Timori in vista di una seconda ondata di Covid: i medici scrivono a Pasqualone

Lettera aperta da parte di alcuni sindacati con una serie di richieste sulle misire che si stanno adottando nell'ospedale Perrino

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al direttore generale dell’Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone, da parte di un gruppo di organizzazioni sindacali (Aaroi-Emac, Naao Assomed , Anpo-Ascoti-Fials Medici, Cgil Medici, Cimo, Uil Medici), con una serie di richieste riguardo alle misure che si stanno adottando presso l’ospedale Perrino di Brindisi, in vista di una eventuale seconda ondata di Covid-19

Le sottoscritte organizzazioni sindacali assistono, negli ultimi giorni, ad un progressivo incremento del numero di nuovi infetti da virus Sars-Cov-2 su scala nazionale. Ciò era stato ampiamente previsto dalla comunità scientifica che, allo stesso tempo, continua nell’opera di tenere alta l’attenzione sia dell’opinione pubblica, ma ancor più della classe politica, riguardo l’eventualità che, in autunno, potremmo dover fronteggiare una seconda ondata della pandemia da Covid19. 

Immaginano sia sulla base di tali premesse che, il 03/08/20, il Presidente Michele Emiliano, ha presentato il “piano sanitario coronavirus della Regione Puglia. Legge n.77/2020”.  L’aspetto positivo del Piano Regionale, è l’incremento, in maniera sostanziale, dei posti letto su tutto il territorio regionale, ma con quali effettive risorse umane? E’ stato previsto parallelamente un aumento corposo anche degli organici, o tutto ricadrà ancora una volta sul personale attualmente in servizio, il cui organico in vari reparti è sottodimensionato e/o carente? Le tabelle che accompagnano tale piano sono numerose, ben articolate ma nel contempo offrono il fianco a diverse critiche e perplessità. Certo è che, se davvero dovremo fronteggiare una seconda ondata di pandemia in autunno, non potremo sostenere un altro lockdown generalizzato, né potremo nuovamente sospendere gli altri servizi sanitari non connessi al virus, così come è avvenuto nella prima ondata che ha trovato non preparata al meglio la Asl Br, nonostante avesse avuto tutto il tempo per predisporre misure efficaci ed efficienti. Insomma, questa volta dovremo essere in grado di gestire e soddisfare i bisogni di salute di tutti i cittadini per tutte le patologie, contemporaneamente alla eventuale seconda ondata Covid. 

Nel piano regionale succitato, si sbandiera come “un grande successo”, quello di aver fatto diventare i grandi Ospedali regionali hub, come ospedali Covid-19. Nella nostra provincia, nel corso della prima ondata della pandemia, tale scelta si è dimostrata scellerata e non è stata foriera di alcun successo come invece ritenuto dai vertici Regionali, e conseguentemente da quelli aziendali.  Le scriventi organizzazioni sindacali l’hanno più volte ribadito: “L’Ospedale Perrino, per l’assoluta mancanza di percorsi chiaramente separati per pazienti affetti da patologie diverse, per non aver utilizzato operatori sanitari esclusivamente dedicati ai reparti covid, è stato fonte di un numero, inaccettabilmente elevato, di infezioni intra-ospedaliere fra pazienti degenti ma anche fra moltissimi operatori sanitari”. Ed è solo per mera fortuna che, nella nostra provincia, ad oggi, non commemoriamo ancora nessun medico, infermiere o altra figura sanitaria, deceduto/a per colpa di tale scelta che ha fatto sì che l’infezione fosse contratta durante lo svolgimento dei turni lavorativi.  Si augurano che l’Asl Brindisi sappia fare tesoro delle criticità ripetutamente denunciate dalle organizzazioni sindacali, con evidenti ricadute negative sugli operatori sanitari come dimostrano i numerosi contagi nel corso della prima ondata della pandemia.

