Eridano: "Quando il pagamento dei servizi resi in lockdown?"

Lettera aperta del presidente della cooperativa sociale, Francesco Parisi, sul mancato versamento delle rette dovute

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Francesco Parisi, presidente Cooperativa Sociale Eridano, sul mancato pagamento delle rette per i servizi resi dalla Eridano durante il periodo del lockdown

In queste calde settimane agostane ciascuno vive con apprensione le notizie circa la possibilità di nuove ondate di contagio da Coronavirus con il relativo rischio di un nuovo prolungato fermo alle attività produttive e di assistenza sociale come già avvenuto nella scorsa primavera. La preoccupazione, soprattutto chi vive in prima persona la responsabilità di un’opera o di un’impresa, non è solo per ciò potrebbe avvenire nei prossimi mesi ma ancor più per ciò che è avvenuto nei mesi passati con gli effetti del primo lockdown con cui ogni impresa, commerciale o sociale che sia, sta ancora facendo i conti.

Fra questi c’è la nostra realtà, la Cooperativa Eridano, che in città ed in provincia coordina alcune strutture socio-educative e riabilitative. Vivendo la complessità degli scorsi mesi come tutti gli operatori economici di ogni settore ed ambito, Eridano ha seguito i vari decreti ministeriali e le relative disposizioni. 

Eridano ha seguito alla lettera il Decreto e le sue disposizioni condividendo con ASL e Comune il piano di rimodulazione delle proprie attività. Lo stesso Piano è stato approvato dall’U.O.C. Servizi socio-sanitari. Inoltre, diversamente da altri soggetti del territorio, Eridano non ha avuto accesso al FIS né ad alcun’altra forma di ammortizzatori sociali per i propri lavoratori, affrontando con risorse e responsabilità proprie i difficili mesi emergenziali.

Ad oggi (24 agosto) Eridano non ha ancora ricevuto alcun pagamento relativo ai mesi di lockdown.  La sensazione è che i ritardi siano dovuti alla volontà della Pubblica Amministrazione, per mera convenienza politica, a voler trovare una formula che consenta di dare un contributo fisso a tutte le strutture, equiparando chi ha mantenuto in carico i lavoratori ed operativo il servizio con chi invece ha chiuso battenti e messo tutti in cassa integrazione! Se confermato si tratterebbe di un provvedimento grave ed ingiusto sia formalmente che sostanzialmente. Formalmente in quanto un provvedimento del genere sarebbe in aperto contrasto con il Decreto ministeriale a cui si è accennato. Sostanzialmente: in quanto si metterebbe sullo stesso piano realtà che hanno ricorso ad ogni forma di aiuto statale, e quindi di risorse pubbliche quale il Fondo di Integrazione Salariale (FIS), e realtà come Eridano che hanno affrontato i difficili mesi di emergenza con responsabilità proprie, rispettando quanto previsto dai Decreti governativi, senza gravare su risorse pubbliche. Tra l’altro l’accesso al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) ed i contributi sopra accennati sarebbero misure incompatibili fra loro e compito di un Amministratore pubblico sarebbe quello di chiarirlo in modo inequivocabile ai tanti soggetti che giornalmente li «pressano» per avere riconoscimenti e contributi incompatibili per quanti non hanno rispettato quanto indicato dalla Legge.

Questo scenario lascia sconcerti: per queste ragioni in questi giorni abbiamo scritto ai rappresentanti del Comune/Ambito Territoriale di Brindisi ed alla ASL di Brindisi per scongiurare che si verifichi tale ipotesi che oltre ad essere ingiusta, per Eridano e per quanti hanno mantenuto la barra «dritta» in un momento di forte confusione, risulterebbe beffarda nei confronti di chi ha affrontato il difficile periodo degli scorsi mesi seguendo quanto disposto dalle Autorità e cristallizzato in Leggi dello Stato e che oggi altro non chiede se non che venga riconosciuto quanto previsto dalla Legge in materia.

Abbiamo voluto esporci direttamente in questa vicenda, sebbene siamo certi che non riguardi esclusivamente la nostra Cooperativa, perché crediamo che siano molti coloro che stanno vivendo queste settimane del Sol Leone a lavoro, impegnati a fare i conti con gli effetti di quanto avvenuto negli scorsi mesi e con quanto potrebbe avvenire nei prossimi. Per noi, e siamo tanti anche in questa nostra Terra di Brindisi, non ci può essere la serenità di chi si concede una o più settimane di stacco dalla quotidianità con la certezza di rientrare allo stesso impiego ed alle stesse condizioni di sempre e non di rado accade che, per intere settimane, aspettiamo provvedimenti e comunicazioni per noi vitali da chi si gode il meritato riposo estivo.  

Per fare un altro esempio: oltre alla questione dei pagamenti per i servizi erogati nei mesi precedenti, fra le questioni urgenti e ferme a causa ferie ci sono i fondi previsti dal Decreto-Legge 19 maggio 2020, n.34 (“D.L. Rilancio”) che ha istituito per la prima volta il “Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità” per un totale di 40 milioni di euro. Il Fondo è riservato per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale o nuove modalità organizzative per la prevenzione del rischio di contagio all’interno di strutture per persone con disabilità. «Le modalità di attribuzione – si legge nel Decreto - saranno disciplinate da un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri». 

Ci chiediamo quando e come saranno erogate in Puglia e nella nostra Brindisi? Lo sapremo a vaccino scoperto?
Confidiamo che, ritemprati dalle fatiche, si possa dare il giusto valore a chi ha rispettato la Legge e non si è mai fermato per garantire servizi essenziali, come il nostro, a categorie sociali che ne hanno estremo bisogno. In piena estate, in inverno ed in lockdown. La disabilità non va in vacanza.

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