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Lunedì, 24 Giugno 2024
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Degrado, disagi e disservizi: la lettera di un cittadino “indignato”

Dai parchi alla sanità, passando per le strade e i beni monumentali, una serie di problematiche segnalate da un cittadino all’amministrazione comunale

Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da un cittadino brindisino, il cavaliere della Repubblica Italiana Antonio Giaimis e rivolta all’amministrazione comunale, da poco insediatasi.

Il senso civico e l’amore che ho nei confronti della mia città, mi spingono a rivolgere la mia indignazione come cittadino alla neo eletta Amministrazione Comunale e come già fatto con quella precedente, per numerosi interventi da effettuare affinché si possa ridare lustro ed anche dignità al nostro territorio, dopo le diverse promesse ascoltate in campagna elettorale.

In primis, sottopongo alla vostra attenzione i meravigliosi parchi urbani come: il “Cillarese”, il “Di Giulio”, il  “Cesare Braico” “l’ex collegio navale” che ad oggi risultano essere in pessime condizioni, nonostante abbia più volte denunciato, firmandomi sui social personali ed attraverso alcune testate giornalistiche, lo stato di degrado ed abbandono.

I nostri beni monumentali non rientrano assolutamente nello stato di decoro cui dovrebbero essere per mancata manutenzione ed i vari capperi e/o alberi di fichi che crescono in maniera quasi ornamentale non possono che far da padrone. (Vds. Porta Napoli, Porta Lecce, Bastioni San Giorgio e Bastioni San Giacomo).

Le vie della città sono un colabrodo, piene di buche e mettono a rischio l’incolumità di tutti i conducenti di mezzi a motore e non, tra cui anche coloro che utilizzano il servizio dei monopattini.

Il nostro ospedale dove ci sono diverse eccellenze che invidiano in tutta Italia è carente di personale sanitario (medici, biologi, infermieri ecc.); il piano di rivalorizzazione e rifacimento della costa è stato ormai dimenticato; le piste ciclabili non sono state completate ed in alcuni tratti, mi spiace evidenziarlo, sono state progettate senza un minimo di senso logico; la mancata risoluzione del problema dei parcheggi è da tempo agli occhi di tutti; la nostra zona industriale già fiore all’occhiello per l’Italia è stata abbandonata a sé stessa.

Il porto che possiede la sinuosa forma a testa di cervo da cui deriva proprio il nome della città che viene invidiato da tutto il mondo, è stato quasi abbandonato. I lavori di riqualificazione delle banchine lato casale dove sono state inserite le illuminazioni a led già non funzionano.

Il capannone ex Montedison ristrutturato con quasi tre milioni di euro sempre chiuso e/o poco utilizzato.

Il cimitero non vede opere di ristrutturazione da decenni.

Il collegio navale, il castello Alfonsino, Porta Mesagne, Porta Lecce e Porta Napoli, dovrebbero splendere di luce propria se solo dessero la possibilità di farli riemergere da anni di incuria.

Mi chiedo in ultimo, da umile ed onesto cittadino, che fine fanno  i soldi che dovrebbero essere utilizzati per i lavori di manutenzione, perché ad oggi dopo il degrado descritto non trovo una risposta, o perlomeno voglio essere buono e non trovarla. Brindisi è una delle più belle città d’Italia, ma non siamo capaci di amarla e ciò mi rattrista molto.

Dovremmo prendere esempio da altre realtà pugliesi, come: Bari, Taranto, Mesagne, Lecce per sfruttare interamente i finanziamenti pubblici per le opere che servono per il bene comune, per creare posti di lavoro per i nostri giovani che spesso si dirigono altrove per cercar un briciolo di fortuna, per la riqualificazione urbana, e forse Brindisi avrebbe un altro aspetto.
Ahimè, credo di essere solo un povero e romantico sognatore che ama ed amerà sempre la propria città e che continuerà a denunciare le assurdità che la colpiscono.”

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