"GiustaItalia" e fondi per la ripartenza: richiesta al prefetto

Anche a Brindisi i promotori puntano ad ottenere una cabina di regia per il controllo del flusso di investimenti e appalti

BRINDISI – Anche a Brindisi i promotori dell’iniziativa nazionale “GiustaItalia, che si batte perché la ripresa dopo il lockdown avvenga rispettando i 18 punti cruciali elencati in un manifesto definito “Patto per la ripartenza”, chiedono al prefetto Umberto Guidato la costituzione di una cabina di regia per il controllo della destinazione e del flusso di investimenti in arrivo, per scongiurare casi di corruzione, ingerenze malavitose, ingiustizie, ponendo al centro le fasce deboli, la sanità, le piccole e medie imprese, la formazione. Fanno parte di “GiustaItalia” Libera, Cgil, Cisl, Uil, Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo.

La richiesta al prefetto di Brindisi

"Egregio Sig. Prefetto, come saprà, Cgil, Cisl, Uil, con Libera, Avviso Pubblico, Arci e tante altre Associazioni impegnate su tutto il territorio nazionale nella lotta contro le mafie, hanno sottoscritto il manifesto “GiustaItalia – Patto per la ripartenza” ( documento che alleghiamo alla presente) con 18 proposte che mirano ad uscire dalla cultura dell’emergenza e affermare quella delle regole, applicando bene le norme già esistenti per garantire ai cittadini l’esigibilità dei diritti fondamentali.

La drammaticità della pandemia ha sicuramente insegnato, non solo all’Italia ma a livello mondiale, che in particolare, è da un adeguato sistema sanitario e sistema di welfare che dipende il sistema economico e di sviluppo di un Paese, tant’è che di fronte all’emergenza sanitaria l’unica alternativa possibile è stata il lockdown, e mentre drammaticamente si raggiungevano migliaia di vittime a causa del Covid-19, molti cittadini hanno perso il lavoro, specie se precario o addirittura irregolare, con un aumento vertiginoso delle famiglie in stato di povertà, molti anziani sono stati abbandonati a se stessi senza più garanzie di cura e di assistenza.

Bisogna quindi ripartire cambiando la visione programmatica: mettere al centro le persone e la tutela dei diritti. Le 18 proposte parlano, infatti, di interventi mirati a ridurre la povertà dilagante, a tutelare i più deboli, a garantire lavoro, casa, istruzione, la regolarizzazione dei migranti, e, prioritariamente, il rilancio e il rafforzamento di un sistema di welfare e un sistema sanitario pubblici, che facciano superare le debolezze e le criticità che l’emergenza di questi mesi ha così tragicamente evidenziato, facendo pagare il prezzo più alto alle persone anziane e alle più fragili.

Bisogna, con urgenza, ridurre il gap esistente tra le Regioni in termini di servizi sanitari, sociali, assistenziali, lavorando concretamente per una rete integrata tra presidi ospedalieri e servizi territoriali. Serve riorganizzare completamente la sanità con infrastrutture tecnologicamente avanzate e assumendo in modo stabile tutto il personale necessario.

Per far ripartire l’Italia sappiamo che stanno per essere messe a disposizione ingenti risorse economiche da parte dell’Unione Europea e del Governo, così come si possono utilizzare al meglio quelle ancora disponibili dei PON 2014-2020, in particolare quelle dedicate all’asse Legalità e inclusione sociale. Bisogna fare bene e bisogna fare presto. Ma fare presto non vuol dire deregolamentare.

Nel sistema degli appalti la parola semplificazione non deve “affascinare” e diventare l’alibi per aggirare le norme, ma bisogna applicare gli strumenti già previsti nel codice degli appalti, e abrogare la legge “Sblocca Cantieri”. Ciò che realmente serve è garantire la sicurezza in ogni luogo di lavoro e rafforzare i sistemi di prevenzione e di controllo per impedire alla criminalità organizzata di alimentare i suoi guadagni, anche attraverso la corruzione, infiltrandosi nei diversi settori strategici per la ripresa. È necessario, inoltre, introdurre meccanismi che garantiscano il corretto utilizzo delle risorse assegnate e la tracciabilità dei flussi economici dedicati agli aiuti alle imprese.

Le proposte sono già state presentate in un incontro specifico al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, e alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che hanno dimostrato attenzione e manifestato le stesse preoccupazioni rispetto ai rischi dell’ingerenza delle mafie.

Anche a Brindisi è necessario evitare tali rischi, cercando di imporre il rispetto delle regole in ogni percorso che potrà essere avviato per sfruttare al meglio gli investimenti economici che saranno a disposizione della nostra Provincia.

A tal fine le chiediamo di farsi promotore dell’istituzione di un tavolo territoriale che veda coinvolti gli enti locali, l’Asl, i rappresentanti della Pubblica amministrazione, le parti sindacali e datoriali, del sistema bancario, i rappresentanti della rete dell’antimafia sociale, sottoscrittori del manifesto, al fine di esaminare nel concreto le proposte e arrivare alla definizione di un “Patto territoriale per la ripartenza”. In attesa di riscontro positivo, inviamo distinti saluti."

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In allegato le 18 proposte di "GiustaItalia"

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