E' morto Giovanni Barretta: il palombaro diventato armatore

Cominciò nel 1946 con il fratello Domenico. Dal 1952 la loro impresa di rimorchio sempre in crescita

BRINDISI – E’ morto all’età di 91 anni, la notte scorsa nella sua abitazione, e dopo una lunga malattia che lo costringeva a letto, Giovanni Barretta, uno degli imprenditori più importanti della città e fondatore assieme al fratello Domenico di una delle più note imprese di rimorchio marittimo italiane. La storia personale dell’armatore Giovanni Barretta e del fratello appartengono all’epopea dei recuperi subacquei dell’immediato dopoguerra, quando bisognava trasformare in lavoro il ferro dei milioni di tonnellate di naviglio affondato lungo le coste e nei porti italiani, e bonificare i campi di mine.

La piccola ditta dei fratelli Barretta cominciò dal relitto della nave ausiliaria Asmara, colata a picco mentre tentava di raggiungere il porto di Brindisi a rimorchio dopo aver ricevuto un siluro da un sottomarino inglese. L’Asmara affondò a circa tre miglia dall’imbocco del porto, su un fondale non impegnativo, e a portata delle attrezzature da lavoro dei palombari dell’epoca. Per finanziarie il recupero, i fratelli Barretta dovettero ovviamente acquistare un pontone con l’anticipo garantito da un imprenditore del Nord, che avrebbe ottenuto i materiali ferrosi recuperati.

Furono anni di lavoro durissimo e di lunghe immersioni per Giovanni e Domenico Barretta, ma nel 1952 – saldato il debito – l’impresa ottenne le autorizzazioni per esercitare l’attività di rimorchio nel porto di Brindisi. E da quel momento Giovanni e Domenico Barretta non si sono più fermati. Sono passati al rimorchio e ai salvataggi offshore, ai servizi per le imprese petrolifere, al trasferimento di piattaforme e pontoni.

Ora, dopo quasi 60 anni, l’azienda è nelle mani delle nuove generazioni della famiglia, ha una cinquantina di dipendenti, cinque rimorchiatori di recente costruzione e tre pontoni. La sede operativa e sociale è sempre lì, alla banchina del rione Sciabiche, a due passi dalla base della Marina Militare e dall’ex arsenale, oggi la terza Stazione navale per importanza. Un monopolio conquistato con grandi investimenti e con una politica aziendale che ha costruito solidi rapporti con i committenti pubblici e privati.

L’impresa Barretta, proprio per il ruolo svolto nel porto, è stata spesso al centro di contestazioni – una delle ultime, quella sull’auspicato trasferimento nel porto industriale della flottiglia rimorchiatori – ma molto raramente Giovanni e Domenico Barretta sono intervenuti per respingere le polemiche, incentrate sulla loro mai scalfita influenza commerciale. Dal primo pontone del 1946, il Tenax, all’ultimo rimorchiatore varato, che porta non a caso lo stesso nome, la storia dei due fratelli continua ad essere legata a quella banchina di via Thaon de Revel.

Le esequie di Giovanni barretta si svolgeranno domani mattina, venerdì 16 novembre, alle 9,30 in Cattedrale a Brindisi. Ci sarà tutto il mondo degli operatori marittimi brindisini, e non solo, assieme a figli e nipoti chiamati alla direzione dell’impresa, ai dipendenti e ai vecchi amici.

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