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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Pnrr, pioggia di milioni di euro per il Brindisino: "Ma i progetti sono allo stato embrionale"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Angelo Contessa – presidente Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Brindisi sui finanziamenti pubblici di cui beneficeranno alcuni Comuni del Brindisino, capoluogo compreso

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota di Angelo Contessa – presidente Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Brindisi sui finanziamenti pubblici di cui beneficeranno alcuni Comuni del Brindisino, capoluogo compreso. 

Per molti comuni il 31 dicembre 2021 sarà una data da ricordare. Una pioggia di milioni di finanziamenti pubblici per cambiare il volto delle nostre città. Anche in Puglia tutti felici (e come non esserlo) visto che dal Pnrr sono in arrivo ben 392 milioni di euro per rigenerare le nostre città.

Un ruolo di primo piano è spettato alla città di Brindisi che brinda con ben 40 milioni di euro di finanziamenti. E la stessa soddisfazione si avverte anche in altre realtà della provincia (a Fasano 5 milioni di euro, a Mesagne 5 milioni, a Francavilla Fontana 3,8 milioni, tanto per citarne alcune). Tutte opere da collaudare entro marzo 2026, ossia in 1550 giorni circa, ed il monitoraggio (che ci impone il rispetto dei tempi) è già partito dal primo gennaio 2022.

In un paese normale, oltre ad essere soddisfatti, si sarebbe stilato immediatamente un cronoprogramma, con la consapevolezza che si è già ritardo.  Si, in ritardo perché mentre si gioisce con grande enfasi sui giornali e sui social per i finanziamenti ottenuti, non si racconta ai cittadini che i progetti sono a malapena allo stato embrionale, forse da assimilare ad un semplice studio di fattibilità.

Basta leggere le preoccupazioni del presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni Italiani) Antonio Decaro o andare nei corridoi degli uffici tecnici dei nostri comuni  per avere il termometro della situazione. Se azzardiamo a dire che ad oggi, per il 100 per cento dei finanziamenti, non esistono progetti definitivi/esecutivi e quindi cantierabili, purtroppo siamo certi di non dire qualcosa lontano dalla realtà.

Serve una progettazione Bim (Building Information Modeling) in cui ad ogni linea disegnata corrisponde una lavorazione con relativo materiale e quindi una definizione numerica, economica e della tempistica reale dell’intervento. Basta cartoni animati illusori che vengono fuori dai rendering che a malapena danno idea dell’opera ma non mettono nelle condizioni i capi cantieri di dare disposizioni ai lavoratori o gli uffici acquisti delle imprese di comprare i materiali per tempo. 

Il cantiere moderno, infatti, è un vero e proprio assemblaggio di materiali e tecnologia e non può essere realizzato con progetti redatti in fretta e furia, spesso con il sistema del “copia ed incolla”. È innegabile che la Pubblica Amministrazione non ha una adeguata capacità progettuale, per carenza atavica di personale, e quindi vi è un deficit assoluto di progetti esecutivi.

Pertanto, ad oggi non è neanche ipotizzabile la tipologia di gara da espletare, poiché la stessa dipende dal grado di progettazione. La cosa ancora più grave è che i progetti che si stanno redigendo avranno dei quadri economici con dei prezziari disallineati dagli attuali prezzi di mercato. Serve l’intervento del legislatore poiché la soluzione del problema non può essere demandata alle stazioni appaltanti che non hanno strumenti idonei di intervento.

Come sistema-Ance pensiamo che oggi l’unica via d’uscita sia da ricercarsi nel decreto sblocca-cantieri e nel decreto semplificazioni-bis che hanno reso nuovamente ammissibile il ricorso sia all'appalto integrato semplice che all'appalto integrato complesso. In sintesi, vi è la possibilità per la stazione appaltante, priva di progetti esecutivi, di poter mandare in gara un livello di progettazione definitivo e/o di fattibilità e, a seconda dei casi, chiedere ai partecipanti/aggiudicatari di rendere esecutivo il relativo progetto.

Sarebbe un sistema efficace per passare dalla politica degli annunci a quella dei fatti concreti e delle opere realizzate. Ecco perché è arrivato il momento di aprire i cantieri ed eseguire i lavori. Bisogna fare in fretta perché siamo in ritardo e le imprese non vogliono rappresentare, ancora una volta, l’agnello sacrificale a cui addossare la responsabilità del fallimento del Pnrr.

Certo, anche noi imprese dovremo compiere dei passi in avanti, ricostruendo e professionalizzando i management aziendali, adeguandoli alle accresciute esigenze in termini di corretta esecuzione delle procedure e nei tempi prestabiliti. L’Ance, anche da questo punto di vista, è pronta ad offrire il proprio contributo a vantaggio delle imprese associate e nel rapporto con le stazioni appaltanti da cui attendiamo, nei modi che riterranno più opportuni, l’avvio di una fase di confronto. Ma questa volta, più di quanto accaduto in passato, è necessario far presto.

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