Lunedì, 20 Settembre 2021
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Porto di Brindisi: istituita la zona franca doganale in aree Enel

E' nella parte retrostante la banchina di Costa Morena. Lavoro congiunto di AdSpmam, Adm ed Enel per sostenere i livelli occupazionali durante la transizione energetica

BRINDISI - Il direttore generale dell’agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) Marcello Minenna ha approvato la perimetrazione della zona franca doganale interclusa (Zfd) di Brindisi, situata nella zona industriale retro portuale, in alcune aree di Brindisi nord retrostanti la banchina di Costa Morena, come candidata dal comitato di indirizzo della zona economica speciale (Zes) adriatica. Si conclude così il lavoro sinergico svolto da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed Enel per l’istituzione, dopo Capobianco, della seconda zona franca doganale a Brindisi, in un’area di circa 200mila metri quadrati, già infrastrutturata e pronta per ricevere nuovi investimenti produttivi che sostengano i livelli occupazionali dell’indotto, creando ulteriori opportunità di crescita e di sviluppo.

Sono stati individuati ampi spazi strategici non più utili all’attuale configurazione energetica, funzionali alla realizzazione di attività di deposito e logistiche nell’ambito della Zfd. Un processo ispirato a principi di sostenibilità che non comporterà alcun impatto ambientale, atteso che saranno convertite a nuova vita strutture già esistenti, e che valorizzerà competenze e asset già attivi e proficui, applicando i principi cardine dell’economia circolare. “Disporre di una zona franca in area portuale è una opportunità fondamentale per gli operatori
economici, - commenta il presidente di AdSp Mam Ugo Patroni Griffi - non solo è possibile differire il momento impositivo doganale, ma anche gestire in sospensione di imposta la filiera logistica. Siamo riusciti ad includere nella zona franca doganale aree estese e inutilizzate quali Capobianco e Costa Morena, decuplicando significativamente l’attrattività dello scalo brindisino. Non solo. Sostituendo
l’industria con l’industria riusciamo a sostenere fortemente l’occupazione, evitando la perdita di risorse, e a rilanciare l’economia del porto di Brindisi, cogliendo a pieno le opportunità offerte dalla transizione energetica”.

“Le amministrazioni dello Stato devono fare sistema per valorizzare al massimo il sistema portuale nazionale, mettendolo in connessione con la rete di trasporto ferroviario e gli assi logistici intermodali europei e transeuropei”, commenta il direttore generale di Adm Marcello Minenna, “Ciò significa anche rendere le nostre infrastrutture attrattive di nuovi investimenti produttivi, selezionati dal mercato anche per la loro sostenibilità energetica e ambientale. Adm accompagna i comitati di indirizzo delle Zes e le Autorità di Sistema Portuale in questo processo di miglioramento congiunto, che investe in primo luogo i porti ma che, in realtà, riguarda l’intero sistema logistico e produttivo
nazionale”.

“Solo il radicamento e la conoscenza delle realtà locali consente di promuovere e realizzare una collaborazione così concreta tra amministrazioni pubbliche e operatori economici, capace di incidere positivamente sul tessuto produttivo territoriale”, dichiara il direttore territoriale Adm Puglia, Molise e Basilicata, Marco Cutaia.

Mauro D'Attis (Forza Italia): "E' la strada giusta per rilanciare il porto"

“Si tratta di una decisione che va nella direzione del rilancio del porto di Brindisi – afferma il parlamentare brindisino Mauro D’Attis – e che favorisce la nascita di nuovi investimenti per la realizzazione di opere infrastrutturali in grado di aumentare la competitività dello scalo sui mercati internazionali. Tra l’altro, è da sottolineare l’importanza del lavoro svolto dall’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale con l’Agenzia delle Dogane e con l’Enel, proprietaria delle aree attualmente impiegate per la movimentazione del carbone e che in un futuro prossimo, nell’ambito del processo di decarbonizzazione, si renderanno disponibili per un utilizzo alternativo in ambito logistico”.

Mauro Vizzino (consigliere regionale): "Si lavori per un'idea concreta di sviluppo"

"La decisione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rappresenta una ottima notizia perché va nella direzione dello sviluppo del territorio ed aumenta la capacità del porto di attrarre nuovi traffici. E’ positivo anche il fatto che sia impegnata in prima battuta anche una grande realtà produttiva come l’Enel attraverso la disponibilità delle proprie aree e delle strutture attualmente impiegate per la movimentazione del carbone. La transizione energetica, però, richiede ben altro per evitare che sul territorio brindisino ricadano le conseguenze della decarbonizzazione, soprattutto in termino occupazionali. Oggi più che mai, pertanto, occorre che la provincia di Brindisi disponga di una cabina di regia, capace di interloquire con regione e governo nazionale e soprattutto in grado di saper proporre quest’area a possibili investitori internazionali. Il tutto, attraverso la definizione di un modello di sviluppo che parta dalle realtà industriali esistenti per individuare ogni possibile forma di crescita. Farsi trovare impreparati a questo appuntamento significherebbe scomparire dall’agenda degli investimenti, anche in prospettiva della definizione del Recovery Fund e delle ricadute su ciascun territorio. Ecco perché bisogna far presto, mettendo da parte sterili polemiche e abbattendo il muro dei veti incrociati che già tanti danni ha procurato alla nostra provincia. Procedere in ordine sparso per l’ennesima volta, infatti, significherebbe presentare un pessimo biglietto da visita anche all’attuale governo, con inevitabili conseguenze negative. Proprio per questo, dichiaro sin d’ora la mia piena disponibilità a svolgere una azione di stimolo nei confronti della Regione Puglia, sulla base di ciò che si deciderà a livello territoriale", ha dichiarato Mauro Vizzino, presidente della commissione sanità della Regione Puglia. 
 

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