Mancata consegna dei tesserini venatori: i cacciatori insorgono

Domani mattina, in occasione dell'avvio della stagione venatoria, sit in di protesta davanti al Comune di Brindisi

BRINDISI - La stagione venatoria inizierà domani (mercoledì 2 settembre), ma il Comune di Brindisi non ha ancora consegnato i tesserini rilasciati dalla Regione, ai cacciatori che ne hanno fatto richiesta. Il presidente del Circolo comunale della Associazione Nazionale Libera Caccia “Canapiglia 2006”, Attilio Lorenzini, chiede all’amministrazione comunale le motivazioni di questo ritardo e alla Procura della Repubblica di verificare se possano sussistere eventuali responsabilità penali. Lo fa attraverso una lettera indirizzata al sindaco Riccardo Rossi, all’assessore e al dirigente al ramo, alla stessa Procura e agli organi di informazione. Domani mattina, inoltre, si svolgerà un sit in di protesta davanti al Comune di Brindisi, in piazza Matteotti. 

“A far data dal 18 agosto 2020 – scrive Lorenzini - la Regione Puglia ha rilasciato ai comuni i tesserini venatori, quale documento essenziale per poter esercitare l’attività venatoria. Il tesserino viene rilasciato successivamente al pagamento di una serie di tasse e contributi tra i quali: Tassa di concessione governativa per la validità del porto d’armi (173,16 euro), la tassa di concessione regionale per esercitare l’attività venatoria (84,00 euro). Il pagamento di tali tasse riconosce il diritto a richiedere il tesserino ai comuni”.

“La data di apertura della stagione venatoria - scrive ancora Lorenzini - è il 2 settembre prossimo venturo. La premessa è fondamentale per esprimere come la negligenza del Comune di Brindisi ha determinato la riduzione di un diritto del cittadino, fosse anch’esso un cacciatore. Da informazioni assunte presso alcuni dipendenti del Comune, i tesserini venatori sono stati prelevati dalla Regione Puglia in data 20 agosto scorso”.

“Lo scorso 28 agosto – si legge ancora nella lettera - il sottoscritto (Lorenzini, ndr) ha presentato allo sportello del comune una richiesta nominativa di 15 tesserini venatori. Ogni richiesta era completa di tutta la documentazione allegata. In considerazione del brevissimo lasso di tempo intercorrente tra il prelevamento del comune (20 agosto 2020) dei tesserini regionali e l’inizio della stagione venatoria, i sottoscritti si sono assicurati che il percorso delle istanze presentate all’archivio fino alla scrivania del responsabile del procedimento fosse, come in realtà è stato, celere”.

“Pertanto, ad oggi – spiega Lorenzini - malgrado le istanze fossero tutte pronte ed i tesserini nelle disponibilità del dipendente preposto, inspiegabilmente i tesserini non sono stati consegnati, determinando una riduzione del diritto di esercitare l’attività venatoria, malgrado il pagamento delle tasse relative”. Alla luce di tutto ciò, Lorenzini chiede “di voler fornire le motivazioni reali per le quali il diritto è stato ridotto e si chiede alla Procura della Repubblica di voler verificare eventuali responsabilità penali nella vicenda appena esposta”. 

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