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Foto agenzia Dire

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Legge contro la ludopatia: i gestori delle slot vogliono bloccarla

In piazza a Bari contro l'entrata in vigore della norma, attualmente in discussione in Commissione sanità

L’entrata in vigore a dicembre della legge regionale “Contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico (Gap)” spinge alla mobilitazione l’organizzazione dei gestori delle sale scommesse pugliesi e i dipendenti delle stesse, che si sono dati appuntamento per la mattinata di martedì 30 ottobre in via Capruzzi a Bari, davanti alla sede del Consiglio Regionale. Ciò nelle more della discussione sulla eventuale approvazione delle modifiche alla legge stessa, varata anni fa, da parte della Commissione Sanità dello stesso Consiglio Regionale, rinviata per ascoltare prima una serie di esperti, incluso il procuratore capo di Brindisi, Antonio De Donno, o come temono associazioni e parte della politica contraria al gioco d’azzardo, sulla proroga di due anni dell’entrata in vigore delle norme.

Gestori e dipendenti di sale scommesse in piazza contro la norma

L’applicazione del cosiddetto “distanziometro” previsto dalla legge, vale a dire la distanza minima di 500 metri tra sale scommesse, e la decadenza di tutte le licenze per procedere al rinnovo di quelle richiese da aziende che rispettano in toto la nuova normativa, spinge i gestori a sbandierare il rischio di numerose chiusure e la perdita di molti posti di lavoro. la parola d’ordine è: senza la mediazione delle sale scommesse, la ludopatia dilagherà. Insomma, una sorta di dichiarazione di impegno alla responsabilità sociale che tuttavia non convince una parte dei legislatori, proponenti le modifiche in testa, e ha spinto la Commissione sanità a procedere preventivamente con alcune audizioni.

In una nota dell’associazione delle aziende del settore, la Astro, diffusa in serata da Roma, si legge: “No al proibizionismo che favorisce l’illegalità, sì al confronto con lavoratori e associazioni di settore per trovare soluzioni adeguate contro la ludopatia evitando di danneggiare le imprese”. Prosegue il comunicato: “Anche in Puglia, come già accaduto in Piemonte, nella precisa convinzione che chiudere le aziende del settore faccia diminuire i problemi legati al gioco patologico, l’Istituzione regionale non ha regolamentato il gioco, ma lo ha implicitamente vietato”. Secondo i gestori di slot, a causa della norma, di cui il Consiglio Regionale pugliese discuterà la proroga, “un’attività riconosciuta dallo Stato a breve sarà sostanzialmente bandita per lasciare il posto ad offerte illegali. Assisteremo, quindi, alla migrazione dell’utenza in luoghi dove ancora ci sarà la possibilità di giocare, o verso territori confinanti in cui le misure restrittive non ci sono”.

Dalle province di Brindisi e Lecce saranno martedì mattina alla manifestazione delegazioni di dipendenti delle agenzie di scommesse delle sedi di Brindisi Via Appia, Viale Commenda, Via S. Angelo, Piazza Anime; Fasano Via Roma; Ostuni Viale Degli Emigranti;  Francavilla Fontana Via S. Francesco d’Assisi; Lecce Via 95° Reggimento Fanteria, Viale Della Libertà, Via Taranto; San Pietro Vernotico; Cavallino; Calimera; Monteroni; Carmiano; Erchie; Mesagne; Latiano. I lavoratori comunicano che, nonostante le organizzazioni sindacali abbiano effettuato le richieste d’incontro con la Regione Puglia per discutere le problematiche sociali e familiari derivanti dal gioco d’azzardo patologico, considerando anche le forti preoccupazioni occupazionali derivanti dall’entrata in vigore della legge regionale, “che dal prossimo mese di dicembre aprirebbe uno scenario devastante sul piano occupazionale con migliaia di lavoratori senza occupazione”, non è pervenuta nessuna disponibilità al confronto da parte della Regione Puglia e che le associazioni datoriali hanno preannunciato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo.

