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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Lunghe attese al Pronto soccorso e lavori edili fermi. Cgil: "Intervenga la Regione"

Oggi, sabato 12 novembre, in attesa anche due codici rosso. Da Linee guida del Ministero dovevano essere trattati "immediatamente"

BRINDISI - Codice rosso in attesa per indisponibilità sia in sala visita che in sala barellati, poi altri codici rosso e arancione in attesa. E pazienti che aspettavano dalla sera precedente. E' quanto si registrava attorno alle 14 di oggi, sabato 12 novembre, nel Pronto soccorso dell'ospdele Perrino di Brindisi. Secondo le linee guida del Ministero i codici rosso devono essere trattati immediatamente, mentre gli "arancione" nell'arco di 15 minuti. Oggi i codici rosso erano in attesa, tra questi un paziente di 84 anni con patologie. I disservizi nella sanità brindisina continuano a manifestarsi con cadenza ormai regolare e cresce anche il malcontento tra gli stessi operatori della sanità, costretti a gestire emergenze legate alla carenza di organico. Nei giorni scorsi è stata diffusa una nota in cui si prospettava uno scenario "preoccupante" legato proprio alla carenza dei medici del 118: "Allo stato attuale ci sono in organico 40 medici 118 su 85 previsti. Fino a quando non si prenderanno seri provvedimenti per dare più dignità e tutele a questa categoria, lo scenario che si prospetta è un territorio privo di medici a bordo delle ambulanze, con gravi conseguenze soprattutto per quella parte di popolazione che dovesse avere bisogno di un tempestivo intervento a causa di patologie tempo dipendenti, come incidenti, ictus, infarti e problematiche respiratorie gravi".

E' di poche ore fa, invece, una nota di Antonio Macchia, segretario generale della Cgil di Brindisi. "Se errare è umano, perseverare è diabolico. Quanto continua ad accadere nella Asl di Brindisi è sconcertante: gente in attesa di una visita al Pronto soccorso per 14 ore (in codice verde), medici del Pronto soccorso in fuga, liste d'attesa infinite, edilizia sanitaria ferma e Piano di riordino mai attuato".

"E' allucinante, ad esempio perché è un problema generale, quanto sta accadendo a San Pietro Vernotico, storico ospedale di San Pietro Vernotico Ninetto Melli, trasformato in Pta (Presidio territoriale di assistenza) da destinare prevalentemente alla riabilitazione per 96 posti letto complessivi secondo le linee del Piano di riordino ospedaliero. Lo scorso marzo la Camera del lavoro di Brindisi aveva denunciato tutta una serie di opere di edilizia sanitaria rimaste incomplete con il rischio di perdere ingenti finanziamenti, peraltro già ottenuti, sperando che qualcosa si mettesse in movimento". 

"Cos'è accaduto a distanza di 8 mesi da questa denuncia? Nulla. I lavori sono iniziati e si sono fermati. I lavori erano stati consegnati all'impresa che si era aggiudicata l'appalto nel 2021, ma da allora sono passati 13 mesi e resta tutto fermo. Cosa accade quindi all'Area tecnica dell'Asl se nonostante le denunce, alla parola data di un maggiore impegno non segue alcun fatto? Le strutture ospedaliere di questo territorio continuano a rimanere delle «scatole vuote», nonostante l'estremo bisogno di salute della gente che sempre più spesso sta smettendo di curarsi".

"Non possiamo assistere silenti a questo caos della Sanità brindisina (peraltro ultima tra le province pugliesi per numeri di posti letto in rapporto con la popolazione), in cui lavori di edilizia sanitaria restano al palo per decenni con il rischio non solo della perdita di finanziamenti già ottenuti, ma anche – come già accaduto a Francavilla Fontana – con il rischio di attivazione di contenziosi da parte delle aziende pagati dalla Asl con transazioni da 900 mila euro. Non solo quindi si rischia di perdere ingenti finanziamenti per opere di fondamentale importanza, ma si sperperano inutilmente una grande quantità di risorse pubbliche che potrebbero essere utilizzati per una miriade di attività".

"A questo andazzo come Cgil diciamo «Basta», la Regione intervenga immediatamente apportando gli opportuni correttivi restituendo ai cittadini brindisini la Sanità che si meritano ed il loro diritto alla cura sancito dalla Costituzione italiana. Quanto torniamo a denunciare è solo la punta di un iceberg, nei prossimi giorni continueremo a denunciare tutte le gravi criticità che affliggono il sistema sanitario brindisino che confliggono con il diritto Costituzionale a garantire le cure migliori possibili".

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