"La Bms ha espiantato i primi alberi della Grande foresta orientale"

Il Cobas chiede spiegazioni al Comune su un intervento radicale avvenuto al villaggio San Pietro 2

L'area dove erano stati messi a dimora gli alberi (Ph Salvatore Barbarossa). Sotto, le immagini del 7 febbraio scorso

BRINDISI - Secondo la segnalazione ricevuta dal sindacato Cobas da parte di residenti del Villaggio San Pietro 2 (rione Perrino) le piante di pino, leccio e quercia rimosse da squadre della Brindisi Multiservizi impegnate nella manutenzione del terreno pubblico che si trova in quel sito, fanno parte del lotto di circa 300 alberi donati dall’Arif (l’Agenzia regionale arrività irrigue e forestali), la cui messa a dimora era cominciata il 7 febbraio 2020 con l’intervento degli studenti delle scuole superiori che avevano seguito corsi tenuti in collaborazione con Unisalento, e ovviamente del Comune.

Piantumazione alberi rione Perrino, foresta orientale-2

C’era il sindaco Rossi quella mattina dello scorso febbraio, perché la messa a dimora delle prime piante doveva costituire il primo atto della costituzione di quella “Grande foresta orientale” immaginata dall’assessore all’Urbanistica, Dino Borri, come futura barriera e compensazione ai decenni di impatto industriale subito dalla città. E Per ogni albero si sarebbe anche prelevato un vasetto di terra da consegnare all’Arpa, con le coordinate del prelievo e il nome dello studente, per poi verificare nel tempo con altri prelievi l’effetto di fito-depurazione apportato dalla pianta.

piantumazione alberi perrino 7febb2020-2

Ma ora questo primo germe di “Grande foresta orientale” dice Roberto Aprile del Cobas, non esiste più. “Qualcuno ha detto che erano secchi e nessuno li aveva innaffiati. Per noi rappresenta invece un pessimo esempio di educazione ambientale. Il Comune ha intenzione di piantare migliaia e migliaia di alberi per migliorare la qualità dell'aria in città. Li farà seccare tutti?”, si chiede il Cobas in un comunicato.

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“Chiediamo al Comune, alla Bms, a quale titolo hanno distrutto ciò che era stato piantato come primo esempio di riforestazione cittadina”. Secondo le notizie ricevute dal Cobas, le piante non erano comunque secche. “Cosa diremo a quegli studenti e ai cittadini di San Pietro 2 e di tutta la città per quello che è successo? Attendiamo risposte dalle istituzioni”, conclude Roberto Aprile.

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