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Bilancio di previsione, i sindacati scrivono ai sindaci della provincia

Lettera aperta di Cgil, Cisl e Uil con la richiesta di coinvolgere le organizzazioni per analizzare le voci della spesa sociale

BRINDISI - Lettera aperta di Cgil, Cisl e Uil con la richiesta di coinvolgere le organizzazioni per analizzare le voci della spesa sociale.

Con il decreto sostegni il governo ha accolto la richiesta dell’Anci di una ulteriore  proroga per l’approvazione dei bilanci di previsione 2021 degli enti locali, che è slittata, quindi, al 30 aprile prossimo. Ciò per consentire agli enti di avere maggiore chiarezza rispetto agli aiuti messi in campo in questa fase di straordinaria difficoltà economica legata alla pandemia. Sono previsti infatti ristori per i Comuni a fronte di entrate non registrate, e ristori per le spese sostenute dalle regioni per l’acquisto dei dispositivi di sicurezza individuale e per il trasporto pubblico locale.

E’ chiaro che in una fase così difficile occorre ancora maggiore attenzione da parte delle amministrazioni comunali rispetto alle scelte economiche e politiche che vanno definite in termini di servizi, politiche sociali, ambiente, pressione fiscale, personale, lavoro, guardando ai bisogni di lavoratrici e lavoratori, pensionati, persone disabili o non autosufficienti, minori, e dei tanti nuclei familiari che la crisi sanitaria ha posto in condizione di grave disagio economico e sociale. In quest’ottica, prima di procedere all’approvazione del bilancio di previsione, diventa ancor più necessario un confronto con le rappresentanze  sindacali, con l’obiettivo di orientare al meglio le scelte, un’interlocuzione che  rappresenta un atto di democrazia, nell’ambito di una programmazione partecipata spesse volte dichiarata ma molto poco praticata.

Le segreterie confederali di Cgil, Cisl, Uil, unitamente alle categorie dei pensionati e del pubblico impiego, hanno da tempo chiesto un incontro alle amministrazioni locali per entrare nel merito della definizione del bilancio previsionale 2021, ma nessuno dei Comuni ha finora dato riscontro positivo. E’ vero: la fase è complicata, ma proprio le difficoltà in altre realtà hanno reso più costante la relazione con le parti sociali, attivando una contrattazione territoriale e sociale basata sui bisogni delle comunità di riferimento.

Sarebbe un buona pratica, ad esempio, analizzare le voci della spesa sociale, e quanto ogni singolo Comune mette a disposizione come quota procapite, vista la forte sperequazione territoriale esistente tra nord Italia e zone del Mezzogiorno, con una differenza media di spesa pari a poco più della metà al sud  rispetto a quanto si spende al nord. La pandemia dovrebbe aver insegnato che le priorità d’intervento devono mettere al centro il benessere delle persone, migliorando le condizioni di vita dei territori. L’auspicio è che il mese di proroga ottenuto per l’approvazione del bilancio consenta i dovuti passaggi con le organizzazioni sindacali che, pubblicamente, rinnovano la richiesta di confronto.

Le organizzazioni terrirotiali Cgil, Cisl e Uil
 

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