"Precari sanità esposti a rischi e senza proroghe del contratto"

Legale di oltre cento operatori socio sanitari del Brindisino denuncia la situazione al primo ministro Giuseppe Conte

BRINDISI – Mentre le altre Asl della Puglia sono orientate alla proroga dei contratti a termine di centinaia di giovani operatori socio sanitari in prima linea per le azioni richieste dall’emergenza coronavirus, quelli della Asl di Brindisi rischiano la cessazione proprio nel corso della fase critica. Lo ha denunciato nella giornata di sabato il segretario della Funzione Pubblica Cgil, pancrazio Tedesco, ma oggi si apprende anche dell’invio al premier Giuseppe Conte di una lunga e circostanziata lettera di una avvocatessa che tutela i diritti di 112 Oss della provincia di Brindisi, in cui si chiede uguale trattamento rispetto agli operatori socio sanitari delle altre aziende sanitarie regionali.

Asl di Brindisi controcorrente

“Adozione di impellenti tutele contrattuali in favore del personale precario Oss in forze presso l’Asl di Brindisi in concomitanza dell’emergenza sanitaria Covid -19”, è infatti l’oggetto dell’istanza trasmessa al presidente del Consiglio dei Ministri dall’avv. Maria Greco del Foro di Lecce, la quale assume ad esempio proprio la decisione dell’azienda sanitaria del capoluogo salentino, che ha deliberato di prorogare al 31 gennaio 2021 i contratti degli Oss in scadenza in questi mesi. Sembrava orientata ad assumere analoga decisione anche la Asl di Brindisi, ma poi la scelta è stata un’altra. Così ricostruisce tale determinazione l’avv. Maria Greco, dopo aver illustrato l’annoso percorso di precarietà di decine di giovani precari dei servizi sanitari della provincia di Brindisi.

Esclusi dalle proroghe dei contratti

La Asl di Brindisi, scrive al primo ministro Conte l’avv. Maria Greco, “al fine di superare le criticità di natura assistenziale che potrebbero determinarsi nella cessazione dei contratti in scadenza nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2020, l’Asl Brindisi con nota del 18 febbraio 2020 disponeva la proroga dei prefati, salvo poi precisare incredibilmente con successiva nota del 20 febbraio 2020 che - in assoluta discontinuità rispetto alle determinazioni precedenti - la proroga in questione avrebbe riguardato esclusivamente il ‘personale infermieristico, tecnico di laboratorio, tecnico di radiologia medica e tecnico della prevenzione’ e quindi con esclusione del personale Oss atteso che le ‘difficoltà di reclutamento’ riguarderebbero solo i profili professionali come precisati”.

Con ciò, prosegue la legale degli oltre cento operatori sociosanitari precari in servizio presso la Asl di Brindisi “è sostanzialmente l’unico a non essere stato inserito all’interno del programma di proroghe dei lavoratori del Comparto Sanità, trovandosi allo stato attuale a prestare la propria opera in forza di contratti con scadenza imminente pur essendo evidentemente più di ogni altro - atteso il ruolo rivestito e la prossimità costantemente richiesta con i pazienti affetti da Covid -19 - gravemente esposti al rischio di contrarre l’infezione”.

Fuori anche dalla graduatoria

“Da ultimo, purtroppo la situazione contrattuale di totale precarietà in cui versano i miei patrocinati è resa ancor più pregiudizievole dall’ultima iniziativa ‘politica’ assunta dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che con modalità del tutto non consone ha disposto in ‘fretta e furia’ l’approvazione e conseguente pubblicazione della graduatoria conseguente al concorso bandito dagli Ospedali Riuniti di Foggia con deliberazione del direttore generale del 10 settembre 2018 finalizzato all’assunzione di personale Oss in numero di 2445 posti”, rileva l’avv. Maria Greco.

“Pur nella consapevolezza dell’urgenza richiesta dalla concomitante emergenza sanitaria legata al Covid-19 si ritiene che, ad ogni buon conto, i miei assistiti ad oggi inspiegabilmente risultati non vincitori in base allo scorrimento della graduatoria de qua siano di fatto destinatari di un trattamento inaccettabile da parte della pubblica amministrazione presso cui prestano la propria opera con abnegazione e spirito di sacrificio per tutte le ragioni innanzi esposte, ritenendo gravemente ingiusto che in favore stessi ad oggi in prima persona impegnati negli ospedali al fianco di pazienti affetti da Covid –19, costretti a turni interminabili di lavoro e in assenza dei necessari presidi anti contagio - in definitiva mettendo a repentaglio la propria salute ed incolumità come pure quella dei loro prossimi congiunti – in ragione della straordinaria emergenza sanitaria che affligge il nostro Paese non sia stato previsto un titolo preferenziale nell’accesso alla stabilizzazione e, comunque, un minimo di tutela anche dal punto di vista contrattuale con l’effetto che i ridetti breve dopo un tale sacrificio (cui pure non si sottraggono) si ritroveranno persino a perdere il lavoro”, conclude l’avvocatessa Greco.

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