Versalis: "Non partecipiamo agli incontri". Rossi: "Un affronto alla città"

Prosegue lo scontro fra il sindaco di Brindisi e la società, che pone come condizione per partecipare all'incontro in Regione il ritiro dell'ordinanza sul blocco del cracking

BRINDISI – E’ scontro aperto fra il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, ed Eni Versalis. Il primo cittadino definisce “un affronto alla città” la rinuncia da parte della società a partecipare all’incontro in video conferenza convocato per domani (giovedì 28 maggio) presso la presidenza della Regione Puglia, a causa del mancato ritiro dell’ordinanza sindacale che dispone il blocco delle attività dell’impianto di cracking del petrolchimico. 

“Eni-Versalis si dichiara indisponibile ad incontri - afferma il sindaco in un post pubblicato sul suo profilo Facebook - sino al ritiro dell'ordinanza di sospensione delle attività. Una posizione inaccettabile, ancora più inaccettabile dopo aver concordato un incontro organizzato dalla Presidenza della Regione”.

“Un affronto alla città. Una richiesta – prosegue Rossi - che respingiamo fermamente. Il lavoro e la salute si difendono con gli investimenti, con il riconoscere i problemi e con la volontà di superarli.  Sono queste le condizioni per il superamento dell'ordinanza, l'avvio di un confronto con impegni seri e concreti con investimenti che riguardano anche il futuro. Spero che Versalis riveda la sua posizione ed avvii un confronto vero, lo deve ad un territorio dal quale ha avuto tanto”.

La posizione di Versalis

Versalis ha chiarito la sua posizione tramite una lettera che il direttore Fabrizio Bellini ha inviato nella giornata odierna alla prefettura di Brindisi, al sindaco, ai sindacati e a Confindustria. “Versalis – si legge nella lettera – che sempre ha cercato il dialogo con le istituzioni è profondamente rammaricata per le azioni messe in atto dal sindaco senza alcuna preliminare indagine sulla realtà dei fatti, e pertanto conferma la propria disponibilità a partecipare ad un tavolo tecnico soltanto successivamente alla revoca dell’ordinanza del sindaco e la conseguente ripresa delle attività industriali”. 

Il consiglio comunale monotematico: "Pieno mandato al sindaco"

Il riferimento, come noto, è all’ordinanza emessa ieri sera da Riccardo Rossi, che sostituisce l’ordinanza del 20 maggio, prolungando il blocco delle attività dell’impianto di cracking del petrolchimico di Brindisi fino “fino all’acquisizione delle definitive risultanze di Arpa Puglia a completamento delle valutazioni preliminari sugli eventi occorsi”. Ancora una volta, però, la società, nel manifestare la necessità di “riuscire ad assicurare la continuità delle produzioni e le usuali forniture alla filiera nazionale anche per le citate applicazioni di prima importanza (il riferimento è all’imballaggio alimentare e industriale, l’agricoltura e applicazioni farmaceutiche, ndr) conferma “la totale estraneità del proprio operato agli eventi contestati, ad evidenziare anche i profili che viziano gravemente tutti i provvedimenti sin qui emessi dall’amministrazione di Brindisi”.

Nella missiva, in particolare, Eni-Versalis rimarca che “Il sopralluogo di Arpa Puglia si è svolto pressoché in concomitanza temporale con l’emissione della prima ordinanza sindacale, che pertanto non poteva tenerne conto in alcun modo”. Inoltre “nel corso del suo sopralluogo - si legge ancora nella nota della multinazionale – non sono stati effettuati da Arpa rilievi di alcun tipo né sono state rilevate e tantomeno verbalizzate anomalie o manchevolezze di alcun genere sulla gestione Versalis sia in generale sia con specifico riferimento ai fenomeni odorigeni di cui ai provvedimenti sindacali che, pertanto, non vi possono trovare, nemmeno quale conferma successiva, fondamento per le assunzioni negli stessi riportate”. 

Sempre a difesa del proprio operato, Eni-Versalis rimarca che “dal report di Arpa si evince che la maggior parte dei casi in cui sono stati rilevati picchi di concentrazione di benzene sulle centraline di monitoraggio dell’aria di Arpa Puglia non sono ascrivibili alle unità operate da Versalis in quanto lo stabilimento si trovava in posizione sotto vento rispetto alla locazione delle centraline stesse. Rendendo così impossibile la connessione causale tra i fenomeni e le attività Versalis”. 

Tonando al tavolo tecnico, l’azienda, nell’auspicio che “includa tutte le parti interessate tra cui le organizzazioni sindacali”, rimarca che questo “sarà volto a definire il quadro tecnico complessivo della situazione ambientale delle aree interessate e delle sue cause effettive, nel pieno rispetto delle condizioni di massima sicurezza dell’attività industriale e della necessaria salvaguardia del sistema produttivo e dell’attuale livello occupazionale”. 

Confindustria: "Ordinanze ingiustificate rispetto al report dell'Arpa"

A sostegno di Versalis si schiera Confindustria Brindisi, che “a valle della pubblicazione del ‘report preliminare” di Arpa Puglia’,  rafforza la convinzione, già espressa, di insussistenza dei presupposti sui quali si fondano le due ordinanze sindacali che sospendono le attività di Versalis e, di conseguenza, delle altre aziende insediate nel petrolchimico con il relativo indotto”.  “Non emergono, infatti – si legge in una nota a firma del commissario di Confindustria, Gabriele Menotti Lippolis - né superamenti dei limiti di legge, né una correlazione tra i fenomeni odorigeni o i picchi rilevati per alcune sostanze con le attività di Versalis. I provvedimenti emessi dimostrano di essere quindi ingiustificati rispetto a quanto rilevato dal “report preliminare” di Arpa Puglia. E’ convinzione di Confindustria Brindisi, in nome e per conto di tutti gli associati, che sostenere il benessere di un territorio - un benessere completo che contempera salute, occupazione, servizi e pace sociale – richieda un’attenzione e un impegno al dialogo con tutte le realtà locali, ricercando il supporto nell’analisi dei fatti e la condivisione nelle iniziative da adottare”.

“Alla luce di tutto questo, per superare questa drammatica fase di paralisi delle attività produttive del petrolchimico, che sta determinando ricadute negative su tutto il tessuto industriale ad esso connesso e che si vanno ad aggiungere alle ben note criticità legate all’emergenza Covid-19 – prosegue Lipplis - auspichiamo si giunga all’emanazione di un tempestivo provvedimento sindacale di revoca delle  ordinanze, atto a ristabilire il prosieguo delle attività operative e produttive dell’intero stabilimento, con immediato avvio di un tavolo di confronto tra le parti e gli enti interessati”.

“Vale la pena ricordare  - si legge ancora nel comunicato - che il sito petrolchimico di Brindisi riveste una rilevanza strategica a livello nazionale, poiché sede di uno dei principali impianti di cracking italiani, assicurando produzioni importanti a sostegno delle filiere del packaging alimentare e industriale, agricoltura e applicazioni farmaceutiche e medicali”. “In conclusione, riteniamo che continuare a descrivere il territorio della città di Brindisi come caratterizzato da enormi criticità ambientali (puntualmente smentite dai rapporti pubblicati di anno in anno da Arpa, Legambiente ecc…), penalizza anche lo sviluppo di altri settori strategici, quali logistica, turismo, agroalimentare e commercio, pregiudicando altresì  qualsiasi appeal dell’area per l’attrazione di investimenti.”

Articolo aggiornato alle ore 22:02 del 27 maggio (la reazione del sindaco)

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