’informazione. E, dunque, abbiamo deciso di dare voce a qualche edicolante della città di Brindisi e di alcuni comuni della provincia.

Le risposte sono state sorprendenti, dall’aumento della richiesta della Settimana enigmistica per esempio, alle riviste di gossip, alla veridicità della notizia che, secondo alcuni, è ancora possibile trovare sui quotidiani cartacei, locali e nazionali, perché spesso, sui social network le informazioni vengono distorte creando panico.

Ma oltre all’aumento o calo delle vendite registrato nella città di Brindisi e provincia, ciò che è emerso è stata la riscoperta dello spirito umano e di solidarietà diffusi nelle comunità cittadine. Uniti insieme, ma distanti, nello sconfiggere il nemico comune che sta piegando l’Italia. Ma insieme, ce la faremo.

Brindisi

L’ideario di Aurora ed Emanuela, via Verona

“Mi raccomando signorì, attenta che stai in mezzo alle persone”: questa è la frase che al tempo del coronavirus è rimasta impressa ad Aurora. La premura viene da una cliente più adulta che frequenta la loro edicola “perché la gente ha paura delle notizie, più spesso fake news, che girano sul web e per loro il giornale cartaceo, un locale o, meglio, un nazionale, è più veritiero” ci spiega Aurora per telefono con una voce squillante e gioiosa, chiamata di primo mattino. “La gente approfitta per venire da noi a prendere il giornale per farsi una chiacchierata veloce, per sfogarsi – prosegue- vogliono essere rassicurati”. E Aurora ed Emanuela, come possono, rincuorano i loro clienti che stanno vivendo nel panico. “La gente è rispettosa delle distanze, usano guanti e mascherine. E si mettono in fila- sottolinea. “Le vendite sono le stesse, ma ciò che abbiamo notato è il senso di comunità e la crescita dei rapporti umani che in questo delicato momento ci sta dando la speranza”.

Edicola di Leonardo Mancini, via Cappuccini

“La vendita dei giornali è rimasta la stessa, il solito cliente continua a venire per acquistare il Quotidiano o un nazionale – racconta il signor Leonardo. – Sicuramente ciò che vendo di più è La settimana enigmistica e giornali per bambini da colorare”.  Leonardo ci dice che nella sua edicola entrano uno, massimo due clienti alla volta e che, a differenza di prima, non si soffermano più a guardare le nuove riviste, vedere tra gli scaffali. “Acquistano velocemente e vanno via”.

Edicola di Francesca Pezzuto, via Amena

“Le vendite sono un po’ diminuite, c’è un certo disagio per questa situazione – ci dice il collaboratore dell’edicolante. – Però i clienti abituali continuano a venire perché c’è sempre chi preferisce e a chi piace la carta stampata piuttosto che il web”. L’edicola Pezzuto è munita di moduli per l’autosegnalazione e fa anche le fotocopie per chi ne avesse bisogno. “Si è passati da un eccesso all’altro, dall’edicola piena di gente alle distanze di misura di sicurezza, ma è necessario” conclude il collaboratore.

Francavilla Fontana

Edicola ai Portici di Giuseppe Zammarano, Piazza Umberto

“A causa del coronavirus e del rischio contagio abbiamo perso i clienti che avevamo. La gente ha paura e sa che non deve uscire” – ci racconta sconsolato il signor Giuseppe, ma con un pizzico di ironia, sorridendo, prosegue – in compenso sto lavorando con le fotocopie delle autosegnalazioni”.

Ci dice che ha avuto un drastico calo nonostante si trovi al centro di Francavilla, ma in piazza hanno chiuso i bar. “Siamo aperti perché l’ha imposto il Governo e io indosso la tuta, i guanti e la mascherina. Surreale”. E mentre ci sta raccontando che nel magazzino sta accumulando giornali e le riviste per i collezionisti che non passano più a ritirare, entra un cliente, il primo della giornata e sono già le 10.30. Dobbiamo salutarci, ma Giuseppe ci tiene a dire che sta consegnando qualche giornale a domicilio alle persone anziane.

