Puglia, rapporto "Avviso pubblico": aumentano le intimidazioni agli amministratori

In provincia di Brindisi sono otto i casi censiti tra i quali gli attentati all'ex sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, finito sotto scorta

BRINDISI - Tornano ad aumentare gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori, registrati in Puglia da "Avviso Pubblico". Sono 71 i casi censiti nel 2019, in aumento del 20% rispetto al 2018, quando furono 59. Per ritrovare un dato più elevato bisogna risalire al rapporto relativo al 2013, quando furono censiti 75 casi in un anno. Dal 2015 sono complessivamente 313 i casi censiti da "Avviso Pubblico" nella regione. Più di una intimidazione a settimana. A livello nazionale, la Puglia è al secondo posto, prima della Campania (92 casi censiti) e seguita, al terzo posto, dalla Sicilia (66 casi). Di seguito i dati Pugliesi, provincia per provincia. 

Provincia di Brindisi

Otto i casi censiti nella provincia di Brindisi tra i quali gli atti intimidatori perpretati all'ex sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella che hanno interessato l'abitazione e l'automobile con colpi di fucile. Altri atti intimidatori perpetrati nel corso del 2020 hanno spinto la prefettura di Brindisi a dotare Tanzarella di una scorta. 

Provincia di Foggia

E' la provincia più bersagliata del 2019, con 21 casi censiti (+50% rispetto al 2018). Nel capoluogo si segnalano i reiterati atti intimidatori che hanno colpito l’Amministrazione eletta nel mese di giugno: prima le offese al sindaco Landella durante la prima seduta del nuovo consiglio comunale, poi l’incendio dell’auto del consigliere Giuseppe Fatigato e la sassaiola contro l’auto del collega Paolo Citro. Infine vengono distrutti i vetri dell’auto in uso alla moglie dell’assessore Bove, mentre il consigliere Di Fonso viene aggredito da cinque persone dopo aver redarguito un uomo che stava sversando illegalmente dei rifiuti.

Situazione estremamente tesa a Monte Sant’Angelo. In una frazione della cittadina è stata rinvenuta una busta contenente un teschio umano e minacce di morte rivolte al sindaco Pierpaolo D’Arienzo, coordinatore regionale di "Avviso Pubblico", alla sua famiglia e all’assessore al bilancio Generoso Rignanese. Due settimane più tardi, poche ore dopo "Il silenzio non fa per noi", la marcia per la legalità organizzata a seguito delle minacce ricevute, ignoti hanno dato alle fiamme la porta-finestra del municipio. Reiterati atti intimidatori (incendi di auto e minacce verbali ) si sono registrati anche Cerignola e soprattutto Manfredonia, due Comuni che nel corso del 2019 sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. A Peschici è andata a fuoco l’auto del consigliere comunale Jonathan Caputo, oltre a diverse auto utilizzate dal Comune. A San Giovanni Rotondo e Carapelle sono stati incendiati il parco mezzi per la raccolta rifiuti e un centro di smistamento. Ad Orta Nova registrate intimidazioni dirette e indirette per Paolo Borea, presidente del consiglio comunale.

Provincia di Lecce

La provincia di Lecce conferma l’elevato numero di casi (17) già fatto registrare nel 2018. Con 80 atti intimidatori complessivi la provincia risulta essere il territorio più colpito in Puglia dal 2015 ad oggi. A Parabita, Comune sciolto per mafia nel 2017 e già teatro di intimidazioni contro gli amministratori locali nel 2018, si è verificato uno dei casi più gravi con le lettere di minacce ai tre commissari prefettizi, i viceprefetti Andrea Cantadori e Gerardo Quaranta e il dirigente Sebastiano Giangrande. Nel mirino anche Marco Cataldo, presidente delle Officine Cantelmo, nonché ex consigliere comunale di Parabita e candidato sindaco alle elezioni amministrative. Lo stesso Cataldo è stato vittima di un altro atto intimidatorio pochi giorni dopo: tornando da un incontro con i simpatizzanti del suo progetto politico, sul parabrezza della sua auto ha trovato una busta bianca. All’interno c’erano tre cartucce da caccia calibro 12 e un manifesto funebre. Una settimana più tardi Cataldo ha ritirato la propria candidatura.

Un altro candidato alle amministrative è finito nel mirino anche a Morciano di Leuca: una bomba carta e una lettera di minacce sono state recapitate nella casella postale di un avvocato, il candidato sindaco Francesco Ottobre. La vittima aveva segnalato presunte irregolarità in una lista. A Supersano l'automobile di proprietà della compagna del sindaco Bruno Corrado è stata distrutta dalle fiamme. A Ruffano raid incendiario nella notte: sono state appiccate le fiamme all’ingresso dell’abitazione di Nicola Fiorito, ex sindaco e membro dell’opposizione.

Provincia di Bari

Stabili anche le intimidazioni registrate nella provincia di Bari (14 casi distribuiti in 11 Comuni). Ad Altamura spari nella notte contro il garage di proprietà del consigliere Marco Colonna. A Polignano a Mare il vicesindaco Salvatore Colella ha deciso di lasciare la delega Suap dopo aver subito minacce reiterate rivolte alla sua persona e ai componenti della sua famiglia. A Gioia del Colle una busta contenente due bossoli di pistola è recapitata al sindaco Giovanni Mastrangelo. Sul bordo interno della missiva la scritta “la vendetta si serve a freddo”. A Cellamare una lettera contenente minacce è recapitata al sindaco Gianluca Vurchio, oggetto di intimidazioni anche nel 2020.

Provincia Barletta-Andria-Bari

In aumento le intimidazioni nella provincia di Barletta-Andria-Trani (7 casi). A Canosa di Puglia è stata cosparsa di liquido infiammabile e data alle fiamme nella notte l’auto dell’avvocato Andrea Silvestri, già assessore regionale alla formazione professionale ed ex consigliere comunale. A Trinitapoli persone non identificate si sono introdotte nel cimitero e hanno danneggiato la cappella di famiglia del vicesindaco Maria Iannella.

Provincia di Taranto

Quattro i casi registrati. A Torricella incendiata l’auto dell’assessore alle pari opportunità Mirella Massaro. Analogo trattamento a Monteiasi per l’auto dell’assessore Tommaso Rondinone, che ha la delega alle politiche giovanili.

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