Pagamenti gratuito patrocinio: l'Ordine condanna la protesta

Lettera al presidente del Tribunale e critiche a "Nuova vita forense" per la campagna delle Pec che criticano l'organizzazione degli uffici giudiziari

BRINDISI – C’è una presa di distanze tra il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Brindisi e le tre associazioni forensi "Camera Civile" (presidente avv. Francesco Silvestre, vice presidente nazionale avv. Roberto Fusco), "Associazione Forense l'Alternativa" (presidente avv. Oreste Marzo) e "Camera Minorile" (presidente avv. Vita Calò) che si sono fatte ispiratrici di una protesta sui ritardi nei pagamenti dei compensi degli avvocati iscritti nell’elenco dei prestatori di gratuito patrocinio, garanzia riconosciuta ai cittadini non abbienti dall’articolo 81 della legge 115/2002.

In una lunga lettera al presidente del Tribunale di Brindisi, infatti, il presidente dell’ordine, Carlo Panzuti, si dissocia dalla formula della protesta e ribadisce – previo mandato del Consiglio dell’Ordine ricevuta nella riunione del 25 giugno – lo spirito di collaborazione tra avvocati e apparato della Giustizia a Brindisi.

La lettera dell’Ordine al presidente del Tribunale

Avvocato Carlo Panzuti-2Panzuti (nella foto a sinistra) nella lettera reputa ricordare “che le questioni attinenti al servizio del patrocinio a spese dello Stato, tra cui principalmente i tempi di liquidazione delle fatture, sono state oggetto dell'assemblea degli iscritti del 17 maggio scorso sul tema ‘Situazione del servizio  di liquidazione delle spese per la difesa d'ufficio e per il patrocinio non abbienti presso il Tribunale e l'Ufficio del Giudice di Pace’, a cui lei, il dirigente amministrativo e le due direttrici amministrative interessate al servizio per il tribunale e il giudice di pace avete partecipato”.

“Nell'assenza delle associazioni forensi sopra richiamate, sono stati resi noti il modo di procedere e i problemi giuridici e pratici che si verificano, unitamente alla carenza del personale, apparsa come una costante negativa nel tempo. Dall'altra parte – scrive ancora Panzuti - gli avvocatì, presenti numerosi, hanno avuto la possibilità di esporre le esigenze e i rilievi, così da aprire un dibattito utile e che ha trovato gli uffici aperti ad ogni possibile miglioramento del servizio”.

“Si segnala, in particolare, che già lei aveva chiesto la collaborazione degli avvocati, nel senso di attendere l'indicazione dell’ufficio prima di inviare la fattura per la liquidazione, prassi che pare sia seguita presso il Tribunale di Lecce; e ciò per un periodo sufficiente a riorganizzare i modi e i tempi di risposta”, ricorda il presidente dell’Ordine forense brindisino.

C’era stata anche la disponibilità dell’Ordine a collaborare materialmente per l’istruzione delle liquidazioni dei compensi: “Ricordo di avere richiamato anche l'art. 1, comma 784 della legge 28 dicembre 2015 numero 208, che prevede la possibilità della stipula di una convenzione tra il Tribunale e il Consiglio dell'Ordine per consentire a unità di personale del secondo di svolgere attività di supporto alle attività di cancelleria o di segreteria nell'ambito del settore del pagamento delle spese per il patrocinio non abbienti. Sottolineando, però, il problema dell'attuale vigenza della disposizione – prosegue Panzuti -  ovvero la possibilità di ipotizzare in ogni caso un'ipotesi di accordo per l'utilizzazione, salvo la discussione interna agli avvocati sui costi e sulle convenienze dell'operazione”.

La condanna della protesta

Il Consiglio dell’ordine infine esprime la propria perplessità per “l'iniziativa estemporanea delle associazioni che, sorde all'invito a partecipare all’assemblea e durante il periodo del rinnovo del consiglio dell'Ordine (tenendosi le elezioni il prossimo 22 luglio), non hanno ritenuto di offrire il loro apporto al dialogo e alle soluzioni, preferendo anche l'intervento personale presso gli uffici, peraltro con soggetti direttamente interessati”.

“Si esprime dissenso e distacco dalle gratuite affermazioni che sembrano inare l'integrità del lavoro svolto dagli uffici, quando lasciano intravedere la discrezionalità sui tempi e l'insensibilità verso gli avvocati. Si riafferma, invece, la generale soddisfazione per l'organizzazione e il lavoro di tutti i dipendenti ·del Tribunale di Brindisi, non potendo una singola lamentela ledere l'onorabilità e affidabilità del sistema. La presente viene inviata al servizio ispettorato del Ministero della Giustizia per la dovuta conoscenza. Con la cordialità di sempre”.

L’iniziativa di “Nuova vita forense”

Di ben altro avviso le tre associazioni riunite sotto la sigla “Nuova vita forense”. Il fronte del dissenso su questo problema affatto secondario soprattutto per gli avvocati più giovani, in un contesto di obiettiva difficoltà della professione in Italia dato anche l’alto numero di esercitanti, per ora resta aperto. E se il problema è riconducibile solo al rinnovo delle cariche del prossimo 22 luglio è una cosa che sarà verificabile nel giro di un mese. La protesta era stata effettuata via posta elettronica certificata. Nelle Pec inviate, veniva segnalato il ritardo nei pagamenti, addebitandolo a un problema di organizzazione degli uffici giudiziari brindisini.

Va ricordato a tale proposito, che all’inizio dello scorso mese di maggio era stato siglato un protocollo relativo al patrocinio a spese dello Stato nei giudizi penali di primo grado per rendere uniformi i criteri per l’ammissione al beneficio e l’iter per la liquidazione degli onorari. In calce all’atto, le firme del presidente della Corte d’Appello di Lecce, Roberto Tanisi, del presidente dell’Ordine degli avvocati di Lecce, Roberta Altavilla, del procuratore generale Antonio Maruccia, del presidente dell’Anm distrettuale, Maurizio Saso, dei presidenti dei Tribunali di Lecce, Piera Portaluri, e di Brindisi, Alfonso Pappalardo, dei presidenti dell’Ordine degli avvocati di Brindisi, Carlo Panzuti,  e della Camera Penale di Lecce, Francesco Vergine, e del vice presidente della Camera Penale di Brindisi, Giampiero Iaia.

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