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Oneri urbanizzazione, residenti contrade: "Delusi per mancato ritiro ricorso"

Nota del comitato di Sant'Elia - Montenegro sulla bocciatura della mozione del Pd che chiedeva di ritirare il ricorso contro la sentenza del Tar che rimodulava al ribasso le tariffe

Riceviamo e pubblichiamo una nota del direttivo del comitato cittadino “Contrade Sant’Elia Montenegro”, sulla bocciatura, in consiglio comunale, di una mozione presentata dal Pd, che chiedeva all’amministrazione comunale di ritirare il ricorso contro una sentenza del Tar che ridefiniva, al ribasso, le tariffe degli oneri di urbanizzazione a carico dei residenti delle contrade di Brindisi. 

In riferimento a quanto accaduto nel consiglio comunale di Brindisi, tenutosi lo scorso 14 maggio, il “Comitato Contrade Sant’Elia Montenegro” esprime delusione circa la bocciatura della mozione che riguarda le Contrade. Con la mozione presentata dal Partito Democratico di Brindisi si chiedeva al sindaco di ritirare il ricorso presentato presso il consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar regionale che di fatto ha dichiarato illegittimo il metodo di calcolo degli oneri di urbanizzazione applicato dall’amministrazione, riducendo drasticamente gli importi dovuti dal ricorrente. 

Per essere un attimo più precisi, una determina di 65mila euro circa è stata ricalcolata dal Tar che ha quantificato in poche migliaia di euro la reale entità dell’importo dovuto dal cittadino. Come Comitato siamo consapevoli che il costo delle varianti di recupero sia a carico dei residenti ma sta di fatto che sono passati 40 anni da quando è stata emanata la prima legge di condono e nonostante le somme già pagate e le promesse susseguitesi negli anni, la situazione è sempre la stessa.

Non ci aspettavamo una cancellazione tout court delle cartelle degli oneri ma speravamo in un’apertura dell’attuale amministrazione, magari a fronte del voto contrario alla mozione ci aspettavamo di conoscerne le motivazioni e magari ci aspettavamo rassicurazioni su altre strade che possano portare ad alleggerire gli importi da pagare, soprattutto considerando le tante promesse elettorali fatte ormai un anno fa da diversi politici venuti appositamente a convincerci delle loro qualità.

Ma sembra che le tante problematiche che affliggono le contrade possano aspettare; né si capisce quale sia il programma di governo da qui ai prossimi anni e si va avanti solo per ipotesi. Non è dato sapere come sarà gestita la cessione delle strade, quali procedure potranno essere adottate per agevolare il rilascio delle concessioni, se per le contrade di Brindisi che hanno problematiche differenti rispetto a Torre Rossa, ci sia uno spiraglio di vedere eseguiti i lavori o se dovremo rassegnarci a vivere nel degrado pur avendo già pagato somme altissime.

Abbiamo informalmente richiesto un incontro molti mesi fa al sindaco e agli assessori addetti all’urbanistica e ai lavori pubblici, ci fu risposto che avremmo dovuto avanzare una richiesta formale ma nonostante sia stata inoltrata via e-mail, non abbiamo mai ricevuto risposta. Continuiamo a vivere nell’incertezza, stritolati nei meccanismi della burocrazia, legati a vincoli e pregiudizi che ormai ci stanno portando a considerare inutile continuare a sperare. Basti vedere la mole di annunci di vendita presenti in zona; il motto sta diventando ormai ricorrente: metto a posto le carte per vendere e sparire per sempre da qui.

Non vogliamo essere continuamente presi in giro e pretendiamo che vengano portate avanti le migliori soluzioni per attuare quei piani di recupero che sono là in attesa da venti anni. Abbiamo avuto solo due mesi di tempo per pagare, sono passati già tre anni da quando abbiamo pagato e ritirato le prime concessioni edilizie, quanto tempo ha il Comune per avviare quei lavori?

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