Mesagne, presentato il “Dossier statistico immigrazione 2019”

I dati parlano chiaro: i migranti in Italia diminuiscono. Da almeno sei anni la popolazione straniera non è in espansione

MESAGNE- Nel contesto dell’Unione Europea, l’Italia con 5.255.503 residenti stranieri si colloca al terzo posto dopo la Germania, con 9.700.000, e il Regno Unito con 6.300.000 e tra l’estate 2018 e 2019 il numero dei richiedenti asilo arrivati via mare è crollato di oltre l’80% rispetto al 2017: sono questi i dati comunicati dal “Dossier Statistico Immigrazione 2019”, il rapporto socio-statistico che ogni anno presenta e analizza il panorama migratorio europeo, italiano e regionale, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos in partenariato con il Centro Studi e Rivista Confronti, cofinanziato dall’Otto per mille della Chiesa Valdese.

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Si è svolta nell’auditorium del Castello Normanno - svevo la presentazione del “Dossier Statistico Immigrazione 2019”, organizzata dall’associazione Mesagne Bene Comune, giunta alla 29esima edizione. A moderare la serata Brunilda Tahirllari (associazione Camera a Sud)mediatrice linguistica e interculturale del progetto Fari che ha dialogato con Antonio Ciniero, docente di sociologia delle migrazioni Università del Salento, l’avvocata Cir Puglia Donatella Tanzariello, Drissa Kone, Rappresentante della comunità africana e Gennaro Avallone, docente di sociologia Università di Salerno.

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L’incontro di presentazione del Dossier si è aperto con il video che riassume i contenuti del Dossier statistico, realizzato da Vibes-Radio Beckwith. I dati del Dossier confermano che, avendo spesso maturato una storia di insediamento e radicamento pluridecennale in Italia, i cittadini immigrati costituiscono una parte integrante del tessuto sociale, culturale, produttivo e occupazionale del paese, sebbene, a causa di una lunga e progressiva sovraesposizione politica, mediatica e sociale, essi siano ingiustamente considerati come causa di molti problemi e disfunzioni endemici e strutturali al sistema paese.

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Migranti arrivati via mare

Nel corso 2018 i migranti giunti via mare sono stati appena 23.370, numero crollato di oltre l’80% rispetto al 2017 per ridursi nei primi nove mesi del 2019 addirittura a soli 7.700 casi. Si tratta di una cifra inferiore cinque volte ai 39mila che nel frattempo sono giunti in Grecia e di circa due volte e mezza ai 19mila approdati in Spagna.

Questo crollo numero di arrivi via mare è stato ottenuto al prezzo di un elevato numero di morti o fermati dalla guardia costiera libica che Italia e UE finanziano appositamente e da questa riportati nei campi di detenzione del Paese nord africano dove sono tornati a subire violenze e torture ampiamente documentate, oppure annegati lungo la rotta del Mediterraneo Occidentale, ancora  la più letale al mondo con più di 25mila morti o dispersi accertati dal 2000 a oggi.

Solo nel 2018 lungo il tratto di mare italo-libico l’Organizzazione mondiale delle Migrazioni ne ha contati più di 1300 per un rapporto di uno ogni 35 rispetto a quelli che hanno tentato la traversata. Sono diminuiti sensibilmente anche i minori stranieri non accompagnati approdati via mare. Nel 2018 sono stati poco più di 3500, ma la loro incidenza sull’insieme dei migranti arrivati attraverso il Mediterraneo è rimasta significativa  essendo pari a più di un settimo del totale.

Stranieri in Italia non comunitari

Oltre al calo dei migranti sbarcati, il quadro dei flussi verso l’Italia resta anche condizionato dalla sostanziale chiusura ormai da diversi anni dei canali regolari di ingresso per gli stranieri non comunitari che dall’Estero intendono inserirsi nel Paese come lavoratori. Le relative quote annuali continuano a riguardare quasi esclusivamente o lavoratori stagionali o stranieri già presenti che intendono convertire il motivo del loro permesso di soggiorno. Anche per queste ragioni è da almeno sei anni che la popolazione straniera in Italia  cresce a ritmi molto contenuti, considerando anche il bilanciamento dato dalle 112.500 acquisizioni di cittadinanza Italiana.

