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Percorsi di legalità al Giorgi: incontro col maggiore Giovino

Una vasta platea di studenti ha ascoltato l'intervento del comandante della compagnia carabinieri di Brindisi

BRINDISI - In un periodo in cui nel nostro Paese si parla costantemente di sicurezza, soprattutto in termini coercitivi, sono le scuole ad effettuare l’importantissimo lavoro di educazione e prevenzione, per far sì che gli adolescenti di oggi, adulti del domani, crescano con un’etica ed una morale ben solida. E’ soprattutto la costante collaborazione tra le forze dell’ordine e gli istituti scolastici a costituire una metodologia ben strutturata, in grado di coinvolgere la crescita di tutti i ragazzi.

Stamani 9 Gennaio, il maggiore Stefano Giovino, comandante della compagnia carabinieri di Brindisi, ha tenuto presso l’Istituto tecnologico Giorgi l’incontro “Educazione alla Legalità”. La platea degli studenti, composta principalmente da ragazzi del primo anno, coinvolti completamente nei processi di cambiamento adolescenziale, ha potuto seguire il percorso di legalità proposto dal maggiore Giovino, con l’apprendimento delle differenze sostanziali tra il procedimento penale e civile.

La responsabilizzazione è un processo di maturazione fondamentale per i ragazzi, soprattutto dopo i quattordici anni, età in cui per legge diventano in grado di intendere e di volere. “Bullismo e cyberbullismo sono parole ed episodi vietati a scuola”, ha ammonito la preside Maria Luisa Sardelli; premessa necessaria come argine davanti all’utilizzo sconsiderato degli smartphone, da parte soprattutto dei giovani individui che utilizzano questi dispositivi senza comprendere affondo il potenziale lesivo di foto, video e post offensivi condivisi sulla rete.

Ugualmente dannosi, anche se circondati dal fascino del proibito, sono gli effetti delle sostanze stupefacenti, il cui utilizzo è sempre più diffuso anche nella fascia dei ragazzi giovanissimi. L’alterazione mentale data dalle sostanze è alla base di molteplici incidenti stradali e reati, in virtù degli scompensi psicologici a cui gli adolescenti sono maggiormente esposti e vulnerabili.

Sarebbe riduttivo avere la pretesa di educare e guidare le giovani menti con brevi incontri formativi, ma la continua sinergia tra i vari apparati dello Stato fornisce modelli e percorsi positivi che devono costituire il punto di riferimento per ogni adolescente, affinché possa crescere con responsabilità all’interno di una comunità effettivamente attenta alla sua formazione.

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