Virus, emergenza socio-sanitaria: il prefetto istituisce una cabina di regia

Confronto in video conferenza fra i segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e il prefetto di Brindis, Guidato

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato a firma dei segretari della Spi Cgil, Michela Almiento, e della Fp Cgil di Brindisi, Pancrazio Tedesco, riguardo a una videoconferenza con il prefetto di Brindisi, Umberto Guidato, sull'emergenza socio-sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19. 

Nella videoconferenza tenuta ieri, 30 marzo, dal Prefetto di Brindisi, U.Guidato, con i Segretari Generali Confederali territoriali di Cgil, Cisl e Uil, per le problematiche relative alla gestione dell’emergenza derivante dall’epidemia da Covid-19 sul versante occupazionale e della sicurezza nei luoghi di lavoro, su richiesta delle stesse Segreterie Confederali, abbiamo appreso con soddisfazione che il Prefetto ha dato la disponibilità ad attivare una cabina di regia specifica per affrontare gli aspetti relativi all’emergenza sanitaria, socio-sanitaria, socio-assistenziale e di sostegno alle persone in grave disagio economico. 

La gravità della situazione, a nostro avviso infatti, necessita di un coordinamento da parte dell’Ufficio del Governo Territoriale, al fine di trovare concretezza d’azione in un percorso condiviso dai diversi Soggetti Istituzionali responsabili: Protezione Civile, Asl, Ambiti Territoriali, Comuni, supportati dalla rete dell’Associazionismo e del Volontariato, in un confronto costruttivo con le Organizzazioni Sindacali. La maggiore difficoltà è coniugare l’applicazione delle diverse disposizioni normative e le relative note emanate dal Governo, fino all’ultimo Dpcm relativo agli aiuti alimentari, con le gravi problematiche che nella provincia di Brindisi ancora oggi registriamo e che, di seguito, evidenziamo. 

Persistono gravi criticità nel sistema sanitario, non ancora pronto a reggere l’eventuale picco dell’epidemia: mancano i Dpi per tutto il personale per consentire di lavorare in sicurezza, il necessario numero di posti letto di terapia intensiva, non si riesce nella nostra Asl a esaminare i tamponi in numero sufficiente, mancano i macchinari necessari sia per la diagnostica sia per la cura, al fine di poter garantire a ogni persona la pronta e dovuta assistenza nell’affrontare la malattia e, nel contempo, mettere in campo ogni azione di contenimento del diffondersi del virus. 

Non si riesce a garantire, la domiciliarità dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali a tutte le persone beneficiarie: anziani, anziani non autosufficienti e persone disabili;la sospensione dei servizi sociali, attuata dai Comuni, e la chiusura delle strutture semiresidenziali, deliberata dalla Regione, per la necessità di tutelare personale e utenti per la mancanza dei DPI, ha creato disagi a molti utenti, bisogna, invece, trovare in forme alternative di attività la possibilità di garanzia di continuità dei servizi, come previsto anche dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 27 marzo scorso, che, riprendendo gli artt. 47 e 48 del DL n.18 del 17 marzo 2020, ribadisce, in ogni caso, che vada assicurata “la tutela sanitaria degli operatori e degli stessi beneficiari”, ma a tutt’oggi non è chiaro cosa effettivamente gli Ambiti Territoriali stiano riuscendo ad attuare al fine di garantire le prestazioni essenziali. 

Nutriamo forte preoccupazione per tutte le strutture residenziali per anziani (Rsa Case di riposo…) esistenti nella nostra provincia, considerata la fragilità sanitaria degli ospiti, alla luce di casi già conclamati di strutture, in Italia e in regione, che sono diventati veri focolai epidemici, in cui si sono registrati casi positivi al Coronavirus tra il personale, e numerosi decessi tra gli anziani. Nello specifico, inoltre, richiamiamo l’attenzione sull’Istituto di Riabilitazione ad Alta Specialità “San Raffaele” di Ceglie Messapica, in cui sono risultati positivi al covid-19 diversi operatori, e c’è quindi urgenza di intervenire a tutela dei ricoverati e del resto di tutto il personale interessato. 