Residenti stranieri

Nel 2018 il numero dei residenti stranieri è aumentato fisiologicamente di appena il 2,2% giungendo a 5.255.000 persone pari all’8,7% di tutti gli abitanti del Paese. Se poi si considerano i soli soggiornanti non comunitari il numero è praticamente statico dal 2016, visto che ancora a fine 2018 ammontano a 3.717.000. Una tendenza che stride con l’andamento globale se si pensa che i migranti nel mondo sono arrivati a 272.000.000 a giugno 2019, pari a 1 ogni 30 abitanti della Terra.

Tra questi, quasi 24.000.000 sono rappresentati da rifugiati e richiedenti asilo, a cui si devono aggiungere 41.000.000 di sfollati interni e circa 5.000.000 di altri rifugiati palestinesi sotto una gestione separata delle Nazioni Unite. Nel contesto dell’UE, l’Italia si colloca al terzo posto per numero con 5.255.503 di stranieri residenti dopo la Germania con 9.700.000 e il Regno Unito con 6.300.000. La Germania in particolare si distingue per un ruolo rilevante nell’accoglienza, dal momento che a fine 2018 ospitava 1.100.000 rifugiati e 370.000 richiedenti asilo.

Nuove nascite

Peraltro, in Italia, l’aumento annuo di 111.000 presenze tra i residenti stranieri, hanno contribuito in maniera significativa i 65.400 bambini nati nel corso nel 2018 da coppie straniere, i quali non sono quindi immigrati. Si tratta di un numero che continua a diminuire insieme alle nuove nascite nel loro complesso: 439.000 nel 2018 il livello più basso registrato negli ultimi anni sui quali i neonati stranieri incidono per poco più di un settimo.

Del resto, grazie alla storia dell’immigrazione ormai matura, in Italia ammonta a quasi un 1.500.000 il numero di stranieri che nel corso degli anni hanno acquisito la cittadinanza italiana mentre, tra gli stranieri, quelli nati in Italia, ossia le seconde generazioni in senso stretto, sono già più di un quinto del totale, ovvero circa 1.100.000 persone, che sono straniere solo da un punto di vista giuridico. La metà di costoro, ovvero 131.000 individui è costituita da bambini e giovani che siedono sui banchi di scuola italiani.

Migranti occupati e lavoratori: agricoltura, industria e servizi

A fronte di questi segnali di radicamento restano in ogni caso evidenti le discriminazioni sul piano dell’inserimento sociale e occupazionale, soprattutto in un mercato del lavoro estremamente rigido e segmentato come quello italiano. Tutti i lavoratori stranieri presenti in Italia a fine 2018, costituiscono un decimo di tutti gli occupati del Paese. In ben due casi su tre sono impiegati nel settore dei servizi, oltre un quarto di essi lavora nell’industria e il restante 6,4 % in agricoltura. Per il 63% si tratta di lavoratori che svolgono attività non qualificate o operaie, nelle quali incidono di un terzo e per un settimo.

L’incidenza più alta di lavoratori stranieri si rileva nei servizi domestici dove la loro quota sfiora il 70% e, come noto, riguarda soprattutto donne. Questo comparto infatti assorbe il 42% di tutte le occupate straniere in Italia. A sua volta la componente italiana maschile è occupata per il 43 % nell’industria edilizia, che da sola assorbe un decimo di tutti gli immigrati che lavorano. Ma sono stranieri anche la metà dei venditori ambulanti, facchini, braccianti, manovali e personale non qualificato della ristorazione e, non a caso, oltre un terzo sono sovra istruiti a fronte del 23 % degli italiani.

Retribuzione e Pil

I lavoratori stranieri percepiscono una retribuzione media mensile di poco più di 1000 euro, inferiore di circa un quarto rispetto a quella di 1400 euro degli italiani. Un importo che negli stranieri si abbassa del 25% per le sole donne, e che in un tale contesto l’ambito di lavoro autonomo continua a distinguersi per crescita e per dinamismo. Al lavoro degli immigrati è ascrivibile il 9% del Pil nazionale, una quota quantificabile in 139miliardi di euro.

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Come affermano gli autori “contribuire a una corretta consapevolezza del panorama migratorio italiano, attraverso una lettura ragionata dei dati e delle dinamiche strutturali del fenomeno, continua a costituire la funzione principale del Dossier Statistico Immigrazione, uno strumento conoscitivo che intende porsi al servizio di una società che, senza paure infondate e chiusure preconcette, resti aperta al futuro e all’incontro con gli altri”.

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