"Trasparenza e continuità": protestano gli ex "Raggio di Sole"

Oggi, 10 gennaio, la manifestazione dei lavoratori contro la cooperativa Incerchio che non ha rispettato la clausola sociale

SAN VITO DEI NORMANNI- “Non stiamo reclamando solo il diritto di noi lavoratori, ma anche e soprattutto il diritto dei nostri ragazzi per ripristinare la nostra isola felice”: il coro che si eleva in Piazza Carducci, davanti al Palazzo dell’orologio che segna le ore 10.30 così com’era stato annunciato dal sindacato Funzione pubblica della Cgil per la manifestazione, è formato dalle voci degli operatori del centro diurno “Raggio di sole”, da quelle dei ragazzi che lo frequentano e dalle loro famiglie che hanno deciso di farsi sentire da chi “ha calpestato” i loro diritti.

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“Vogliamo chiarezza e procedure trasparenti” è scritto su un cartellone preparato per l’occasione: dopo il 30 settembre, quello che dal 1983 è il fiore all’occhiello della provincia di Brindisi e della civile città di San Vito dei Normanni, il centro Raggio di sole ha interrotto il rapporto di collaborazione con i cinque operatori (un autista, tre operatori socio sanitari e un’educatrice) che a mezzo di pec hanno ricevuto il ben servito dalla cooperativa “Incerchio”.

Raggio di sole: cinque lavoratori perdono il posto

“Per due anni la cooperativa Genesi di Brindisi ha vinto la gara d’appalto. Nel dicembre 2018 è scaduto il loro mandato e nel frattempo l’amministrazione avrebbe dovuto fare una gara d’appalto. Ma così non è stato” raccontano gli operatori che da un giorno all’altro  si sono visti tagliati fuori, lontano dai ragazzi del centro con cui hanno alle spalle una grande e lunga storia.

Papà Franco ci racconta che da quando la figlia, dopo le vacanze di Natale, ha ripreso a frequentare il centro senza le donne e gli uomini che per anni l’hanno coccolata e voluto bene, ha avuto frequenti attacchi di panico al punto da ricoverarla già due volte in ospedale.

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“Parliamo di disabili per cui l’empatia e la continuità è importante – commenta uno degli ex operatori di Raggio di Sole. Mia figlia ha avuto una crisi di pianto quando non ha trovato la signora Rosanna, Maura e Gianluca. Hanno rovinato le famiglie e quel clima di calore che si è creato tanti anni fa” confida una madre commossa, davanti al palazzo del Municipio, mentre il sole si riflette su una lacrima che le scorre lungo la guancia.

Sono gli effetti provocati dalla volontà della cooperativa Incerchio di interrompere il rapporto di collaborazione con i cinque operatori. “In consiglio comunale il sindaco Conte ci aveva comunicato che il centro sarebbe stato chiuso per tre settimane (anche se poi è diventato poco più di un mese) e che al rientro la clausola sociale sulla continuità del rapporto sarebbe stata rispettata”, prosegue un’altra operatrice.

Ma quando il 7 gennaio il centro Raggio di sole è stato riaperto, ad accogliere i 18 ragazzi down c’era altro personale. “La responsabilità maggiore è dell’amministrazione che non ha vigilato quanto doveva" è la frase ripetuta più volte da chi alle 10.30 ha iniziato a protestare davanti al Comune. “Noi siamo per loro una secondo famiglia, stanno con noi da anni, puoi integrare con nuovi operatori, ma non puoi cancellare la storia” sono le parole di chi ha il cuore ferito, di chi vorrebbe continuare a lavorare e non gli viene permesso. Senza una motivazione.

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“La battaglia di civiltà proseguirà e non faremo sconti a nessuno – asserisce con determinazione il segretario generale della Cgil, Antonio Macchia, al megafono, facendo rimbombare le parole nella piazza. “Il committente, cioè il Comune, deve farsi carico della situazione e trovare la soluzione. Non è consentito a nessuno cambiare le cose – prosegue Macchia -. Il bando prevedeva una clausola, la salvaguardia della persona e le istituzioni devono garantire e tutelare il posto di lavoro”.

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E, dunque, il sindaco Domenico Conte, in giornata, ha accolto al primo piano del Palazzo di città una rappresentanza dei manifestanti per informarli che il 7 gennaio ha inviato una pec alla cooperativa Incerchio chiedendo lumi in merito alla loro decisione. "Siamo tutti in attesa di una riposta".

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