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Si cercano attori gratis per registrare 60 podcast su Carmelo Bene, scoppia la polemica

L'intento originario era quello di valorizzare l'archivio del grande drammaturgo salentino, a Lecce. Previsto solo un rimborso spese di 100 euro per chi non è residente nel Leccese. La consigliera Grazia Di Bari risponde che ci saranno le modifiche adeguate

Sempre più musei, artisti e professionisti dell'arte utilizzano i podcast in maniera rilevante, ritenendoli un tassello importante all’interno dei propri piani di comunicazione. 

Proprio per questo, è nata l'idea di realizzare una serie di podcast (sessanta per l'esattezza) che avrebbero l'intento di valorizzare l'Archivio di Carmelo Bene, custodito presso il Convitto Palmieri a Lecce. L'importante patrimonio include la biblioteca del drammaturgo, molti documenti, diversi costumi e arredi di scena, oltre a materiali audio e video.

Il bando per la ricerca di trenta attori e attrici under 35 da impegnare, sarà ancora aperto fino al prossimo 25 settembre. 

L'iniziativa si inserisce nel progetto "C'era una volta un genio" sostenuto dal Ministero della cultura e dalla Regione Puglia, in collaborazione con Gai (Associazione per il circuito dei giovani artisti Italiani). 

La polemica sui compensi

La possibilità di partecipare alle selezioni è aperta ad attori e attrici di età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti, nati e/o residenti in Italia senza limiti di nazionalità.

Dunque, in linea teorica si tratterebbe di una bella iniziativa a favore dei giovani. A questa idea utopistica, concettualmente dall'importante valore socio-culturale, si contrappone la polemica nata in relazione all'assenza di una paga effettiva per gli interpreti che saranno selezionati.

Nel bando, infatti, si fa solo riferimento ad un rimborso spese di 100 euro per gli attori non residenti in provincia di Lecce.

Ovviamente, non sono mancate le critiche, pervenute soprattutto dalle associazioni che operano a tutela degli attori. "E' inaccettabile che i vincitori del bando cedano gratuitamente i diritti d'autore” affermano quasi all'unisono Wgi (Writers guild italia) e l'Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo)

In risposta alle tante contestazioni ricevute, la consigliera regionale con delega alla cultura, Grazia Di Bari, ha garantito che presto il bando sarà corretto e gli attori avranno il meritato compenso.

Sarà stata una svista dettata da troppa superficialità? Oppure il lavoro artistico non è ancora percepito in quanto tale, soprattutto se svolto dai giovani? La risposta è lasciata alla libera interpretazioni di ognuno. 

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