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Quei migranti minorenni nel centro a Brindisi: "Impatto molto forte"

La visita della garante dell'infanzia presso Restinco. I ragazzi sono un centinaio e la permanenza è temporanea. Il prefetto La Iacona: "Saranno poi trasferiti in altri centri adatti"

BRINDISI - Sono sbarcati non solo a Brindisi, ma anche altrove, in Italia. Hanno attraversato l'Africa e il Mediterraneo senza genitori. Sono, infatti, minori non accompagnati e si trovano in una struttura d'accoglienza temporanea dislocata nella stessa area del Cpr di Restinco, lontani dal centro abitato. Ieri, mercoledì 4 ottobre, 18 di loro hanno incontrato l'autorità garante per l'Infanzia, Carla Garlatti. A darne notizia è l'Ansa. Per Garlatti si è trattato di una esperienza toccante, di un "impatto molto forte". Perché, com'è ovvio che sia, lei ha registrato alcune criticità presenti in una struttura pensata per ospitare dei minori in un periodo di tempo limitato. Il prefetto di Brindisi, Michela La Iacona, chiarisce l'impegno della Prefettura e delle autorità competenti e spiega che la permanenza media dei minori in tale struttura non supera le quattro settimane. L'obiettivo è poi quello di spostare i ragazzi in centri adatti.

La garante Garlatti è giunta a Brindisi e ha incontratto il prefetto Michela La Iacona. Quindi, si è recata presso il centro dove alloggiano i minori non accompagnati. Qui, ha incontrato un gruppo di 18 migranti minorenni, tra i 15 ed i 16 anni. Provengono da Gambia, Mali, Costa d'Avorio, Tunisia, Guinea e Burkina Faso. L'incontro è durato circa tre ore. Garlatti ha dichiarato all'Ansa: "E' stata una esperienza molto toccante perché era la prima volta che andavo in questi tipo di centri e l'impatto è stato abbastanza forte". La garante è stata accompagnata da rappresentanti di Unicef e Unhcr. Hanno chiesto ai ragazzi di fare dei disegni. Garlatti ha spiegato che "hanno disegnato un campo di calcio e la maggioranza una casa. Gli ho chiesto dove? E mi hanno risposto in Italia. Vogliono rimanere qui, anche se nel nostro Paese non hanno parenti, vogliono imparare un mestiere e lavorare".

Nel centro c'è anche un mediatore culturale di lingua francofona. E' inoltre presente la rete Internet e si svolgono lezioni di italiano, per agevolare la successiva integrazione nel Paese dei minorenni, come il prefetto La Iacona ha ribadito a BrindisiReport, per poi aggiungere che un criterio molto importante è il fattore-tempo. L'obiettivo, infatti, è destinare i ragazzi che si trovano da più tempo nel centro il prima possibile verso centri più adatti. Vengono seguite le indicazioni fornite dal ministero degli Interni, dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione. I ragazzi ospitati sono in media un centinaio. Anche per la garante Garlatti il fattore-tempo è importante. Questi centri vanno bene, a suo avviso, per pochi giorni, non di più: "Questo fatto di non uscire, di avere il vuoto, di non avere nulla da fare li stressa tantissimo. 'Non sappiamo niente di quanto resteremo qua e di cosa succederà dopo, abbiamo bisogno di uscire, vedere le persone' mi hanno detto".

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