Dormitorio, ordinanza di chiusura parziale: “Tutti fuori dalle 8 alle 18”

Multiservizi: “Lavori di bonifica a rilento per la presenza dei migranti”. Il Comune: “Non ci sono soluzioni alternative”

BRINDISI  - Ordinanza di chiusura parziale del dormitorio in via provinciale per San Vito, di fronte alla necessità di portare a termine i lavori di bonifica chiesti dalla Asl: tutti gli ospiti dovranno lasciare l’immobile a partire dalle 8 di domani e potranno farvi rientro solo dopo le 18, sino a quando le operazioni saranno ultimate.

ISPEZIONE A DORMITORIO M IGRANTI 4 FEBBRAIO 2019 - 2-2

L’ordinanza

Non ci sono soluzioni alternative. Impossibile pensare a un trasferimento, anche solo temporaneo, di quanti hanno trovato riparo nell’immobile di proprietà comunale. A fronte di 210 presenze, dovranno essercene al massimo 80.

L’ipotesi di un trasloco è stata bocciata dal Comune di Brindisi, adesso costretto a far ricorso al provvedimento sotto forma di “ordine”, con delega per l’esecuzione oltre che agli agenti della polizia locale, alla questura e ai comandi dei carabinieri e della guardia di finanza.

Stando a quanto di apprende da Palazzo di città, l’ordinanza firmata dall’architetto Fabio Lacinio, si è resa necessaria perché negli ultimi giorni diversi migranti sono rimasti all’interno del dormitorio, rendendo di fatto difficile se non impossibile procedere agli interventi programmati dopo il sopralluogo degli ispettori dell’Azienda sanitaria locale, su richiesta dei consiglieri comunali di opposizione, con in testa il vice presidente delle Assise Massimiliano Oggiano.

La società Multiservizi

Il 14 marzo scorso c’è stata una lettera “con cui la società Multiservizi”, la partecipata del Comune alla quale sono stati affidati i lavori di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie, ha “comunicato che gli ospiti della struttura non sono usciti nonostante i ripetuti inviti”.

La risposta del Comune è arrivata tre giorni dopo, lo scorso 17 marzo, dopo una riunione con il sindaco Riccardo Rossi: “Considerato che le lavorazioni previste non possono svolgersi con la presenza di persone all’interno del dormitorio, per motivi di sicurezza, e che non si prospettano, allo stato, soluzioni alternative per la diversa sistemazione, il dirigente ordina la chiusura parziale dalle 8 sino alle 18 di ogni giorno, a partire dal 19 marzo 2019”.  Decisione assunta dopo aver “rilevato che l’Amministrazione cittadina intende evitare ulteriori situazioni di precarietà anche per gli stessi immigrati che vivono una situazione di disagio con eventuali ripercussioni sotto l’aspetto dell’ordine pubblico e della sicurezza del territorio”, si legge nel provvedimento.

Nessuno dei migranti, quindi, potrà restare nel dormitorio per tutto il periodo dei lavori. Inizialmente erano stati ritenuti sufficienti 15 giorni. Ma l’ordinanza, urgente, non indica per quanto tempo resterà in vigore: non c’è, infatti, alcun riferimento all’indicazione del fine lavori.

migranti barricati nel dormitorio da sgomberare 2-2

I lavori di bonifica

Le operazioni di bonifica sono  necessari per superare le 18 criticità evidenziate dagli ispettori del Dipartimento di prevenzione del Servizio di igiene pubblica della Asl di Brindisi, Marino Santoro e Domenica Lagamba. Il verbale è del 5 febbraio scorso, compilato all’esito del sopralluogo condotto il giorno prima, a seguito dell’esposto presentato da Oggiano il 23 gennaio.

Dovranno essere sistemati tutti i servizi igienici: mancano le porte, non c’è acqua calda, non ci sono porte alle docce. Bisognerà anche stabilire chi si occuperà delle pulizie quotidiane di tutti i locali del dormitorio, aspetto che dovrebbe rientrare nell’attività di gestione dell’immobile affidata alla Multiservizi.

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E’ necessario, inoltre, sostituire la rubinetteria e gli stessi servizi igienici, realizzare vie di fuga in caso di pericolo, posizionare gli estintori, realizzare l’impianto di riscaldamento, eliminare muffe e umido dalle pareti e sistemare cavi elettrici e ciabatte. Dovrà, inoltre, essere bonificata l’area che si trova all’esterno del fabbricato, chiusa “in maniera fittizia con canne e teloni di plastica, utilizzata per la cottura dei cibi e per il consumo dei pasti, priva di qualsiasi minimo requisito sia strutturale che strumentale e di sicurezza”, stando a quanto si legge nel verbale della Asl. Copia dell’ordinanza del Comune è stata trasmessa in Prefettura.

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