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Nozze civili anche in spiaggia e in hotel: il Comune dice di nuovo sì

Per la celebrazione non religiosa “fuori dalla casa comunale” avviso pubblico per definire le location. Costo 350 euro

BRINDISI – Il sì dell’amore per sempre (o quanto meno finché dura, visti i tempi) potrà essere pronunciato anche in riva al mare, sulla spiaggia, o in giardini privati, oltre che in hotel, ristoranti o sale e palazzi privati. L’Amministrazione cittadina di Brindisi ha nuovamente dato il via libera alla celebrazione delle nozze civili, “fuori dalla casa comunale”. A due condizioni. Il pagamento delle spese, pari a 350 euro, e prima ancora la scelta di una location inserita in un elenco che da qui a poco l’Ente stilerà, dopo aver raccolto le segnalazioni tramite un avviso.

Il rito civile

Mauro Masiello-2Il cambio di rotta rispetto alla decisione risalente al periodo della gestione commissariale arriva dalla Giunta del sindaco Riccardo Rossi. Il sì degli assessori è arrivato nella giornata di ieri quando, all’unanimità i componenti dell’esecutivo hanno dato “l’autorizzazione alle celebrazioni di matrimoni con rito civile fuori dalla casa comunale”.

Non è la prima volta, in verità. Perché già nel periodo dell’Amministrazione centrista con il primo sindaco donna, Angela Carluccio, venne riconosciuta la possibilità di pronunciare il fatidico sì in luoghi diversi da Palazzo di città o Palazzo Nervegna. Molte coppie scelsero la spiaggia, location di moda, sicuramente suggestiva e romantica. La Giunta deliberò il 12 maggio 2017. Poi il dietrofront con l’arrivo del commissario Santi Giuffrè il primo settembre successivo “non ritenendo condivisibile e opportuna la facoltà concessa ai proprietari di immobili privati”.

Il Codice civile

L’attuale assessore con delega ai Servizi anagrafici, Mauro Masiello, ha ritenuto di rivalutare le decisioni precedenti, partendo da in dato di fatto: “Continuano a pervenire richieste di cittadini e operatori per la celebrazione di nozze civili in aziende del posto, ristoranti e altre location per ragioni legate ad aspetti storici, architettonici, di paesaggio, di tradizione oppure per mere ragioni di comodità vista la difficoltà di trovare parcheggi in prossima della casa comunale”, è stato spiegato nella relazione di accompagnamento alla delibera.

Il dirigente del settore, Nicola Zizzi, ha fatto anche riferimento alla possibilità espressamente riconosciuta dagli articoli 109 e 110 del Codice Civile, sotto forma di “impedimento di uno degli sposi a recarsi nella casa comunale”. “In realtà – ha scritto – tale ipotesi si è molto attenuata nel corso degli anni, stimolata dalle continue richieste di avere una sede esteticamente idonea in cui sposarsi”. In effetti il legislatore  è intervenuto  riconoscendo ai Comuni di “disporre anche per singole funzioni, l’istituzione di uno o più separati uffici di stato civile”, purché ci sia una delibera della Giunta da trasmettere al prefetto.

Le location

I siti open air sono quelli più gettonati.  Parchi, giardini e e spiagge, così come richiedono spesso le società di wedding plannering. Riconoscere la possibilità di celebrare le nozze, con rito civile, in queste location comporterebbe anche una “valorizzazione del territorio comunale”. Con conseguenti ricadute economiche.

Fatte tutte queste considerazioni, la Giunta ha autorizzato i matrimoni civili fuori dal Comune. Dove? “Presso strutture ricettive ed edifici che siano di particolare pregio storico, architettonico, ambientale o artistico” purché siano individuati con apposito atto dell’esecutivo.

L’avviso pubblico

nicola zizzi-3Per arrivare alla definizione delle location, l’Amministrazione procederà con una manifestazione di interesse. Più esattamente un avviso aperto al fine di rendere possibile agli operatori di presentare la propria candidatura in qualsiasi momento.

Gli edifici e più in generale le ambientazioni dovranno essere “decorose e adeguate alla finalità pubbliche e istituzionali” e dovranno essere “concesse in comodato gratuito al Comune di Brindisi, per tre anni, rinnovabili, previo accordo tra le parti”.

La tariffa

Alla possibilità di pronunciare il sì in queste location, l’Amministrazione ha “ricollegato una tariffazione che costituisca quantomeno un rimborso del costo del personale, necessario per lo svolgimento del servizio”, pari a 350 euro. Somma che incasserà il Comune, a tutto vantaggio del bilancio pubblico.

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