Perrino: nessun nuovo caso di positività al Covid in Pediatria

Dopo il contagio di un neonato, effettuate analisi su tutti i bambini ricoverati. Negativo il secondo tampone su un bimbo di 8 anni che in un primo momento aveva dato esito incerto

BRINDISI –Dopo un primo test incerto, si era temuto il peggio. Ma fortunatamente l’esito del secondo esame, arrivato in serata, ha fatto tirare un sospiro di sollievo: è risultato negativo al coronavirus il tampone al quale è stato sottoposto un bambino di otto anni che da tre giorni è ricoverato presso il reparto di Pediatria dell’ospedale Perrino di Brindisi, dove nella serata di lunedì era stata riscontrata la positività di un neonato di 4 mesi che era ricoverato dal 2 aprile. 

Dopo il primo caso, tutti i bambini ricoverati, ognuno in stanze singole, sono stati sottoposti a tampone. Fortunatamente nessuno di loro è risultato positivo. Attualmente l’unico degente è il bambino di otto anni, che è in buone condizioni di salute e domani si valuterà se potrà lasciare l'ospedale. Per fugare ogni dubbio, ad ogni modo, verrà effettuato un terzo test sullo stesso paziente. 

“L’organizzazione del nostro reparto è tale – dichiara a BrindisiReport il primario del reparto di Pediatria, Fulvio Moramarco – che non ci sfugge niente. Appena abbiamo avuto un bambino positivo, abbiamo fatto i tamponi a tutti. La complicata tecnica di estrazione del materiale biologico dal tampone può dare un risultato in un primo momento e una risposta diversa in un altro momento”. Nel caso del bimbo di otto anni, da quanto appreso, il materiale biologico estratto in prima battuta non è stato sufficiente, evidentemente, a fornire un riscontro certo. 

“I cittadini - ribadisce Moramarco - possono stare tranquilli che vengono effettuate tutte le indagini necessarie per la protezione dei bambini e del personale. Noi per un eccesso di zelo trattiamo tutti i bambini come se fossero positivi”. Dopo la scoperta della positività del neonato, trasferito nell'area Covid del Perrino, il reparto è stato sanificato e i bambini sono stati dimessi, “perché – spiega ancora Moramarco – potevano anche essere seguiti tranquillamente da casa”.

Il primario ribadisce che “il Covid in età pediatrica è diverso da quello degli adulti”. “Il virus – prosegue – è come se vedesse i bambini e si commuovesse. Il problema, però, è che i bambini sono dei diffusori del virus”. 

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