Quando Sepulveda venne a Brindisi e si innamorò del porto

Il professor Ettore Catalano ricorda l'incontro pubblico avvenuto con lo scrittore cileno il 20 luglio 2005, all'Archivio di Stato: "Fu una serata meravigliosa"

BRINDISI – Salì in cima alla scalinata Virgilio, guardò il mare e rimase incantato. Fra Luis Sepulveda e la città di Brindisi fu amore a prima vista. Lo scrittore cileno, morto oggi (giovedì 16 aprile) all’età di 70 anni a causa del coronavirus, la sera del 20 luglio 2005 fu il protagonista di un incontro pubblico svoltosi presso l’Archivio di Stato. L’autore de “La frontiera scomparsa”, “Diario di un killer sentimentale” e altri capolavori della letteratura mondiale venne intervistato dallo scrittore Ettore Catalano, che ha insegnato Letteratura Italiana nelle Università degli Studi di Bari e del Salento, in cui è ora professore onorario. 

“All’epoca – racconta il professor Catalano a BrindisiReport - collaboravo da un punto di vista culturale con il sindaco Domenico Mennitti, il quale mi aveva generosamente offerto di organizzare, a titolo del tutto gratuito, degli eventi culturali. Quel mese di luglio era stato celebrato il premio Bari, conosciuto anche come il premio Tatarella, di cui ero giurato. Sepulveda, in quella occasione, ricevette il premio alla carriera. Io gli feci la proposta di venire, qualche giorno dopo, a Brindisi e lui accettò immediatamente, perché le città di mare gli piacevano”. 

Ettore Catalano-2

L’evento del 20 luglio fu indimenticabile. “L’Archivio di Stato – prosegue Ettore Catalano - era strapieno. I brindisini dovrebbero ricordare quella serata, anche perché con un sindaco come Mennitti, di destra, venne uno scrittore che era uno scrittore guerrigliero. Ma l’incontro andò bene perché lo condussi senza fare comizi pro o contro qualcuno. Parlammo di un grande scrittore e inevitabilmente anche della sua vita. Lui ci raccontò del suo impegno politico e delle torture che subì sotto la dittatura cilena. Poi cenammo in un ristorante del centro insieme a Mennitti e ad altre persone. Sepulveda si fece una mangiata di pesce che non finiva più. Da buon cileno, del resto, amava il mare, il pesce ed era anche un buon bevitore. Fu una serata meravigliosa. Sepulveda (in basso in una foto di Aska News) e Mennitti, nonostante avessero idee politiche diametralmente opposte, si abbracciarono”. 

Luis Sepulveda (Aska News)-2

“Una volta finito di cenare – racconta ancora Catalano - lo accompagnai in un hotel del centro. Il giorno dopo lo andai a prendere e gli feci fare un giro della città, portandolo sulla scalinata Virgiliana. Era una giornata stupenda. Lui guardò il mare e disse: ‘Sei fortunato, perché vivi in una città meravigliosa'.  Sepulveda, del resto, era innamorato del mare, se si considera che dopo aver lasciato il Cile visse per un certo periodo nel Sud della Francia e poi andò a vivere a Gijon, nelle Asturie, dove aveva una casa sul litorale. "Rimanemmo in contatto  - dichiara Catalano - per qualche anno. Devo avere anche un libro con la sua dedica. Stamattina, quando ho letto della sua morte, mi sono subito ricordato di quella meravigliosa serata trascorsa a Brindisi”. 

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