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Scuola d’infanzia, mensa ancora chiusa a San Vito dei Normanni: mamme sulle barricate

L’attivazione del servizio di refezione scolastica del comprensivo “Rodari” viene continuamente rinviata nonostante l’avvio fosse stato deliberato a ottobre 2020. La lettera dei rappresentati dei genitori

SAN VITO DEI NORMANNI- Al rientro dalle vacanze natalizie i bimbi e le bimbe della scuola d’infanzia del secondo istituto comprensivo “Rodari” avrebbero occupato i posti in mensa e, tra sorrisi e smorfie, consumato il pranzo. Proprio come aveva stabilito il consiglio comunale di San Vito dei Normanni riunitosi il 3 dicembre 2020: finalmente l’11 gennaio il servizio di refezione scolastica sarebbe stato avviato, le mamme avrebbero potuto proseguire il loro orario di lavoro e terminato le proprie faccende.

Invece, sulla pagina facebook istituzionale del Comune, nella giornata del 7 gennaio, è apparso l’avviso che il servizio è stato rinviato a data da destinarsi. “I rappresentanti dei genitori del secondo istituto Comprensivo di San Vito dei Normanni - scuola dell’infanzia “Rodari”, intendono esprimere il disappunto per l’ennesima – non giustificabile – procrastinazione del servizio di refezione scolastica” si legge nella lettera protocollata dai dipendenti comunali nella giornata di oggi, 8 gennaio.

“Disappunto che deriva non tanto dall’evidente (ulteriore) disagio che tale disservizio provoca alle famiglie - già provate dai protratti ritardi e dall’imbarazzante approssimazione di cui tutto “il mondo scuola” è vittima da tempo- quanto dalla continua e ingiustificata mancanza di chiarezza da parte delle Istituzioni comunali che continuano a procrastinare con motivazioni di volta in volta uguali e contrarie tra loro, un servizio già deliberato dal mese di ottobre 2020”. E, infatti, l’avvio del servizio in questione era stato previsto con l’inizio dell’anno scolastico 2020-2021, ossia tra settembre e ottobre 2020, ma “aveva già subito un rinvio a tempo indeterminato, lasciando di fatto al palo centinaia di famiglie anche rispetto ad altri comuni della provincia di Brindisi, dove il servizio in questione ha avuto regolare avvio (e continua ad essere erogato), pur essendo come tutti, in piena emergenza sanitaria” prosegue la lettera scritta dai rappresentanti dei genitori.

“Dopo il primo rinvio di ottobre 2020 per asserite e non meglio precisate carenze organizzative (appalto in assegnazione, locali non idonei, personale da formare), il 3 dicembre 2020, si è tenuto un consiglio comunale in cui è stata finalmente deliberata la data per l’avvio del servizio, fissata per l’11 gennaio 2021. In quella circostanza, infatti, è stato precisato come a seguito di una ulteriore interlocuzione tra le parti in causa vi erano state “...rassicurazioni circa le modalità di erogazione del servizio, poiché la ditta appaltatrice ha rappresentato la necessità di 15 giorni di preavviso per attivarlo. [...] si è ritenuto d’intesa con i due dirigenti scolastici, di dare avvio alla refezione scolastica dopo le vacanze natalizie in data 11 gennaio 2021...”. Dunque, dopo disorganizzazioni e ritardi iniziali, si era convenuto di attivare il servizio mensa l’11 gennaio con serenità ritrovata dei genitori che non avevano ricevuto ulteriori comunicazioni da quel 3 dicembre, salvo l’ultima, un giorno prima del rientro a scuola dell’8 gennaio.

“Nella circostanza, infatti, gli Uffici del comune di San Vito dei Normanni hanno – per l’ennesima volta - procrastinato l’avvio del servizio a data da destinarsi, imputando tale decisione ad una scelta precauzionale in ottemperanza alle disposizioni di Governo e Regione. Inutile precisare che le decisioni del Governo e della Regione in merito al mondo scolastico, non riguardano certamente il servizio di refezione (che infatti trova normale prosecuzione nei Comuni ove lo stesso è già stato avviato da tempo) né aggiungono ulteriori limitazioni rispetto a quelle già in vigore nei mesi prenatalizi. Pertanto, al pari delle condizioni epidemiologiche, considerato che il comune di San Vito dei Normanni aveva assicurato la piena capacità operativa del servizio in questione già a dicembre 2020, questo nuovo rinvio a data da destinarsi, appare oltremodo curioso e non ulteriormente giustificabile” incalzano i rappresentanti dei genitori, da troppi mesi chiusi in un limbo e consapevoli che sia Governo che Regione non potranno dare loro risposte essendo la scuola dell’infanzia non al pari di quella dell’obbligo. “La percezione, che nel tempo è diventata certezza, ci spinge a ritenere che tali continui rinvii da parte del Comune, presuppongano il non volersi assumere la responsabilità di decidere, in attesa di dettami superiori. Da tempo aspettiamo risposte certe e concrete dall’Amministrazione e vorremmo usufruire di un servizio (a pagamento) per poter organizzare la già assai compromessa quotidianità domestica. Certamente, siamo noi i primi a voler tutelare la salute dei nostri figli e quella di tutti i familiari ma la tutela non si ottiene procrastinando un servizio, quanto lavorando affinché esso venga svolto in assoluta sicurezza tramite il rispetto dei protocolli, le dovute prescrizioni, i prescritti obblighi e l ?utilizzo dei dispositivi di protezione (come da comunicazione del Dirigente Scolastico n°147 del 05.01.2021)”.

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