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La Provincia spende 103mila euro in un anno per misurare la temperatura corporea

Tre dipendenti della Santa Teresa addetti alla misurazione e registrazione dei visitatori. I sindacati: "Dietro il triage un servizio di portierato 'mascherato'"

Immagine di repertorio

BRINDISI – Per rilevare la temperatura dei visitatori degli uffici, la Provincia mette sul piatto 103.700 euro e spicci per poco più di un anno. E' il servizio di “triage” da Covid-19, presso la sede centrale del Palazzo della Provincia in via De Leo 3 e in altre sedi periferiche, qualora ci fosse necessità. E' in vigore dal 23 dicembre scorso e durerà per tutto il 2021. Sono tre le risorse che saranno impiegate per svolgere l'attività di accoglienza e di triage, sono della Santa Teresa, società in house della Provincia stessa. Ogni addetto lavorerà 36 ore settimanali. Mensilmente, per tutti e tre i dipendenti, sarà spesa una cifra pari a 8.441,93 euro. Per due sindacati, Funzione Pubblica Cgil e Csa, esiste un altro problema, ovvero quello del trattamento dei dati sensibili. E la temperatura, un dato sensibile, lo è. 

La determinazione da 103mila euro

Procedendo con ordine: il 23 dicembre la dirigente del Servizio finanziario della Provincia di Brindisi firma la determinazione numero 720. Oggetto: "Emergenza covid-19 – Attivazione servizio di triage presso il palazzo provinciale – Affidamento del servizio alla partecipata Santa Teresa Spa". Poiché la Provincia "non è nelle condizioni organizzative tali da continuare a garantire l'espletamento del servizio in portineria, adeguato alla emergenza Covid-19, con proprio personale in quanto, lo stesso, non riesce a coprire l’intera fascia oraria di apertura dell’Ente", occorre affidare il servizio alla Santa Teresa. 
Tale servizio consiste nell'identificazione dei vari visitatori; nell'acquisizione di un modulo di autocertificazione (di quelli che si usano in era Covid per accedere ai pubblici uffici); misurazione e registrazione della temperatura corporea dei visitatori. Spesa totale: 103.753,16 euro. Nella determinazione viene specificato che due appositi decreti legge del Governo "hanno previsto che, a seguito delle minori entrate da una parte e a una maggiore spesa dall’altra, saranno garantiti dei fondi in favore di quelle Amministrazioni che si troveranno a sostenere, a causa della pandemia in atto, dei costi aggiuntivi, che saranno successivamente rimborsati tramite appositi finanziamenti a livello nazionale".

"In realtà è un servizio di portierato"

Con un documento a firma di Patrizia Stella (Fp Cgil) e Lino Cattolico (Csa) i due sindacati chiedono un incontro urgente al presidente della Provincia. Innanzitutto – spiegano i firmatari – le sigle sindacali non sono state adeguatamente informate, anche perché "l'affidamento del servizio di triage alla Società Santa Teresa 'maschera' in concreto un affidamento ben più ampio che comprende il precedente servizio di portierato". Non solo, le due sigle sindacali ricordano che qui si stanno trattando dati sensibili, dati personali. Che vanno garantiti. E "non risulta che i dipendenti dell’Amministrazione Provinciale – si legge nel documento dei sindacati – abbiamo autorizzato la società Santa Teresa al trattamento dei dati personali". Ancora: nella modulistica è la Provincia di Brindisi ad apparire, non viene specificato che saranno dipendenti della Santa Teresa a trattare i dati.

Un altro punto che lascia perplessi Stella e Cattolico è la competenza del personale adibito al triage: "Sarebbe opportuno chiarire se il personale della Santa Teresa che fino al giorno prima era deputato ad altre mansioni (per esempio pulizie), ha effettuato dei corsi finalizzati ad acquisire le conoscenze utili a effettuare un'attività strettamente deputata al personale sanitario (triage) a meno che il servizio non si concluda solo ed esclusivamente con la misurazione della temperatura". E anche in questo caso, occorre proprio spendere più di 100mila euro per una mansione simile? Non c'è nessuno in Provincia che possa svolgere questo incarico? I due sindacati ricordano infatti che con un decreto del presidente "si è disposta la stabilizzazione di ben 18 Lsu (lavoratori socialmente utili, ndr) nell'ambito dell'Amministrazione provinciale da concludere entro l'anno in corso".

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