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Francavilla Fontana, azioni per la prossimità: nasce Nativa

L’associazione, presieduta da Enrico Saponaro, ha l’obiettivo di riconnettere emigrati e comunità locale attraverso scambi culturali ed economici

FRANCAVILLA FONTANA- Un argine contro l’impoverimento del Mezzogiorno è far tornare intelligenze e idee nuove: l’ambizione della nuova associazione Nativa è creare le condizioni per restituire al territorio del Mezzogiorno le intelligenze, le competenze e le esperienze maturate altrove, abbattendo la distanza fisica con gli strumenti della vicinanza affettiva e del reciproco scambio culturale ed economico.

Crediamo che lontananza fisica non voglia dire distanza mentale e vogliamo ricostruire una prossimità con le persone che sono andate via ma restano interessate al proprio paese di origine” comunicano in una nota stampa il presidente Enrico Saponaro e il vice presidente Valeria Balestra.

Secondo il rapporto italiani nel mondo 2020 elaborato da Fondazione Migrantes, sono più di 5 milioni gli italiani emigrati all’estero. Di questi, 367.996 sono pugliesi e più di 36.000 provengono dalla provincia di Brindisi. A questi si aggiungono coloro che emigrano verso le regioni settentrionali. Tra il 2009 e il 2019, secondo il Report Migrazioni 2019 dell’Istat, i movimenti in uscita dal Sud sono stati 1 milione e 140 mila. Nel solo 2019 gli emigrati pugliesi rappresentavano il 18% dei 379 mila totali e la situazione economica post-Covid non lascia presagire condizioni tali da frenare questa emorragia da spopolamento.

Numeri importanti che si lasciano alle spalle territori invecchiati e impoveriti. Le idee, gli usi e i modi di vivere nelle aree meridionali ristagnano in un eterno passato/presente in cui le idee nuove si affacciano per lo più marginalmente, in ritardo e di riflesso.

L’associazione Nativa sente bisogno di connettere il Mezzogiorno ai flussi di idee e alle novità che abitano le aree più sviluppate del Paese e del mondo. Con l’obiettivo di fornire un contributo al rinnovamento delle comunità meridionali.

Per questo Nativa intende aggregare chi, da lontano, desidera “tornare” e mantenere un legame non solo affettivo con la propria città natale. Nativa tenterà di creare le condizioni affinché quel legame si rinsaldi e porti a uno scambio reciproco di idee e risorse, con azioni di prossimità culturale e coinvolgendo il settore economico locale.

A queste persone lontane ma vicine Nativa si appella affinché si uniscano all’associazione per porre, ciascuno con i propri mezzi, un argine contro l’impoverimento socioculturale ed economico della propria terra natale.

Così come Nativa chiede il supporto di tutti i cittadini che dal Mezzogiorno sono interessati a tessere uno scambio, allargando gli orizzonti oltre i naturali confini geografici di un territorio, con l’obiettivo di creare un tessuto sociale vivo e attivo che stimoli la vita pubblica meridionale.

È necessario fare presto e bene per non perdere ulteriore terreno: le conseguenze socioeconomiche causate dall’emergenza sanitaria, ci spingono a uno sforzo di responsabilità per tenere insieme i pezzi di una società che è costretta ad affrontare le sfide del presente e del futuro, pena la marginalità e la definitiva scomparsa.

E' possibile seguire l'associazione Nativa sulla pagina facebook.

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