La sede del consiglio regionale pugliese

La sinistra vuole subito la legge, Forza Italia vuole il rinvio

Intanto il consigliere regionale Mimmo Santorsola (Liberi e Uguali) dichiara che “l’esame del testo unificato contenente le proposte di modifica alla legge regionale di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, Gap, tornerà in Commissione sanità massimo entro un mese”, ponendo i trenta giorni come limite improcrastinabile. «Il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia (Nicola Marmo, ndr) aveva suggerito di rinviare sine die l’esame della proposta di legge in attesa di una normativa statale di cui tanto si parla ma che stenta ad arrivare. Ho ritenuto invece condivisibile – ha dichiarato ancora Santorsola - un rinvio limitato nel tempo in previsione delle l’audizione di Antonio De Donno, presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio permanente dell’Eurispes ‘Italia in gioco’, nonché procuratore capo della Procura della Repubblica di Brindisi. Ribadisco – conclude Santorsola – che su questa legge saremo fermi: la ludopatia è una piaga sociale che va combattuta senza se e senza ma ed alle istituzioni spetta il compito di stare dalla parte dei più deboli”.

Era avvenuto nei giorni scorsi il rinvio dell’esame in Commissione sanità, presieduta da Pino Romano, del testo unificato contenente le proposte di modifica alla legge regionale di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Le richieste di modifiche, originariamente, erano state presentate dai consiglieri Domenico Santorsola e Paolo Pellegrino e riguardavano entrambi l’articolo relativo alle autorizzazioni necessarie per l’apertura e l’esercizio dell’attività delle sale gioco. La decisione del rinvio è scaturita dall’opportunità di avere come punto di riferimento normativo una specifica legge nazionale in materia, che possa definire dei criteri uniformi da adottare su tutto il territorio nazionale. Su proposta del consigliere Fabiano Amati, è stato deciso di audire il procuratore della Repubblica di Brindisi Antonio De Donno in qualità di presidente del comitato scientifico Eurispes, considerato che, a proposito di alcune soluzioni adottate dalla politica, come i distanziometri e divieti di pubblicità, si era già espresso definendole arbitrarie e selettive con il rischio che aumenti la marginalità e si riducano i concessionari.

“La ludopatia va combattuta con regole certe e criteri normativi stringenti. Per dire basta a una piaga sociale che manda in fumo non solo i risparmi delle famiglie, ma che brucia ogni giorno fiumi e fiumi di denaro. Per questo anche la Regione Puglia deve affrontare una volta per tutte e senza indugi questo fenomeno emergenziale”, ha detto Paolo Pellegrino (La Puglia con Emiliano) a margine della riunione della Commissione sanità che ha deciso di avviare, con il ciclo di audizioni, l’esame del testo unificato contenente le proposte di modifica riguardanti la parte delle autorizzazioni necessarie per l’apertura e l’esercizio dell’attività delle sale gioco.

“Ho accolto – spiega Pellegrino – la proposta del collega Amati di audire sul tema il procuratore della Repubblica di Brindisi Antonio De Donno in qualità di autorevole e qualificato presidente del comitato scientifico Eurispes. Al tempo stesso però mi auguro che l’iter della proposta di legge di modifica sia il più rapido possibile. È vero, come osservato da altri colleghi consiglieri, che il Governo si appresta ad emanare una norma nazionale che indichi criteri unici per tutte le Regioni, ma al tempo stesso è anche vero che non possiamo più condizionare interventi urgenti sulla materia a tempi governativi che al momento appaiono quanto mai indefiniti e incerti”.

Adoc Brindisi: la lobby del gioco d'azzardo vuole bloccare tutto

L’Adoc di Brindisi  si schiera contro la “lobby del gioco d’azzardo” in Puglia che “con una proposta di legge approvata in Commissione sanità mira a prorogare di ulteriori due anni l’entrata in vigore delle norme vincolanti. Un provvedimento che rischia di essere approvato dall’assise regionale più per garantire gli equilibri politici che per le opportune  valutazioni di merito”. L’Adoc “ritiene che la salute dei cittadini ed il benessere sociale ed economico  delle famiglie pugliesi non possono essere oggetto di contrattazione politica e che tali tentativi vadano rigettati con fermezza. Per quanto sopra facciamo appello alla sensibilità istituzionale del Presidente Emiliano che ha già dimostrato di porre al centro dell’azione amministrativa la salute dei cittadini a dispetto degli interessi economici, vedi il caso Ilva”. Adoc Brindisi ricorda che il gioco d’azzardo è “un fenomeno che nel nostro Paese coinvolge 18 milioni di adulti di cui 1,5 milioni i problematici. Una dipendenza legata più a slot e Vlt associata ad abitudini che minano la salute come l’abuso di alcol e fumo. Ma l’azzardo ha risvolti economici sulle famiglie: il 5,8% dei giocatori problematici ha ottenuto la cessione del quinto dello stipendio, il 27,7% ha ottenuto prestiti da finanziarie mentre il 14,2% ha chiesto prestiti a privati”. 

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