Parco delle Dune Costiere, simulazione delle nuove distanze tra ombrelloni

Il parco accoglie favorevolmente lo sforzo della Regione per cercare di comprendere se sia fattibile e soprattutto in piena sicurezza la riapertura dei lidi e delle spiagge libere

OSTUNI - Il parco delle Dune Costiere accoglie favorevolmente lo sforzo della Regione per cercare di comprendere se sia fattibile e soprattutto in piena sicurezza la riapertura dei lidi e delle spiagge libere pugliesi. Nel pomeriggio di ieri il direttore del parco dott. ing. arch. Angela Milone assieme al presidente del consorzio dunamare Eliseo Gallo al Presidente del comitato Giovani Imprenditori di Confindustria Puglia Gabriele Lippolis e al gestore di uno dei lidi del Parco Gianfranco Gallo hanno simulato cosa accadrebbe se le attuali distanze pari a 2,5 m tra ombrelloni venissero, per esempio raddoppiate a 5 metri. Misure che ridurrebbero il numero di utenti e il numero di lettini ed ombrelloni.

“Senza approfondire questioni economiche che oggettivamente ci sarebbero, in termini di riduzione del fatturato, le scelte sarebbero dettate dal buon senso e dalla situazione pandemica - commenta il direttore - È’, inoltre, opportuno precisare che le problematiche da superare non sarebbero solo quelle relative alla modifica delle distanze, ma, occorrerebbero, e ci si aspetta che la Regione prosegua sull’argomento, misure inerenti la sanificazione dei lettini ad ogni cambio di utilizzatore, la gestione degli ingressi al mare e allo stesso lido e/o spiaggia libera, l’utilizzo delle docce e dei servizi igienici, per elencarne solo alcuni”.

“La voglia di riaprire c’è, ma le cautele devono anche esserci -afferma il direttore del Parco - i cui lidi offrono un ottimo servizio, anche in tema di controllo del territorio, più volte riconosciuto loro”.

“Ci si augura - continua Milone - che l’attenzione regionale per il settore, espressa con l’emanazione dell’ordinanza, abbia un seguito e soprattutto soluzioni concrete anche e soprattutto in termini economici con aiuti ai singoli operatori, che per esercitare questo ulteriore azione di controllo avranno personale ad hoc, dispositivi di protezione specifici, sanificatori e tutto quanto occorrente per poter pensare di aprire anche per la stagione 2020”. “Il Parco dal canto suo offrirà piena collaborazione alla Regione, se richiesta, avendo avuto già modo di raccogliere richieste e dubbi di operatori e utenti storici del Parco”.

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