rotate-mobile
Martedì, 18 Giugno 2024
Attualità Torchiarolo

Container finito in mare: "Nessun rischio di inquinamento o di dispersione detriti"

La nota della ditta Geco Srl sull'episodio verificatosi a Torre San Gennaro

Riceviamo e pubblichiamo una nota della ditta Geco Srl 

In merito alla notizia “il container del progetto di produzione di energia sostenibile diventa un relitto” pubblicata giorno 8 settembre, ci sembra doveroso informare circa l’iniziativa che è stata messa in atto dalla nostra società Geco s.r.l. con il progetto Sewat, al fine di smentire l’allarmismo e i timori paventati nell’articolo. Il progetto Sewat (che è stato sempre molto apprezzato risultando anche vincitore in concorsi internazionali) vuole essere un contributo reale e fattivo alla transizione energetica andando oltre l’atteggiamento querulo ingenerato dalle problematiche connesse all’uso sconsiderato dei combustibili tradizionali.

L’obiettivo del progetto è produrre energia sostenibile e idrogeno verde sottraendo energia all’azione erosiva delle onde del mare e, nel contempo, proteggere la costa e catturare i rifiuti trasportati dalle onde. Il tutto nel quadro dell’utilizzo del giacimento energetico che circonda l’Italia e della lotta allo spreco di una abbondante risorsa energetica naturale che è costantemente dissipata danneggiando la costa con un riflesso al “marine environment cleaning”.

Il dispositivo ideato è particolarmente semplice. Essenzialmente una struttura di supporto e un particolare “container” praticamente vuoto in cui è alloggiato un turbogeneratore idraulico. Nessuna sostanza potenzialmente inquinante e nessun altro componente. Dopo anni di studi e ricerca si è arrivati a collocare in mare (semplicemente appoggiato al fondale e zavorrato) un prototipo per confermare la grande produttività ipotizzata.

Purtroppo si è verificato un inconveniente che ha danneggiato il prototipo sradicandolo dalla zavorra e buttandolo sui frangiflutti. La paventata dispersione di detriti in mare e il rischio di inquinamento è impossibile. Sul fondale marino è rimasta la zavorra insieme agli ancoraggi e alla parte restante della struttura di supporto. Appena le condizioni lo permetteranno, in coordinamento con tutti gli operatori specializzati in questo genere di lavori, tutti i materiali saranno recuperati per essere riutilizzati in una nuova versione del prototipo, atteso che la verifica della funzionalità del sistema è andata ben oltre le aspettative. Ovviamente gli imprevisti e gli errori di valutazione sono molto probabili in un percorso sperimentale in un campo inesplorato e innovativo. Questi eventi, insieme alle criticità riscontrate, vanno ad arricchire il know out per proseguire il percorso, magari insieme ad imprenditori volenterosi e lungimiranti, per la valorizzazione del territorio e per il benessere della collettività. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Container finito in mare: "Nessun rischio di inquinamento o di dispersione detriti"

BrindisiReport è in caricamento