Ospedale Covid a Ostuni, il sindaco si oppone: "Scelta irrazionale"

Disposto il blocco dei ricoveri e delle visite ambulatoriali a partire dalle prossime ore. Previsti 74 posti letto

OSTUNI – L’ospedale di Ostuni si prepara ad accogliere i pazienti Covid. Dalle ore 14 di domani (mercoledì 11 novembre) scatterà il blocco di tutte le attività ambulatoriali e delle agende di prenotazione correlate alle stesse. Dalle 24 di oggi (martedì 10 novembre) saranno bloccate tutte le attività di ricovero già programmate, sia di area medica che chirurgica. Lo dispone un provvedimento emesso nel pomeriggio di ieri dal direttore generale, Giuseppe Pasqualone, e dal direttore sanitario, Andrea Gigliobianco, dell’Asl Brindisi.

L’azienda sanitaria ha evidentemente deciso di accorciare i tempi dell’entrata in gioco del nosocomio ostunese. I numeri dell’emergenza sanitaria anche in provincia di Brindisi crescono di giorno in giorno. L’ospedale Perrino, con una capacità complessiva di 107 posti letto Covid, ospitava fino a ieri 60 persone contagiate. Se la pandemia continuerà a marciare al ritmo di decine di nuovi casi al giorno (solo nel brindisino), il principale centro Covid della provincia avrà bisogno di supporto. Per questo si è deciso di inserire nella rete Covid pugliese anche l’ospedale Civico della Città Bianca, che garantirà 73 posti letto: 26 in Medicina interna, 19 in Pneumologia, 18 in Chirurgia generale, 10 in Ortopedia. A questi, entro il 30 novembre, potrebbero essere aggiunti altri 10 posti letto in Ortopedia.

Gli attuali degenti verranno dimessi o trasferiti presso altre strutture, in base alle loro condizioni cliniche. Il Pronto soccorso resterà attivo per “la centralizzazione dei pazienti sospetti Covid da parte del 118 e per la valutazione dei pazienti in autopresentazione”. Presso lo stesso Pronto soccorso verrà assicurata la guardia h24 grazie all’integrazione di specialisti cardiologi da parte della Uoc di Cardiologia dell’ospedale Perrino. 

La nota del sindaco Cavallo

Il sindaco Guglielmo Cavallo, intanto, ribadisce la sua netta contrarietà alla trasformazione della struttura in ospedale Covid, tramite una nota indirizzata al prefetto di Brindisi, al direttore generale dell’Asl, al presiden-te della Regione e al presidente della Provincia.

Di Seguito la nota del sindaco 

La decisione di destinare l’intero nosocomio di Ostuni a Ospedale Covid si caratterizza per l’assoluta arbitrarietà e irrazionalità. Solo chi non conosce il bacino di utenza del nostro ospedale, ignora che anche le comunità dei paesi limitrofi hanno Ostuni come polo ospedaliero di riferimento. E’ evidente che, così com’è strutturato, l’ospedale di Ostuni non può accogliere reparti Covid in contemporanea con gli altri già in fun-zione. Infatti, è impossibile delineare percorsi dedicati. Da questa evidenza, nasce probabilmente la scelta della Regione e dell’Asl di rendere l'ospedale di Ostuni un centro esclusivamente dedicato al Covid ma an-che questa ipotesi non sembra percorribile.

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La mancanza acclamata dei servizi igienici in tutte le stanze che si intendono adibire per ospitare i pazienti Covid, la persistenza di un cantiere aperto nel reparto di ortopedia (nonostante le finte inaugurazioni), la mancanza di un sistema di videosorveglianza per monitorare i pazienti e l’insufficienza delle stanze a pres-sione negativa evidenziano l’inopportunità di ricoverare malati di Covid nell’ospedale di Ostuni. A queste evidenti deficienze deve essere aggiunta la riflessione che il Covid non è l’unica patologia che ha bisogno di essere curata in questo periodo e che, una larga parte del territorio, tutto quello costiero da Brindisi a Mo-nopoli, rimarrebbe sguarnito di un pronto soccorso, oltre che di reparti di ortopedia, medicina e chirurgia, per non parlare dei servizi di dialisi, radiologia e di tutti gli ambulatori del distretto sanitario.

A questo quadro che non può trovare smentite, deve aggiungersi l’evidenza che il personale in servizio presso l’ospedale di Ostuni non è formato per operare in un reparto come quello che si intende avviare. Per tutti i motivi sinteticamente illustrati, si esprime contrarietà alla destinazione del P.O. di Ostuni come ospe-dale Covid e si chiede l’impegno immediato della Regione e dell’Asl a rivedere la scelta in senso più razio-nale e rispettoso del diritto alla salute del nostro territorio oltre che ad ultimare tutti i lavori previsti e avviati da lustri (c.d. “Piastra”) e assumere il personale necessario (cardiologi, anestesisti in primis) per dare attua-zione al piano ospedaliero. Le Autorità politiche locali non sono state coinvolte nella decisione ma hanno appreso il piano e la tempistica nell’attuazione solo a cose fatte. E’ evidente la volontà di Regione e Asl di non condividere con i rappresentanti del territorio la responsabilità di certe scelte, mentre è facile prevedere che le conseguenze nei ritardi di programmazione della seconda fase dell’epidemia ricadranno su tutti.
 

Articolo aggiornato alle ore 12:18 (la nota del sindaco)

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