Mesagne

Edicola Ciribì di Angela Marinosci, Porta Grande

Ci sono giornate in cui la “Principessa dell’ottimismo”, come viene soprannominata dai mesagnesi, si sveglia sconsolata però “quando vengo in edicola cerco di tenere alto il morale”, ci racconta la signora Angela che durante la giornata è la confidente dei suoi clienti. “A volte vengono mamme che mi raccontano di avere paura per i propri figli e che la notte, quando tutti dormono, loro piangono”. Angela non ha notato una diminuzione negli acquisti dei quotidiani e dei nazionali, ma anzi un aumento perché “la gente è stanca di leggere fake news sul web. Creano più panico, le informazioni vengono distorte e c’è questa bruttissima mania di far girare le foto dei contagiati. Ma dove siamo arrivati?”.

Angela si riferisce a una vergognosa situazione che si è verificata riguardo al primo cittadino mesagnese contagiato da covid-19: sui gruppi whatsapp e sui social network ha iniziato a girare la foto del paziente. “Siamo stati  degli animali, potrebbe accadere a chiunque, e invece di farci forza siamo superficiali da fare schifo”. Però Angela si rincuora perché al tempo del coronavirus c’è chi ha riscoperto la solidarietà nei quartieri: “Siamo distanti, ma vicini. Ci sono mamme che vengono a comprare il giornale o il cartellone e colori per i loro figli e quelli delle vicine. Si muovono poche persone per tanti”. Perfino Angela, quando riceve richieste via whatsapp, soprattutto dalle persone più anziane, “passo un attimo da casa, non mi costa niente. Suono, lascio il giornale sul gradino e vado via”. Con la chiusura dei bar Angela ha perso la distribuzione dei giornali, però “la gente che non sa cosa fare acquista più settimane enigmistiche e riviste di gossip per passare il tempo. Che devono fare? Ma ce la faremo”.

Fasano

Edicola di Cosimo Carparelli, Corso Vittorio Emanuele

“Stamattina è sabato, intorno a me è tutto quanto chiuso. La banca, i bar. Però devo ammettere che ho notato un leggero aumento nelle vendite perché l’avventore del bar sta venendo in edicola a comprare il Quotidiano o un nazionale – ci spiega il signor Cosimo che il pomeriggio alle 19 ha chiuso tutto perché “in giro non c’è più un’anima”. “Qui a Fasano si percepisce il panico- prosegue - la gente che va alla farmacia vicino da me fa la fila, indossa i guanti e le mascherine- nota l’edicolante. Io anche ho i guanti, se deve essere la nostra abitudine ora, l’accetto per il bene mio e di tutti”- conclude, mentre saluta un cliente che è entrato in edicola, e poi noi.

Ostuni

Edicola di Antonio Cisaria, Viale Pola

“Sicuramente chi è calata nelle vendite è la Gazzetta dello Sport. È fermo, che devono leggere i tifosi e appassionati? – commenta il signor Antonio che prosegue informandoci anche lui dell’aumento della vendita di Settimana enigmistica. “Un leggero aumento nella richiesta del Quotidiano, sai, avendo chiuso i bar, la gente ha bisogno di leggere. Soprattutto in un momento delicato come questo”. E poi sottolinea qualcosa che continua a far bene sentire: “La solidarietà, ho notato che gli ostunesi hanno riscoperto il senso della comunità. Qualcuno si è organizzato con gruppi whatsapp: c’è chi a turno esce a fare la spesa, che va in farmacia o a prendere il giornale anche per i vicini – racconta sorridendo di speranza Antonio Cisaria. “Poi io faccio rete con la Croce Rossa Italiana di Ostuni e i volontari che consegnano la spesa a domicilio agli anziani vengono anche da me a prendere il giornale”.

Inoltre, l’edicolante Cisaria si mostra anche soddisfatto per aver deciso con le altre edicole, di restare aperti solo la mattina dalle 7 alle 13. “Il resto della giornata è bene trascorrerlo in famiglia”.

Carovigno

Edicola di Pasqualina Galeone

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“Tutto scorre normalmente. I clienti non hanno rinunciato all’informazione quotidiana, sono abitudinari – commenta la signora Pasqualina, mentre si sentono le voci in sottofondo nella sua edicola. “Devo sottolineare, però, che sono tutti rispettosi delle regole: mantengono la distanza, usano le mascherine e i guanti. Ed anzi, più dei giornali sono aumentate le richieste di ricariche telefoniche: la gente non vuole interrompere la comunicazione con l’esterno. E in giro non ci sono più bambini: le mamma li tengono occupati in casa con i colori e penne che vengono a comprare – ci dice salutandoci l’edicolante.

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