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Wedding ed eventi, Lopalco: "Situazione migliore in estate, si lavora per ripartire"

La crisi del comparto è stata oggetto di audizione in commissione regionale alla presenza del presidente di AssoEventi Confindustria, delegato nazionale per la Puglia

Modificare e migliorare il piano sanitario per riorganizzare e far ripartire gli eventi, comprese le cerimonie. E' quanto è stato deciso oggi, giovedì 11 febbraio, al margire della riunione della quarta commissione regionale presieduta da Francesco Paolicelli, alla presenza, anche, del presidente Asso Eventi Confindustria nazionale delegato per la Puglia e dell'assessore alla sanità, Pierluigi Lopalco. Proprio, quest'ultimo, in merito alla programmazione degli eventi ha detto che "è difficile dare delle prospettive sull’andamento della pandemia, ma che sarà sicuramente migliorata la situazione per l’estate prossima anche per effetto delle vaccinazioni e che quindi è disponibile ad incontrare le associazioni del settore per modificare e migliorare il piano per la ripartenza in sicurezza". La seduta è stata convocata su richiesta del consigliere Francesco Ventola (FdI) con l’obiettivo di mettere in campo azioni a livello regionale per permettere ai lavoratori del settore di ripartire in sicurezza, visto l'imminente avvio della nuova stagione facendosi promotori di qualsiasi soluzione utile al sostegno delle aziende in termini economici.

I dati relativi al settore ha evidenziato che l’economia del wedding comprende un indotto a vari cerchi concentrici e si parla di ricavi in Puglia per un miliardo di euro l’anno, per i circa 19mila matrimoni, dei quali il 10 percento di stranieri. Il 2020 è stato un anno devastante per il comparto del wedding, la cui crescita è stata interrotta bruscamente dalla pandemia, con cali del fatturato in Puglia pari al 95 percento e ad oggi è ancora tutto fermo e naturalmente anche i fatturati sono pari a zero.  La forte richiesta di AssoEventi è stata quella di dare quanto prima una identità giuridica definitiva al comparto con un solo codice Ateco, perché si è visto quanto è difficile ottenere risorse e in termini di ristori e di aiuti a fondo perduto, data la moltitudine di codici relativi alle diverse aziende coinvolte nel settore wedding a vario titolo nella organizzazione di una festa nuziale: dal confezionamento di abiti da sposa e da cerimonia ai servizi video e fotografici, dalla produzione di addobbi floreali a quella enogastronomica, dalla organizzazione logistica nelle location per gli eventi nuziali e wedding planner, ai servizi musicali, di noleggio aut e altri mezzi per gli spostamenti degli sposi e degli ospiti, dai servizi di acconciatura e make-up artist specializzati alla produzione e vendita di bomboniere.

Da parte dell’assessore allo sviluppo economico Alessandro Delli Noci è pervenuta, poi, la massima disponibilità alla collaborazione con tutte le parti politiche e sociali per cercare di costruire una strategia risolutiva, nella direzione di poter dare degli aiuti alle aziende fortemente penalizzate. Si sta cercando di recuperare delle risorse da altre misure da cui risultano dei residui. Massima disponibilità è stata espressa da parte di Delli Noci anche al fine di giungere ad una forma di aggregazione dei codici Ateco ricadenti nel settore, affinché si possa dare una forma riconosciuta utile al percepimento di somme che riguardano ristori o quant’altro. A tal proposito l’assessore ha ricordato che una soluzione al problema può derivare dalla costituzione di un distretto del comparto, a cui ha già pensato la consigliera Antonella Laricchia (M5S) con una sua mozione che è all’attenzione del consiglio regionale.

Diverse sono le possibilità che sono emerse dal dibattito sul tema, ad iniziare da quelle rappresentate dal consigliere Ventola, su cui c’è forte convergenza, che riguardano la previsione di concedere aiuti economici, sotto forma di contributi da destinare ai Comuni che dovrebbero venire incontro ai titolari di ristoranti e sale ricevimento, facendoli risparmiare il pagamento della Tari e Imu. Alla luce dell’esigenza nata per capire quali sono stati i motivi che hanno determinato l’esclusione dalla partecipazione delle aziende del settore al bando pubblicato da PugliaPromozione nell’agosto 2020, la commissione si aggiornerà sul punto nelle prossima seduta con l’audizione dell’assessorato al turismo.

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