E’ per questo motivo che, le scriventi organizzazioni sindacali. congiuntamente, esigono che la Direzione Generale della Asl Brindisi, fornisca risposte puntuali ai seguenti quesiti che riguardano la gestione della verosimile seconda ondata pandemica autunnale, nella nostra provincia: 

1) E’ stata, in queste settimane, effettivamente potenziata la capacità di “contact tracing” da parte dei medici del Sisp territoriale, al fine di rintracciare precocemente i soggetti positivi, anche asintomatici, per isolarli prontamente, impedendo il propagarsi di focolai d’infezione? 
2) Sarà predisposta, in tempi celeri, una concreta assistenza medica territoriale, si pensi alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, in grado di avviare trattamenti precoci al domicilio ed evitare che i cittadini, sentendosi abbandonati, si rechino impropriamente in pronto soccorso, ingolfandolo inopportunamente? 
3) E’ già disponibile ed operativa, atteso che da disposizione regionale l’ospedale Perrino continuerà ad essere designato come Ospedale Covid, all’interno del Pronto Soccorso, un area di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi, che garantisca i criteri di separazione e sicurezza fra i pazienti? Quanti sono i posti aggiuntivi di accoglienza previsti nella succitata area, senza che il sistema Ps vada in sofferenza, come purtroppo avvenuto nella prima ondata? 
4) Sarà possibile, a differenza di ciò che è accaduto nei mesi precedenti, poter sempre contare su tempi di refertazione dei tamponi realmente brevi? 
5) Possiamo fare affidamento sul fatto che la nostra Asl ha stock di Dpi a norma sufficienti per fronteggiare una eventuale ondata d’autunno della pandemia, e far quindi operare in piena sicurezza i lavoratori della sanità brindisina? 
6) Sono finalmente stati definiti dei percorsi separati e sicuri di transito per tutti i pazienti afferenti al Perrino, anche per coloro che hanno patologie non correlate al virus? Si è pensato ad individuare uno specifico padiglione da isolare dal resto dell’Ospedale, per poter accogliere solo pazienti Covid, senza ripetere l’errore dei percorsi promiscui attuati nella prima ondata della pandemia? 
7) E’ stato previsto un programma organico di screening degli operatori della sanità, con esecuzione di tamponi faringo nasali, da effettuare in area dedicata, che sia posta al di fuori dell’ospedale Perrino, o si procederà a vista come in passato?. 
8) Il container di rianimazione Covid, posto nei pressi del padiglione D0, è realmente prontamente utilizzabile sia in termini di autorizzazioni validate acquisite, macchinari disponibili ma soprattutto personale medico infermieristico dedicato sufficiente? 
9) I centri post Covid, al momento tutti chiusi, saranno in grado di essere riaperti in tempi celeri, considerando quanto sia essenziale la loro funzione al fine di non ingolfare la rete ospedaliera di pazienti covid positivi dimissibili, ma non al domicilio? 
10) Al netto degli annunci, in cosa consiste, nel concreto, il potenziamento degli ospedali periferici al fine di gestire l’ordinaria attività assistenziale a tutti i cittadini affetti da patologie non covid? 
11) Codesta Asl BR, ha già previsto dove ricoverare eventuali pazienti affetti da malattie infettive no covid, atteso che l’Uoc di Malattie Infettive, unica in tutta la provincia, accoglierà i pazienti positivi al Covid19? 
12) Codesta Asl Br, non ritiene che coinvolgere questa volta anche gli ospedali di Francavilla e di Ostuni, anche se con minore intensità, sia un errore perché di fatto non risulterebbe nessun ospedale della provincia di Brindisi escluso dall’accogliere i pazienti covid19 positivi, come invece avviene in tutte le altre province della Puglia? 

Dare un’organica risposta ai quesiti sopra esposti, consentirà a tutti gli operatori sanitari di affrontare, l’eventuale seconda ondata pandemica, con la consapevolezza che, questa volta, si sarà più pronti ed organizzati nell’affrontare il Covid19, garantendo 2 obiettivi irrinunciabili per le scriventi organizzazioni sindacali: avere basi solide per far lavorare con più efficienza e sicurezza gli operatori della sanità; garantire standard ottimali di cure, nello stesso tempo, ai malati Covid ma anche a chi di tale infezione, nella seconda ondata, non sarà affetto. 

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