Servizio mensa: le nuove tariffe. Adoc: "Disattese le aspettative dei genitori"

L'assessore Lettori: "Ripristinata una fascia intermedia per venire incontro alle esigenze delle famiglie"

BRINDISI - La giunta comunale di Brindisi ha approvato le nuove tariffe per la mensa scolastica che saranno in vigore a partire dal 7 marzo 2020 per consentire agli uffici di adeguare i database. La delibera oltre a revocare il precedente prospetto dei costi con relative fasce in base alla dichiarazione Isee, stabilisce nuove tariffe e una diversa ripartizione in base al reddito sempre sulla base dell’indicatore Isee del nucleo familiare, introducendo nuovamente una fascia intermedia.

Le nuove tariffe sono così ridefinite: Isee da 0 a 4mila euro: pasto primo figlio 1 euro; 0,80 secondo figlio - Isee da 4.001 a 8mila euro: pasto primo figlio 1,5 euro; 1 euro secondo figlio - Isee da 8.001 a 12mila euro: pasto primo figlio 2,5 euro; 1,5 secondo figlio - Isee da 12.001 a 20mila euro: pasto primo figlio 3,20 euro; 2,20 secondo figlio - Isee oltre i 20mila euro: pasto primo figlio 3,93 euro; 3 euro secondo figlio.

“Abbiamo ritenuto di ripristinare una fascia intermedia - precisa l’assessore alla Pubblica Istruzione Isabella Lettori - per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Trovare il giusto equilibrio tra le istanze dei genitori e l’esigenza di rimodulare le tariffe, necessaria per ottemperare al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, non è stato facile ma lo abbiamo ritenuto doveroso”.

L'Adoc: "Disattese le aspettative dei genitori"

Ma l’Adoc di Brindisi esprime forte insoddisfazione per il provvedimento della giunta. “Rimangono, ad oggi, disattese – si legge nella nota dell’associazione dei consumatori - le aspettative dei genitori dei bambini frequentanti le scuole del capoluogo in cui è  attivo il servizio di refezione scolastica. Infatti, nonostante le rassicurazioni dell'amministrazione comunale, per voce del sindaco e dell'assessore al ramo, gli importi dei ticket mensa restano ancorati agli aumenti determinati con delibera di giunta”. 

“Una beffa in quanto ad ogni ricarica della card elettronica le famiglie si vedono detrarre aumenti in maniera ingiustificata senza sapere se e quando tali somme saranno restituite. Alla condotta inaccettabile, in quanto alle parole non seguono i fatti, si aggiungono le dichiarazioni dell'amministrazione che continua a sminuire l'incidenza delle misure adottate sui bilanci famigliari assumendo come termine di paragone da una parte l’esosità degli importi relativi agli anni passati e dall’altra le riduzioni introdotte con delibera nel settembre 2018 in concomitanza del cambio di appalto tra Markas e Serenissima. Cambio che permise al Comune di risparmiare un 1,71 centesimi rispetto al costo relativo alla gestione precedente pari a 5,49 euro considerati i successivi aumenti per effetto dell'indicizzazione Istat”. 

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