E’ scoppiata una vera emergenza sociale a seguito della sospensione di tante attività lavorative non essenziali che costituivano l’unica fonte di reddito per tanti lavoratrici e lavoratori precari e per quelle famiglie che vivevano già in stato di povertà, o le persone senza fissa dimora, per cui c’è assoluto bisogno di luoghi di accoglienza e di un rafforzamento della fornitura dei pasti. Così come va garantita la consegna a domicilio di beni di prima necessità a tutte le persone fragili: anziani, non autosufficienti e disabili, costruendo una rete per la consegna della spesa o di pasti, e/o dei farmaci. Non è chiaro quali siano le Amministrazioni che stanno gestendo tali servizi o se c’è stata una totale delega alle associazioni di volontariato o alla Croce Rossa. Alla luce dell’ultimo Dpcm che finanzia direttamente i Comuni per gli aiuti alimentari, diventa urgente la conoscenza di quale sia l’attuale situazione a livello provinciale. 

Altrettanta attenzione va posta nel rafforzamento delle misure di sostegno psicologico delle persone che stanno affrontando in solitudine le vicende drammatiche di questi giorni, con la presa in carico da parte dei servizi sociali, per via telematica o telefonica, così come serve rafforzare le misure di protezione di donne e minori contro la violenza domestica.  Sappiamo che Cgil, Cisl, Uil, a livello regionale stanno lavorando sia con il Dipartimento alla Salute sia con l’Assessorato al Welfare per la definizione di un protocollo d’intesa tra le parti al fine di tracciare linee d’indirizzo regionali sui temi sopra esposti, che portino a un’uniformità di interventi nelle diverse realtà territoriali. 

Nel frattempo, considerato il carattere d’urgenza dei problemi sia sanitari, sia sociali, sia di sicurezza pubblica, che interessano, sul piano della tutela, i cittadini del nostro territorio, siamo convinti che l’azione proattiva che, nel merito, può svolgere S.E. il Prefetto, in qualità di Rappresentante Territoriale del Governo, risulterà di grande utilità.

La nota congiunta di Cgil. Cisl, Uil

L'incontro col Prefetto è stato proficuo. Il dottor Guidato ha recepito le nostre istanze e ha intercettato le nostre preoccupazioni: l'applicazione del Dpcm, l’applicazione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 in tutti gli ambienti di Lavoro essenziali, la questione sanitaria, i numeri dell'emergenza, il ruolo delle politiche sociali in questa delicata fase e in quella, altrettanto delicata, che seguirà hanno bisogno di una presa in carico territoriale della gestione delle diverse problematiche per garantire i diritti dei cittadini.

Per questo abbiamo chiesto l'istituzione di due cabine di regia che si occupino delle questioni prioritarie determinate dall'attuale situazione: a questi tavoli dovranno sedersi tutti gli attori che ricoprono un ruolo in questa emergenza, Prefettura, Comuni, Asl. 
Sul primo tavolo finiranno i settori industriali e produttivi del territorio, con i controlli del Dpcm.

La condivisione, la diffusione e l'analisi dei numeri della pandemia in corso per studiarli e capire come meglio contrastare la diffusione del virus, le misure da mettere in campo per rendere il sistema sanitario pubblico locale nelle migliori condizioni di azione, senza dimenticare il plotone della prima linea, gli operatori sanitari, ancor colpevolmente non adeguatamente protetto per combattere un nemico tanto insidioso.

Sul secondo, invece, si discuterà degli interventi di monitoraggio delle situazioni sociali ad alto rischio, per intervenire tempestivamente lì dove le cose stanno precipitando, dove le fasce deboli e fragili della società stanno già accusando pesantemente i colpi che l'emergenza sta infliggendo, con gli anziani e i non autosufficienti in prima fila.  In questo contesto si incaselleranno, anche nella cabina di regia, come da indicazioni del Ministero dell’Interno con le organizzazioni sindacali Territoriali, alle Prefetture, le giuste interlocuzioni e il monitoraggio delle istanze di prosecuzione delle attività produttive pervenute e che sono in istruttoria al fine di essere valutate se ricorrono i presupposti di attività di prima utilità ed essenziali.

Sono state già oltre 360 le domande presentate da altrettante aziende che chiedono svolgere l'attività in deroga al Dpcem 15 autorizzazioni sono state concesse, a dimostrazione che, ove possibile, in base alle disposizioni varate dal governo in accordo coi sindacati, c'è la disponibilità a sostenere la ripresa economica e il lavoro, seppur con la massima attenzione e sicurezza rispettando fermamente le disposizioni dei Dpcm e protocolli. 
 

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