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Covid e isolamento: "E' quando sei solo in una stanza che capisci l'importanza della prevenzione"

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di una donna sampietrana il cui papà ha contratto il covid-19 e da qualche settimana è chiuso in casa in attesa di guarire

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di una donna sampietrana il cui papà ha contratto il covid-19 e da qualche settimana è chiuso in casa in attesa di guarire. La donna lancia un appello alla cittadinanza, invitando a rispettare le norme di prevenzione del contagio. Si rivolge ai giovani, che ancora oggi adottano comportamenti irresponsabili assembrandosi senza mascherina. C'è chi sta combattendo per la vita in un letto di ospedale e chi è chiuso in una stanza senza gli affetti, anche questa è una condizione che mette a dura prova l'animo umamo.  

La vita si apprezza sempre nel momento più sbagliato, proprio quando pensi che tutto sia uno schifo ti ritrovi ad apprezzare un piccolo raggio di sole che entra dalla tua finestra, un piccolo sorriso inviato sul telefono dalle tue nipotine! E proprio da quella stanza chiuso e isolato dalla tua quotidianità, che inizi a capire quello che sta davvero accadendo, quanto il momento sia difficile e quanta importanza hanno le norme di prevenzione che giornalmente ci vengono ricordate!

Una mascherina, il distanziamento e tutto il resto, sono certo migliori che passare ore, minuti e secondi interminabili solo, in una stanza, senza poter vedere i propri affetti, senza poter sentire il vento tra i capelli, senza vedere il magico tramonto della mia terra! Ciò che sta accadendo nel mondo il mio papà lo sta vivendo in prima persona, con i lati negativi di una catena di montaggio sgangherata, un sistema disordinato che sta combattendo una guerra epidemiologica senza un vera strategia, mettendo in campo combattenti senza armi, è difensori senza difese!

Non critico l’operato, instancabile di medici ed infermieri ed operatori, cioè i combattenti, a loro va il mio apprezzamento, ma sarebbe opportuno oggi che chi di dovere guardasse il passato per comprendere gli errori che si pagano nel presente! A parte questo il mio “grido” di sfogo voglio che giunga a tutti, giovani e non, che con il loro menefreghismo pensano di esser i nuovi supereroi, non augurandoli di arrivare mai ad assaporare l’isolamento, il sentirsi soli! Oggi abbiamo un mondo tecnologicamente Smart che ci aiuta per un attimo a superare momenti bui, ma la vita va vissuta realmente,  con gli sguardi, i gesti e le parole! Oggi più che mai la prevenzione è una piccola arma contro l’isolamento, e nell’attesa che un tampone gli dia la possibilità di rivivere la luce del giorno mi sento in dovere di chiedere a tutti per lui e quelli come lui di rispettare le norme di prevenzione. Serena

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