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"Per tracciare Covid-19 e bloccarne la diffusione ci vuole uno sforzo comune e congiunto"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Consiglio Direttivo del Comeper (Comitato Mesagne per la Ricerca)

MESAGNE - Riceviamo e pubblichiamo una nota del Consiglio Direttivo del Comeper (Comitato Mesagne Per la Ricerca) - Organizzazione di Volontariato a firma di Maria Luisa Sardelli,  Addolorata Marseglia, Divya Pragma Mulla, Giancarlo Colellu, Giancarlos Stellini, Antonio Tamburrano,  Cristina Baglivo, Guido Memo vice presidente e Alessandro Distante, presidente

Visto “il preoccupante picco di contagi che si è registrato negli ultimi giorni, con la presenza di diversi focolai ed i molteplici casi di positività accertati nelle scuole, in alcune realtà produttive e in vari ambiti familiari”, due sindaci del nostro territorio - quello di Mesagne e quello di Erchie – hanno emanato specifiche ordinanze con le seguenti misure: sospensione delle attività didattiche in presenza di tutte le Scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale, comprese le scuole paritarie; sospensione delle attività dei servizi educativi di gestione pubblica (Asilo Nido comunale) e privata presenti sul territorio; chiusura temporanea degli impianti sportivi, campetti di quartiere, aree gioco e aree attrezzate all’interno di parchi, giardini e piazze comunali; chiusura dei distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande, dalle ore 18 alle 05; chiusura di tutti i mercati presenti sul territorio comunale, ad esclusione di chi vende i soli generi alimentari; divieto di stazionamento delle persone dalle ore 5 alle ore 22 nelle aree pubbliche.

Nelle stesse ordinanze si avanzano con forza le seguenti raccomandazioni, rivolte a varie categorie di cittadini:

Titolari/conduttori di punti vendita di generi alimentari e di altri prodotti non alimentari mediante distributori automatici, ubicati sul territorio comunale: procedere più volte al giorno alla sanificazione con prodotti a base di alcol e cloro, delle postazioni e delle apparecchiature in ogni loro componente ed il rispetto puntuale del divieto di assembramento nei pressi delle proprie attività ed il contingentamento degli accessi;

Direzioni degli istituti bancari, finanziari, sedi postali e esercizi commerciali, ubicati sul territorio comunale, che hanno in uso dispositivi Pos e postazioni bancomat: procedere più volte al giorno alla sanificazione con prodotti a base di alcol e cloro, dei dispositivi e delle postazioni bancomat in ogni loro componente; Cittadinanza tutta, recarsi presso gli uffici pubblici e privati solo nei casi strettamente necessari; Associazioni che svolgono attività sportiva agonistica ed ai gestori di attività produttive consentite dai Dpcm osservare  rigorosamente i protocolli di sicurezza anti-Covid. 

I sindaci hanno potuto prendere tali provvedimenti in base al Tu sull’ordinamento degli Enti Locali, il D.lgs 267/00, che “impongono” all’Autorità municipale un ruolo particolare quando ci sono emergenze sanitarie locali. Oltre alle ordinanze, riteniamo che i nostri sindaci possano adottare altri fondamentali provvedimenti per favorire urgentemente il tracciamento dell’epidemia che sta andando fuori controllo. Ma come fare a individuare i contagiati se non chiamando a collaborare le associazioni del territorio, i Laboratori privati e la stessa Asl Brindisi? 

Così i comuni risponderebbero non solo a leggi ordinarie, ma anche alla nostra stessa Costituzione che all’art. 32 dice: “La Repubblica tutela la Salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività”. In più, la riforma sanitaria 833/78 riconosce ciò come un diritto universale e, a soddisfare questo diritto, devono concorrere sia la sanita pubblica che quella privata convenzionata o meno. Infatti, la nostra Costituzione (Art. 41) stabilisce che: “L’iniziativa economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Di fatto, a nostro avviso, i sindaci hanno tutta l’autorità per svolgere un ruolo di promozione, di coordinamento e di persuasione che può essere decisivo nel tutelare la salute delle loro comunità. 

L’emergenza Covid-19 si traduce in fatti: aumenta il numero dei casi contagiati e il numero dei decessi rimane alto. Peraltro, i casi di contagio individuati in queste due città sono soltanto la punta dell'iceberg del carico virale che circola. Con il passaggio della Puglia dalla fase “rossa” (comunque poco rispettata) alla fase arancione o gialla (interpretate dai più come “liberi tutti”) si rischia un ulteriore aumento di contagi. Questi Comuni non sono delle eccezioni, per cui è necessario stanare gli asintomatici ed avviare quanto prima possibile il metodo del “testing & tracing”. Cioè, bisogna sottoporre a tampone due volte alla settimana tutti i lavoratori delle molteplici attività (commercio, uffici, luoghi di incontro, scuole, etc.) che restano aperte al pubblico, indipendentemente dalla colorazione regionale. Rimanendo passivi piuttosto che pro-attivi, si finisce per inseguire il virus senza riuscire a stanarlo nei portatori asintomatici. È lì che si annida e da lì riparte come un fuoco vivo che cova sotto la cenere ad ogni passaggio da zona a zona e da fase a fase. Emblematico, ed amaramente chiaro, è stato il caso invero preoccupante della regione Sardegna dove l’attuale Zona Rossa è il frutto della “illusione bianca” precedente. 

Ma come eseguire il metodo del “testing & tracing” a tappeto per chi è coinvolto nelle attività suddette? Quanti fra cittadini e aziende possono sostenere il costo del Tampone che è fra 20 a 30 euro per il Test rapido e da 60 a 80 euro per il Molecolare?

In vari paesi (ad esempio, Germania, Ungheria, Regno Unito, Francia, etc.) si può fare questo esame a Costo zero, con un “costo politico” o con un rimborso statale. Se tale decisione è ritenuta saggia dai nostri vicini europei, occorre che lo facciano le nostre Istituzioni, il Sistema Sanitario in primis, direttamente o con le strutture convenzionate. La Salute è un bene comune che richiede iniziative coraggiose e concrete. Per questo l’attività di tracciamento deve essere fortemente sollecitata dagli stessi cittadini, singolarmente e con le associazioni del Terzo Settore.

E di certo non esiste una sola misura da intraprendere:  Ci tocca convivere con un simile pericolo e - così come ci difendiamo dall’influenza e da altre malattie (400.000 casi di infezioni Non-covid registrate ogni anno) - bisogna vaccinarsi quanto prima per mitigare, attenuare e contenere i problemi. Al contempo, sapendo di poter contare sul senso di responsabilità e sulla mobilitazione del mondo del Volontariato, Comuni e Asl possono avviare programmi mirati a tracciare l’epidemia ed invitare i cittadini a fare il tampone;

Fare appello a tutti - Laboratori, Medici di famiglia e Asl - ad assumersi le responsabilità di rilevanza sociale per poter  tracciare e bloccare l’epidemia che in alcune città si diffonde ulteriormente, accentuando le caratteristiche di pandemia. 

Così come chiaramente suggerito dai dati scientifici, vari Progetti Comunali di Testing & Tracing porterebbero risultati concreti, evitando tardivi pentimenti. Ciò richiede che il Tampone sia gratuito o almeno al solo prezzo di costo per i cittadini. 

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