Il M5S chiede la revoca dell'ordinanza e non vuole tavoli tecnici

Nota dei tre parlamentari che hanno partecipato alla videoconferenza della Prefettura, Aresta, Macina e Palmisano

I tre parlamentari del M5S eletti nel Brindisino

BRINDISI – I parlamentari del territorio del Movimento 5 Stelle chiedono al sindaco di Brindisi la revoca dell’ordinanza e ritengono inutili eventuali tavoli tecnici sugli investimenti in tecnologie, ambientalizzazioni e monitoraggio che il Comune chiede ad Eni Versalis, considerando sufficiente portare avanti presso il Ministero dello Sviluppo economico il confronto su investimenti e progetti futuri, quindi anche su strategie eco-sostenibili.

Del resto, il M5S non aveva partecipato ai lavori della seduta straordinaria del consiglio comunale al pari del centrodestra, con esclusione motivata e argomentata – per questa parte dell’opposizione - dei consiglieri Massimo Ciullo e Gabriele Antonino. Ora anche il giudizio sull’esito dell’incontro svoltosi in streaming stamane tra le parti sociali, l’azienda e il Comune, su convocazione del prefetto e con la partecipazione per il Mise della sottosegretaria Alessandra Todde.

 I tre parlamentari pentastellati

“Questa mattina si è tenuto un tavolo istituzionale convocato dalla Prefettura di Brindisi sulla questione che da circa una settimana vede opporsi la società Versalis-Eni all’amministrazione comunale di Brindisi. Come è noto una ordinanza firmata dal sindaco Riccardo Rossi ha imposto all'azienda il fermo degli impianti a causa di emissioni odorigene e a picchi di benzene. La Versalis sostiene invece che tali emissioni non provengano dall’azienda ma da fonti estranee al proprio stabilimento”, premettono i parlamentari pentastellati Giovanni Luca Aresta, Anna Macina e Valentina Palmisano.

“I parlamentari del territorio Aresta, Macina e Palmisano presenti all’incontro, hanno fin dall’inizio seguito con grande attenzione la vicenda, sostenendo le iniziative portate avanti dai portavoce e consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. Il tavolo istituzionale territoriale convocato per questa mattina dal prefetto Guidato, si è tenuto alla presenza della sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde (M5S) in rappresentanza del governo, la quale ha ribadito la grande sensibilità ed attenzione alla tutela degli interessi della comunità brindisina”, si legge nella nota.

“Prioritario è in questa fase interrompere il contenzioso tra l’amministrazione comunale e l’azienda Versalis attraverso l’immediata revoca dell’ordinanza che impone la chiusura dello stabilimento anche per evitare pesanti ricadute occupazionali. Al contempo, senza bisogno di attivare nuovi ed ulteriori tavoli tecnici presso il Mise, c’è bisogno di continuare nel lavoro di quelli già predisposti dal Mise per trattare la questione dello sviluppo economico dell’area brindisina”, ritengono i tre esponenti del M5S.

“In quella sede si dovrà implementare e porre la questione dello sviluppo ecosostenibile dell’area. Grazie all’intervento dei rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Arpa, nell’odierno incontro sono emerse criticità tali da non consentire più la situazione di blocco della produzione della Versalis-Eni. I parlamentari Aresta, Macina e Palmisano ribadiscono infine il loro impegno a continuare a seguire la situazione occupazionale e ambientale di Brindisi e provincia. Al sindaco la immediata revoca dell'ordinanza che ferma gli impianti.”

I tre parlamentari non fanno cenno all'indagine avviata dalla Procura di Brindisi sulla vicenda. Ma come ha già fatto sapere subito il sindaco Riccardo Rossi, l’ordinanza sarà revocata alla luce di concreti impegni di Versalis sui “miglioramenti impiantistici e di presidi di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria”, dichiarando che “impegni importanti possono portare alla rimozione dell’ordinanza di sospensione”, annunciando la possibilità che già stasera la Regione Puglia e la task force lavoro organizzino già il primo tavolo tecnico con Versalis su questi obiettivi.

Il consiglieri regionale e comunali del M5S

“Il nostro sottosegretario Todde - spiegano i pentastellati - ha ribadito l’inutilità di ulteriori tavoli considerata l’attenzione costante che il governo ha dimostrato per Brindisi, come testimoniano, ad esempio, i tre tavoli già in corso a Roma per il rilancio del porto, la vertenza Dema e il phase out dal carbone e l’impegno per la convocazione della videoconferenza di questa mattina in Prefettura. Ovviamente tale attenzione va mantenuta ed implementa ma attraverso gli opportuni strumenti istituzionali. Ed infatti è stato proprio il dott. Antonio Ziantoni, responsabile del procedimento di revisione Aia del petrolchimico del Ministero dell'Ambiente, oggi presente al tavolo, ad aver chiaramente detto che lo strumento dell’ordinanza non è stato quello più adatto, ma chiarisce che il sindaco sarebbe potuto intervenire, come già fatto dal Sindaco di Taranto per l’Ilva, presentando la richiesta di ulteriori approfondimenti di riesame ancora in corso, così da poter introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie."

"Secondo il dott. Ziantoni, quindi, dal punto di vista ambientale non c’erano le condizioni a sostegno di quell'ordinanza che invece trovava riscontro in eventuali danni sanitari comunque da appurare e approfondire con il ministero competente - continuano i consiglieri brindisini -. Sono arrivate, inoltre, rassicurazioni da parte dell’azienda anche per ciò che concerne gli investimenti di ammodernamento e contenimento delle emissioni; investimenti di cui noi eravamo già a conoscenza ma che probabilmente erano sfuggiti al sindaco e che riguardano in particolare 12 mln per l'adeguamento alle nuove prescrizioni Aia, 25 mln per la costruzione già in atto della torcia a terra, altri 2 mln per interventi sulle coperture delle torce stesse e un ulteriore investimento di 4 mln per il rinnovo di tutta la rete elettrica."

"Tali investimenti devono essere aggiunti al piano quadriennale che ne prevede oltre 100 mln di euro nei prossimi anni. Auspichiamo che Rossi abbia capito che non si può fare politica dividendo la città e sulla pelle dei lavoratori, soprattutto in un momento delicato quale quello della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus; le ulteriori dichiarazioni del sindaco di 'non avere nessuna intenzione di chiudere lo stabilimento Versalis o di abbandonare la chimica a Brindisi' fanno ben sperare per uno conclusione positiva della vicenda. Un futuro più ecologico che coniughi tutela della salute, del lavoro e dell’ambiente, è possibile realizzarlo attraverso la condivisione istituzionale a tutti i livelli e rendendo partecipi del cambiamento cittadini e lavoratori, senza colpi di testa.”  

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