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Oria. La diocesi inaugura la Boutique della Solidarietà

La boutique e l'emporio sono servizi di integrazione al reddito per famiglie in stato di bisogno

ORIA - E' stata inaugurata ieri sera (domenica 19 gennaio), dal vescovo di Oria, Vincenzo Pisanello, la "Boutique della Solidarietà",  un servizio che si aggiunge all'Emporio della solidarietà operativo dal 2016 e curato dalla Caritas diocesana, dedicato non ai generi alimentari ma ai capi di abbigliamento. Oltre al vescovo Vincenzo sono intervenuti don Alessandro Mayer, direttore della Caritas diocesana di Oria e Monica Tola in rappresentanza della Caritas Italiana. Presenti, anche, sindaci e rappresentanti di diversi Comuni della Diocesi.

Il servizio di boutique è stato realizzato perché diversi beneficiari dell’emporio avevano espresso, a più riprese, la richiesta di poter avere a disposizione, anche, indumenti. Si trovano, infatti, scarpe, borse ed altri accessori per uomo, donna e bambini, inutilizzati o usati ma ancora in ottimo stato. Prima di essere messi a disposizione delle persone vengono, accuratamente, selezionati dai volontari della Caritas della Diocesi, se necessario anche lavati e poi igienizzati attraverso un procedimento che prevede una camera ad ozono ed infine catalogati a seconda delle caratteristiche, della taglia e del “valore”.

BOUTIQUE 4-2

Le famiglie che hanno i requisiti reddituali per accedere sia all' emporio che alla boutique ricevono una card caricata con un budget di “punti” perchè i prodotti presenti hanno un valore espresso, appunto, in punti, come se fosse il prezzo indicato nei supermercati. In linea di massima un prodotto contrassegnato con 10 punti corrisponde al valore commerciale di 1 euro. Con la loro tessera le persone possono accedere ai servizi, scegliere i prodotti di cui hanno bisogno e “pagare” con la loro card, dalla quale a scalare vengono sottratti i punti corrispondenti ai prodotti prelevati, fino ad esaurimento."

BOUTIQUE 5-2

"Il recupero di indumenti inutilizzati o usati e in ottimo stato offre alla comunità la possibilità di assumere uno stile di vita più consono al Vangelo - come ha sottolineato il vescovo Pisanello - e l’opportunità di mettere in atto comportamenti che aiutano alla condivisione, contrastano lo spreco e il consumismo, educano all’uso responsabile dei beni e all’attenzione ai poveri, favoriscono la salvaguardia del creato perché riducono l’inquinamento.

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