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Domenica, 23 Giugno 2024
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"La partita con mamma e papà" nel carcere di Brindisi: il racconto di un giorno speciale

L'atteso incontro tra genitori detenuti e i loro figli organizzato dall'associazione "Bambini senza sbarre" ets. Prima gli abbracci e i baci, poi giochi, calcio balilla e altre attività nel cortile della casa circondariale

BRINDISI - I cancelli di via Appia, civico 131, si aprono. Si attraversa un primo cortile, poi un corridoio. A sinistra le finestre affacciano su una teoria di panni stesi, tante lenzuola a godersi il sole. A destra c'è la sala colloqui. Oggi non serve. Le mamme e i figli arrivano finalmente all'aperto. E non si capisce più niente. I "ristretti", padri e mariti, abbracciano le compagne e i pargoli. C'è anche qualche adolescente. I baci si sprecano. E anche più di qualche lacrima da parte delle donne. I figli no, sorridono. Non è ancora età per piangere di gioia. Loro, i detenuti, possono apparire alla bisogna truci e freddi quanto si vuole, ma sorridono tutti, indistintamente. E sono emozionati. Dopo le 10 di mercoledì 5 giugno 2024 il cortile della casa circondariale di Brindisi si trasforma in una scena da picnic, ma senza manto erboso per terra. Ci si accontenta del cemento. "Lo abbiamo pulito ieri noi", dicono alcuni "ristretti". "E mica potevamo far venire le nostre compagne e i nostri figli senza aver sistemato tutto".

Calcio balilla nel carcere di Brindisi

Qualche dato, per capire da cosa nascono queste due ore, speciali e di gioia. L'associazione "Bambini senza sbarre" ets ha organizzato l'ottava edizione della "Partita con mamma e papà", l'atteso incontro tra genitori detenuti e i loro figli che apre le porte delle carceri alle famiglie. Quest'anno segna il decennale della firma della "Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti". La "Partita con mamma e papà" è organizzata in collaborazione con il ministero della Giustizia -Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap). Nella casa circondariale di Brindisi Angela Corvino, la referente dell'associazione, ha pensato anche al cibo, ai giochi e a un bel torneo di calcio balilla. Poi, ci sono loro, i volontari: Anna Pinto (associazione Circolare) pensa ai vari giochi, anche d'equilibrio. Alessandro De Virgilio (associazione Street Tango) si occupa del torneo di calcio balilla. E la volontaria "free lance" Silvia Picoco dispensa sorrisi.

I volontari Anna Pinto e Alessandro De Virgilis

Sì, ci sono i colloqui, ma qui è diverso: sembra davvero di poter toccare i palazzi che si affacciano sul cortile, di stare "fuori". E si immagina una giornata come tante, ma sempre "fuori". "Sai cos'è diverso qui dentro? Il tempo. Un giorno qui è diverso, più lungo. Può essere attesa. E l'attesa qui diventa anche qualcosa di brutto". Un altro annuisce: "Io dovrei uscire tra un anno, spero prima, anche perché le mie figlie si stanno facendo grandi. E c'è bisogno della mia figura". Permessi premio? "Il carcere ha dato l'ok, vediamo che dice il tribunale". Vediamo, aspettiamo, speriamo. Almeno per un paio d'ore, oggi, questi verbi possono essere accantonati. Le famiglie riunite chiedono tante foto ricordo. Si baciano, si abbracciano, si stringono. Sono felici. Chi scatta ha una faccia che dall'ebete vira all'imbarazzato. Sì, perché la felicità è contagiosa, ma quelli sono comunque momenti intimi, per quanto alla luce del sole.

Un momento di svago in carcere

E a proposito di sole, il cortile diventa una fornace. Come si fa d'estate? "Eh, come vuoi che si faccia? Coi gavettoni. Bagniamo pure gli asciugamani. Resistiamo così". E dentro fa tanto caldo? "Forse esagero, ma secondo me a 50 gradi a volte arriviamo". Gli agenti della polizia penitenziaria sorvegliano discretamente. E accennano anche loro qualche sorriso. E qualche sfottò al detenuto che si avventura in monociclo. Il tempo passa veloce. Alessandro De Virgilio ha da fare con l'organizzare il torneo di calcio balilla. Qui lo conoscono, alcuni tatuaggi portano la sua "firma". "Alessa', che si vince? Soldi?". Altre famiglie si stendono sul tatami. C'è gente anche di fuori provincia. "Qualche volta, tipo a Pasqua, passiamo qualche ora così, ma è raro. Ben vengano queste iniziative". Il tempo passa, però, è l'ora dei saluti. E degli abbracci. Una bimbetta dai capelli scuri e il visino dolce piange, inconsolabile, non vuole separarsi dal suo papà. Escono i famigliari, poi il cortile verrà lasciato anche dai detenuti. Loro si avviano, devono tornare a fare i conti con il tempo. Almeno queste ore le ricorderanno come diverse. E felici.

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