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Premio produttività: rigettato ricorso presentato da Comune nei confronti di dipendenti

Sei dipendenti comunali avevano ottenuto il decreto ingiuntivo per ricevere il pagamento di circa 1600 euro a titolo di compenso per la produttività individuale relativa all’anno 2015

SAN PIETRO VERNOTICO - Rigettato il ricorso presentato dal Comune di San Pietro Vernotico nei confronti di una dipendente che aveva ottenuto il decreto ingiuntivo per ricevere il pagamento di 1640 euro a titolo di compenso per la produttività individuale relativa all’anno 2015. L’ultima udienza si è svolta il 25 novembre scorso davanti al giudice del lavoro Piero Primiceri che ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato, confermando il decreto ingiuntivo e condannando il Comune al rimborso delle spese legali, liquidate in 1100 euro. 

L’Ente locale aveva “eccepito la nullità della clausola contrattuale assunta in sede di contrattazione decentrata integrativa del 21.1,2016 e l’inammissibilità del ricorso per decreto ingiuntivo atteso che la determina n.449 del 14.11.2016 era stata revocata in autotutela, concludendo per la revoca del decreto ingiuntivo opposto”. 

Costituitasi in giudizio la dipendente comunale rappresentata dall’avvocato Emilia Aversa (sindacato Cisl), “ha diffusamente contestato le avverse argomentazioni, eccependo preliminarmente l’inammissibilità della domanda di nullità della clausola del contratto collettivo integrativo perché non proposta in via riconvenzionale e concludendo nel merito del ricorso rigettato”. 

Durante la causa il Comune ha dato atto di aver raggiunto un accordo e di aver proceduto al pagamento della produttività per l’anni 2015. La parte opposta ha rilevato che l’accordo non è stato integralmente eseguito. 

Il giudice del lavoro appellandosi al quadro normativo che disciplina l’utilizzo delle risorse per le politiche di sviluppo delle risorse umane per la produttività (nella sentenza sono riportate tutte le motivazioni) non ha accolto il ricorso. 

Sentenza simile per altri cinque dipendenti comunali che hanno richiesto lo stesso riconoscimento, alcuni sono rappresentati dai sindacati Csa (avvocato Caniglia) e Cisl (avvocato Aversa). Per ognuno il Comune è stato condannato a pagare le spese processuali. 

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