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Legambiente, mostra on line per ricordare l'accoglienza al popolo albanese

Il materiale grafico e video sarà diffuso virtualmente su Facebook (Legambiente Brindisi) seguendo un percorso storico e temporale

BRINDISI - A causa delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria, Legambiente non potrà organizzare in presenza la riproposizione delle mostre “Brindisi città dell’accoglienza , “Italia e Albania unite da un mare di pace” e “Mare delle Aquile”.

Il materiale grafico e video sarà diffuso virtualmente su Facebook (Legambiente Brindisi) seguendo un percorso storico e temporale che rappresenti pagine importanti della storia delle migrazioni e della capacità di accoglienza della città di Brindisi e del suo porto, definito dall’Ubesco nell’ottobre 2010 “monumento testimone di cultura di pace nel mondo”.

Nella mostra “Brindisi città dell’accoglienza”, sono stati documentati gli esodi di ebrei dalla Turchia alla fine del 1800, la fuga dei serbi, con il re morente, durante il primo conflitto mondiale, la creazione, poco conosciuta, di un campo di concentramento nazista a Tuturano, la fuga degli italiani dalla Grecia e soprattutto da Corfù per sfuggire alla violenza nazista, la fuga dall’Istria di italiani, fra i quali Sergio Endrigo, sfuggiti alla violenza dell’esercito di Tito ed ospitati nel collegio Tommaseo e la lunga storia della presenza in Egitto di brindisini, fra i quali il padre del dott. Tonino Di Giulio, fra la fine del 1800 e la fuga nel 1956 dopo la conquista del potere da parte di Nasser.

Nella mostra “Italia e Albania unite da un mare di pace”, vengono descritte le fughe dall’Albania già nel 1990 e poi l’esodo di 25.000 profughi nel marzo 1991, abbinando foto ed articoli ed accompagnando i pannelli con i poetici ricordi del prof. Ali Myrto, direttore del parco archeologico e del museo di Durazzo, che ha descritto la disperazione, il bisogno di libertà e di democrazia, la nostalgica partenza e la speranza di un popolo in fuga ammassato sulla nave Legend, prima di esaltare la qualità dell’accoglienza da parte dei brindisini verso i fratelli albanesi. La mostra ha raccolto anche la descrizione di pagine di storia successive fino alla guerra civile del1997 ed all’avvio del processo di pacificazione, oltre all’esposizione della lettera con cui si è chiesta l’assegnazione a Brindisi della medaglia d’oro al valor civile fra gli altri avanzata dal giornalista Giampaolo Pansa.

Nella terza sezione viene descritto il rapporto di Legambiente con l’Albania, iniziato il 6 marzo 1991 con la decisione di creare nella sede di via Lata un centro di accoglienza fulcro degli aiuti giunti dai circoli dell’associazione in tutta Italia, proseguito con il sostegno alla missione delle suore di Ivrea a Fier, laddove si sono impegnati in attività artigianali ragazzi e ragazze sottratti alle grinfie della malavita, continuato con l’arrivo in due diversi anni di Goletta verde Internazionale nei porti albanesi e con la stipula di accordi con le Camere di Commercio di Brindisi Valona, Durazzo e Tirana e sfociato nel progetto Interreg “Mare delle Aquile”, del quale nella mostra è documentato un percorso turistico culturale e storico artistico in Albania attraverso pannelli espositivi ed un video.

Sabato 6 marzo, il presidente albanese Edi Rama ha detto che “Brindisi è bellissima e che ha mostrato una capacità di accoglienza che gli albanesi non dimenticheranno mai” ed ha chiesto l’istituzione di un giorno (7 marzo) e di un museo della memoria. Legambiente comunicherà al presidente Rama ed alle Istituzioni nazionali interessate, la piena disponibilità delle mostre citate e virtualmente proposte dieci anni dopo, oltre ad ulteriore materiale d’archivio per l’organizzazione dell’appuntamento annuale e del museo.

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