Ostuni, manifestazione al Pepe in ricordo delle vittime delle Foibe

Alla fine della seconda guerra mondiale in Istria, in Dalmazia e a Fiume migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento

OSTUNI - Si terrà domani, sabato 22 febbraio, dalle ore 10 alle ore 12, presso l'auditorium del liceo scientifico "L. Pepe" la manifestazione in ricordo delle vittime delle foibe, incontro promosso dall'assessorato alla cultura e pubblica istruzione del Comune di Ostuni che vedrà coinvolti gli studenti degli istituti secondari di secondo grado, impegnati a riflettere sul tema in oggetto. Il giorno del ricordo è stato istituito con la legge del 30 marzo 2004 n. 92, per conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Dopo i saluti istituzionali del sindaco, Gugliemo Cavallo, interverrà con una introduzione tematica Alessandro Fusco, segretario dell’associazione amici e discendenti degli esuli istriani, fiumani, dalmati. L’incontro entrerà nel vivo con la relazione di Alessandro Altìn, esule di seconda generazione. L’intervento di Altin comincerà con la contestualizzazione storica dell’esodo e delle vicende del confine orientale. Particolare attenzione verrà dedicata alla storia personale di alcune vittime tra cui la tristemente nota Norma Cossetto. Successivamente si affronterà l’argomento dell’esodo di massa con riferimento alla strage di Vergarolla e ai campi profughi. Infine i giorni nostri visti attraverso un documentario sulle città istriane oggi. L’intervento sarà corredato da foto, video, interviste.

“Dopo aver ricordato le vittime dell'orrore nazifascista in occasione della giornata della memoria - riferisce il sindaco Guglielmo Cavallo -  l'amministrazione comunale invita la città a ricordare i fatti accaduti nel nostro passato recente. Affinché non si dimentichi uno dei capitoli più bui della storia italiana del Secolo scorso, quando alla fine della seconda guerra mondiale in Istria, in Dalmazia e a Fiume decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento, è necessario ricordare, riflettere, dibattere, trasformare il ricordo in monito e la memoria in strumento attivo per una maggiore consapevolezza delle singole responsabilità nei confronti del passato e del prossimo futuro.”

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