Torre Canne, canale deviatore: "Passi avanti per la sicurezza idraulica"

Sarà abbattuto alle ore 10 di giovedì 29 agosto 2019 l’ultimo diaframma del cunicolo di attraversamento della strada statale E55

TORRE CANNE (Fasano) - Sarà abbattuto alle ore 10 di domani 29 agosto 2019 l’ultimo diaframma del cunicolo di attraversamento della strada statale E55, funzionale al completamento dei lavori di realizzazione del canale deviatore delle acque meteoriche dall’abitato di Fasano-Torre Canne. Interverranno il Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, il Consigliere regionale Fabiano Amati, il Commissario Asset Elio Sannicandro, il Rup Leonardo Angelini, il direttore dei lavori Leonardo D’Adamo, il responsabile sicurezza Francesco Leone e il rappresentante legale dell’impresa Gallone Cosimo esecutrice dei lavori. 

Al cantiere si potrà accedere dalla via Appia di Fasano-Torre Canne, nei pressi di fiume Piccolo.  I lavori di questa rilevante opera pubblica, che permetterà di mettere in sicurezza Torre Canne dalle alluvioni, furono appaltati alcuni anni fa e valgono circa 5 milioni di euro; rientravano in un piano generale di mitigazione del dissesto idrogeologico approvato all’epoca del mandato di Fabiano Amati da Assessore regionale ai lavori pubblici, nell’ambito del più complessivo Piano frane e versanti, per un valore di circa 200 milioni di euro. Si tratta di un canale deviatore lungo circa 2,6 chilometri, composto da 7 attraversamenti stradali e 7 opere di presa, che raccoglie le acque provenienti dalle colline sovrastanti la frazione di Torre Canne, intercettandole da tre lame per poi farle defluire in mare. 

“Questo canale è un ulteriore passo verso la complessiva sicurezza idraulica della città e un chiaro esempio di politica trasformata in cantieri e concretezza – commenta il Consigliere Amati –. È un fatto di educazione, non solo di sicurezza, perché queste opere, soprattutto quelle invisibili, servono a far conoscere il rapporto che deve esserci tra l’uomo e la natura, gli equilibri che devono essere mantenuti affinché, nel mantenimento di questi equilibri, ci si allontani dal rischio ambientale e dalla perdita di vite umane, e si difenda anche la bellezza del territorio in cui si vive”. 

Dettagli tecnici dell’opera di attraversamento oggetto dell’abbattimento dell’ultimo diaframma 

Si tratta dell’unico attraversamento gettato in opera. L’opportunità di realizzare la struttura in cemento armato in opera scaturisce dalla richiesta dell’Anas di non ridurre la carreggiata della E55 che, come noto, rappresenta un asse viari di primaria importanza per il traffico veicolare della Regione Puglia, rappresentando il principale collegamento del Salento verso nord. Prevede la realizzazione dello scatolare in cemento armato gettato in opera e successivamente spinto sotto la strada statale. 

La struttura monolitica da infiggere viene realizzate al di sopra di una platea di varo. L'infissione avviene tramite martinetti che contrastano da un lato sulla struttura e dall'altro su una parete, detta muro reggispinta, che a sua volta scarica e ripartisce tale azione sul terreno retrostante. 

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Le fasi di realizzazione della spinta del monolite: 

1. messa in opera dei dispositivi antinfortunistici; 
2. esecuzione del tagliente in acciaio e della feritoia per la fuoriuscita del lamierino sulla soletta del monolite; 
3. installazione attrezzature di spinta tra il monolite e la parete reggispinta: 
- collegamento martinetti idraulici alla centrale oleodinamica situata nelle immediate vicinanze, controllando l’idoneo fissaggio delle condotte contenenti olio in pressione; 
- posizionamento piastre/travi in acciaio per la ripartizione della spinta sulle strutture in calcestruzzo; 
4. sistemazione di coperchio sui martinetti per consentire il passaggio dei mezzi di scavo utilizzati per lo scavo del terreno all’interno del monolite. Il coperchio è posizionato sopra i martinetti perché questi ultimi non rimangano danneggiati dal passaggio dei mezzi meccanici che entrano ed escono dal monolite; 
5. fissaggio del lamierino antitrascinamento alla struttura fissa di ritegno; 
6. spinta di primo stacco del monolite per verifica di funzionamento dell’impianto e resistenza delle strutture in c.a.; 
7. definizione caposaldo; 
8. scavo dall’interno del monolite sul fronte di avanzamento eseguito con mezzi meccanici; 
9. spinta del monolite per 50 cm corrispondenti alla corsa dei martinetti che a fine spinta ritirano lo stelo; 
10.inserimento travi in acciaio di spessoramento di idonea lunghezza tra la parete reggispinta ed i martinetti; 
11.lubrificazione eseguita dall’interno e dall’esterno del monolite, tramite opportuni fori previsti in fase di costruzione, dell’estradosso della soletta superiore; 
12.ripetizione delle fasi 8-9-10-11 fino alla progr. 5,00 m di avanzamento.

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