Domenica, 14 Luglio 2024
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Potenziamento consultori familiari, Fp Cgil richiede incontro alla Asl

È necessario restituire a questi spazi il loro ruolo centrale di presidio della salute pubblica, realizzando alcuni obiettivi: garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea), predisporre investimenti

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Funzione Pubblica Cgil, a firma della segretaria provinciale Chiara Cleopazzo, sul potenziamento dei consultori familiari. La sigla sindacale richiede un incontro con i vertici della Asl Brindisi.

La nota

In questi anni, anche dopo aver affrontato l’emergenza pandemica da covid19, si è ancor di più consolidata nel nostro territorio la consapevolezza di potenziare i consultori familiari nell’ottica di disporre una rete integrata a tutela della salute della Donna, del Bambino e della Coppia e Famiglia.

È necessario, quindi, aprire uno specifico focus sui Consultori Famigliari con l’obiettivo di identificare buone pratiche e idonei modelli organizzativi per promuovere una rivalutazione del loro ruolo, a cominciare dalla pedissequa applicazione della legge n. 194, rispetto alla decisione antistorica intraprese dall’attuale governo di favorire la presenza delle associazioni antiabortiste nei consultori con la chiara finalità ideologica di attaccare la libertà di autodeterminazione delle Donne rispetto alla maternità con i continui tentativi di colpevolizzare le stesse.

Questo vuol dire però che la Asl Brindisi deve intervenire per affrontare e risolvere la situazione nella quale si trovano da molti anni i consultori sul nostro territorio: gravi insufficienze strutturali e carenze di personale. 

In moltissimi casi il buon funzionamento è affidato alla professionalità e alla buona volontà delle Lavoratrici e dei Lavoratori che operano con carichi di lavoro esorbitanti e credono nel servizio pubblico.

L’attuale situazione socio economica in cui versa il nostro territorio richiede un notevole impegno dei Consultori Familiari anche per la prevenzione dei fenomeni di allarme sociale attraverso modelli di integrazione funzionale con altri servizi territoriali per realizzare un lavoro di rete sinergico utile al potenziamento di azioni a sostegno del diffuso disagio presente sul territorio.

Dunque, è necessario partire da una giusta analisi perché i bisogni che in quasi 50 anni fa hanno sollecitato la nascita dei consultori sono ancora ben presenti, e altri bisogni, dovuti ai cambiamenti sociali, demografici e culturali intervenuti negli anni, si sono aggiunti e ne reclamano il giusto potenziamento.

Per questi motivi, come già da tempo rivendichiamo, occorre restituire ai consultori il loro ruolo centrale di presidio della salute pubblica, realizzando i seguenti obiettivi:

- Garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea), riferiti all’assistenza sociosanitaria ai minori, alle donne di tutte l’età, alle coppie, alle famiglie, e quindi ai consultori, con standard e indicatori definiti per verificare il rispetto degli adempimenti previsti, definire Lep sociali senza i quali non ci può essere vera integrazione.

- Predisporre un Piano straordinario di investimenti su tutti i consultori della Provincia, per garantire tutte le funzioni e attività prevista per legge ad essi attribuite;

- Programmare e sostenere piani assunzionali mirati, riferite alle figure professionali necessarie per garantire per garantire le equipe multidisciplinari e tutte le funzioni e attività attribuite ai consultori comprese le figure professionali necessarie ad affrontare tutti i temi legati alla salute sessuale e riproduttiva, in una ottica di inclusione delle diverse identità di genere e dei diversi orientamenti sessuali, delle donne migranti, delle persona disabili;

- Garantire gratuitamente la giusta fruizione gratuita dei contraccettivi; Garantire il pieno rispetto della legge n. 194/1978 e la piena attuazione delle linee di indirizzo del Ministero della Salute sulla interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico; garantire a tutte le Donne, in tempi certi, la possibilità di accedere alla Ivg farmacologica, anche in regime ambulatoriale;

- Intervenire per superare ora e per il futuro la presenza di obiettori, anche nei conmsultori, ricorrendo a tutti gli strumenti necessari, anche attraverso percorsi di reclutamento e contratti ad hoc;

- Istituire un tavolo di monitoraggio, aperto a tutti i livelli istituzionali e sociali rappresentativi, sull’attuazione delle Linee di indirizzo del Ministero della Salute sul ricorso all’aborto farmacologico, nonché sulla eventuale presenza di personale obiettore di coscienza dettagliata per ogni struttura ospedaliera e ogni consultorio; anche a tal fine si chiede il superamento dell’anonimato nel dato fornito nel rapporto annuale per gli ospedali  che hanno un rapporto IVG/ginecologo sopra la media;

Infine, riteniamo importanti e significative le dichiarazioni espresse anche dalla regione Puglia di voler impedire la presenza di associazioni e movimenti antiabortisti all’interno dei consultori 

Dunque, attendiamo che la Asl Brindisi convochi - come già sottolineato – le parti sociali e le Istituzioni interessate per entrare nel merito dei problemi rappresentati allo scopo di rilanciare e dare futuro ai Consultori Familiari, in un’ottica di valorizzazione della tutela e promozione della salute.

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