Petrolchimico e Centrale Enel, lavoratori senza stipendio: sindacati preoccupati

Fim Cisl Taranto Brindisi e Cisal Settore industria, in due note diverse, esprimono preoccupazione e chiedono interventi da parte delle due aziende committenti

BRINDISI – Lavoratori del Petrolchimico e della Centrale Enel Federico II senza stipendio da mesi. Famiglie in difficoltà. Cisal Settore industria, con Claudio Capodieci e Massimo Pagliara e Fim Cisl Taranto Brindisi, con Michele Tamburrano, in due note diverse, esprimono preoccupazione e chiedono interventi da parte delle due aziende committenti, Versalis ed Enel, oltre che a un tavolo permanente in Prefettura. Da ieri, lunedì 22 luglio, i lavoratori hanno incrociato le braccia davanti ai cancelli del Petrolchimico. 

L’intervento di Michele Tamburrano

Le aziende dell’appalto del polo chimico e di quello energetico sono oramai al tracollo.  I lavoratori continuano a segnalarci il mancato pagamento degli stipendi nelle date previste. Tale modo di fare è diventato consuetudinario. Ritardi su ritardi, che a volte arrivano anche a toccare le sei mensilità di arretrato.

Riscontrando la oggettiva difficoltà che affrontano i lavoratori, come Fim Cisl più volte abbiamo sollecitato le varie aziende, affinché rispettino la regolare corresponsione degli stipendi, con pagamenti da effettuare alle normali date previste. Ad oggi, però, ogni nostro appello è rimasto inascoltato.

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Riteniamo che tale situazione necessiti di un tavolo permanente presso la Prefettura con le due maggiori committenti, quali Enel e Versalis per monitorare e vigilare costantemente la situazione creando così un’anagrafe delle imprese virtuose.

Siamo stanchi di assistere impotenti all’assegnazione di appalti con offerte al ribasso, che mettono in discussione l’occupazione e l’attività delle aziende virtuose. A tutto questo noi non ci stiamo. Servono committenti che rispettano la sicurezza, le leggi e i contratti nazionali di lavoro. Chi opera nella legalità e nel rispetto del Ccnl non può essere penalizzato da quei soggetti che fanno della “offerta economicamente più vantaggiosa” il proprio punto di forza per aggiudicarsi l’appalto, dando poca rilevanza agli aspetti relativi alla tutela della salute, della sicurezza, al pagamento regolare delle retribuzioni e delle contribuzioni, nonchè alla qualità del lavoro.

L’intervento di Cisal Settore industria

La Cisal Settore Industria esprime forte preoccupazione per la situazione dei lavoratori delle ditte appaltatrici presenti nel Petrolchimico di Brindisi,  da mesi purtroppo i dipendenti della ditta metalmeccanica “Tecnogal Service” (subentrata da alcune mesi alla ditta Brigante) non ricevono le proprie spettanze.

Nella giornata odierna (ieri, ndr) i lavoratori ormai esausti dalle prese in giro, pur con grande sofferenza hanno incrociato le braccia tenendosi fuori dai cancelli del proprio cantiere. Nei prossimi giorni stessa sorte potrebbe accadere ai dipendenti della General Construction settore edile, anche loro ormai agli sgoccioli della umana pazienza, considerato che da due mesi non percepiscono regolarmente gli stipendi i buoni pasto e gli straordinari effettuati.
La situazione purtroppo rimane invariata da alcuni  mesi, nonostante le garanzie ricevute e le tante promesse ricevute a vari livelli  dalle stessi committenti, promesse sistematicamente  tradotte in un nulla di fatto per le tasche di questi lavoratori, con conseguenze ben immaginabili.

La gestione di tale situazione risulta probabilmente gravata da un limitato e superficiale controllo delle grandi committenti e dai loro uffici competenti,  che dovrebbero regolarmente effettuare continue verifiche amministrative sui loro appaltatori,  consentendo sicuramente di anticipare ed evitare una crisi ormai sintomatica in cui versa questo settore.
 La Cisal in tempi non sospetti ha sollevato dubbi e perplessità  su questa  situazione,  sollecitando  le varie committenti del gruppo Eni in primis a non sottovalutare quanto accadeva, oggi  con il passare del tempo purtroppo la situazione diventa sempre più incandescente e difficile da gestire. L’auspicio che nei prossimi giorni si faccia chiarezza su questo argomento, al fine di garantire in maniera definitiva quanto dovuto a queste maestranze.

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